Tennis Club Bisenzio: nel cuore della città

Il 10 giugno 1940 nasceva a Prato il Tennis Club Bisenzio, il circolo più antico della città. 150 soci e 150 ragazzi iscritti alla scuola tennis. L'intervista con il Presidente Sandro Becagli e il Direttore Sportivo Stefano Bonechi

Tennis Club Bisenzio: nel cuore della città

CIRCOLI IN VISTA: la voce dei Circoli su Ubitennis

Quanta Club, un’oasi di sport a Milano focalizzata sull’agonismo
CT Vicenza, dove si vive e respira la vera “aria da club”
TC Faenza, il sogno in A1 continua
Virtus Tennis Bologna, quasi 100 anni di storia con un occhio al futuro
TC Pistoia: terza presenza in Serie A1 col sorriso e la voglia di far bene
Due Ponti Sporting Club, polisportiva all’avanguardia protagonista in A1
Next Gen ATP Finals: Sporting Milano 3, teatro del sogno
TC Genova 1893: avanti sui giovani, a piccoli passi
TC Palermo 2: esordio in Serie A1 puntando sui giovani
CT Maglie, entusiasmo e spirito di squadra per competere in A1
TC Schio: in Serie A1 con attenzione ai giovani e voglia d’agonismo
CT Palermo: in Serie A1 puntando sui talenti siciliani
C.T.D. Massa Lombarda: passione romagnola e sogni di grande tennis
TC Sinalunga al terzo anno in A1, un “miracolo” di buona gestione
L’Ata Battisti torna in Serie A1: obiettivo salvezza e giovani
TC Marfisa: un gioiello nel cuore di Ferrara
Circolo della Stampa Sporting Torino, molto più che un Club
Circolo Tennis Gaeta: con Galimberti per pensare in grande
Junior Tennis Club Perugia: c’è aria di Fed Cup
TC Prato: dove Federer e gli altri hanno cominciato
CT Francavilla al Mare: si scaldano i motori in attesa del Challenger
CT Ceriano: intervista al presidente Rocco Severino
TC Sinalunga: la favola continua
Serie A1: AVIVA al fianco del Tennis Park Genova con Fabio Fognini
Associazione Motonautica Pavia: nel cuore della città
Associazione Motonautica Pavia: quando i sogni diventano realtà
La favola del TC Sinalunga

 

Siamo in Toscana, per la precisione a Prato, città che per la forte crescita industriale a cui è andata incontro a partire dal XIX secolo è stata definita la “Manchester di Toscana”. Pur essendo un importantissimo centro di produzione tessile sin dal Medioevo, la città raggiunse l’apice della propria espansione economica e demografica negli anni Sessanta e Settanta del ‘900. Nel 1992 questa continua crescita trovò la propria consacrazione nel conferimento dello status di capoluogo di provincia, distaccandosi così da Firenze sotto il piano amministrativo. Il vecchio cuore pulsante dell’industria pratese poggiava i piedi su due autentici simboli: il Fabbricone e il fiume Bisenzio. Il primo è stato uno dei maggiori stabilimenti di Prato (oggi è diventato un teatro), mentre il secondo è stato al contempo un importante strumento e una vittima della febbrile corsa al tessile. Si diceva infatti che fosse possibile capire quale colore sarebbe andato di moda quell’anno dalla pigmentazione dell’acqua, funestata dalle tinture riversate dagli stabilimenti. Oggi il Bisenzio ha riacquistato la propria dignità naturale e il suo placido corso attraversa la città, regalando qua e là piacevoli scorci. Proprio a pochi metri dal fiume e dal Fabbricone, sorge il Tennis Club Bisenzio, il più antico circolo tennistico della città. Ci siamo recati in questo piccolo, ma storico, club e abbiamo intervistato il Presidente Sandro Becagli e il Direttore Sportivo Stefano Bonechi, a proposito della storia e della situazione attuale del circolo.

Partiamo dalla storia del circolo, che è legata a quella del Fabbricone, una vera e propria istituzione qui a Prato.
Esattamente. Tutto ebbe inizio da questa grande fabbrica che è nata nei primi anni del ‘900 e che poi si è sviluppata, diventando una delle più grandi di Prato. Trattandosi di un impianto tessile che seguiva la lavorazione dalla materia prima fino al prodotto finito, aveva centinaia di dipendenti e il 10 giugno 1940 i dirigenti dello stabilimento decisero di creare un luogo di ritrovo e di svago. Nacque così il Circolo del tennis “Il Fabbricone” con due campi da tennis e annesso un edificio per la ristorazione e le feste da ballo. Successivamente, in seguito alla crisi del tessile si decise di separare il destino della fabbrica da quello del circolo sportivo e nel 1978 vide la luce il Tennis Club Bisenzio, dal nome del fiume che scorre a pochi metri di distanza.

La struttura da allora si è decisamente evoluta.
Sì, ora abbiamo quattro campi di cui due in terra battuta classica e due in terra sintetica. C’è stato un periodo in cui i campi erano cinque, perché c’era molta richiesta e per questo la dirigenza comprò un piccolo terreno vicino alla centrale elettrica, che poi è stato rivenduto. L’evoluzione si è completata negli ultimi anni quando da semplice circolo di tennis, siamo diventati un vero e proprio centro sportivo con piscina, palestra e spogliatoi con sauna. Inoltre disponiamo di una grande sala eventi e una saletta relax per i soci.

Tennis Club Bisenzio

Qual è la situazione dell’agonismo e delle vostre squadre?
Negli ultimi venti anni abbiamo ottenuto risultati egregi per un circolo piccolo come il nostro, anche perché fino a qualche tempo fa l’attività agonistica era particolarmente incentrata sui veterani, per quanto la scuola tennis sia sempre stata di buon livello. L’evoluzione ci ha portato a intraprendere una strada basata sulla crescita e la formazione del giocatore e questa maggiore attenzione alla scuola tennis ha prodotto un netto miglioramento dei risultati. Basti pensare che fino al 2008 non avevamo mai vinto un titolo regionale, mentre dal 2008 a oggi abbiamo fatto diciassette finali regionali a squadre, vincendone una decina. Il top lo abbiamo raggiunto nel 2013, quando avevamo una squadra femminile in A2 e una maschile in serie B e, su 3155 circoli italiani, eravamo classificati al ventesimo posto nel Trofeo FIT. Adesso abbiamo una squadra femminile in serie B e una maschile in serie C, ma la grande soddisfazione è che molti dei membri sono allievi della nostra scuola e addirittura tre di loro provengono dal minitennis, quindi giocano da noi fin da quando avevano 4 anni.

Ci sono prospetti interessanti tra i giovani?
Nel femminile, l’anno scorso abbiamo perso la finale regionale al tiebreak con Erica Segoni e Ginevra Gottardi, che sono due 2004 di livello regionale alto. Ci sono poi un altro paio di prospetti, uno su tutti Samuele Pieri (classe 2000, ndr) che sin da quando ha iniziato a giocare a tennis è costantemente tra i primi otto d’Italia e ottiene ottimi risultati anche a livello europeo. Come doti tennistiche e predisposizione fisica può diventare un buon giocatore, ma tutto dipenderà ovviamente dal suo percorso.

Tornando a dare uno sguardo alla storia del circolo, quali giocatori hanno avuto maggior successo tra quelli che hanno calcato questi campi?
Beh sui nostri campi è nato il più forte giocatore pratese di sempre, Riccardo Ciruolo, che si è allenato qui fino a 14 anni e che ha un best ranking di 275  raggiunto nel luglio del 2000, ndr). L’apice lo abbiamo raggiunto grazie ad alcuni giocatori ai quali ci siamo legati per fare il salto di qualità a livello agonistico. Ti cito poi tre giocatori a cui ci siamo legati per poter fare il salto di qualità a livello agonistico, e cioè Massimo Dell’Acqua, Pietro Fanucci e Lisa Tognetti. Sono stati fondamentali per noi e li ammiriamo non solo per l’elevata caratura sportiva, ma anche per l’umiltà con la quale si sono calati nella realtà, tutto sommato piccola, del nostro circolo, aiutando i nostri giovani a progredire.

Hanno collaborato anche come tecnici?
No, però quando le squadre andavano a giocare in trasferta, portavamo anche i ragazzi più giovani, così che potessero imparare e crescere tramite il contatto diretto con giocatori di calibro decisamente superiore.

Avete collaborazioni tecniche? Sponsor?
Beh, oltre a gestire i nostri quattro campi, abbiamo una filiale a Bagnolo gestita da un nostro istruttore responsabile e avevamo una collaborazione anche con Barberino, dove ci sono altri due campi, che è stata però interrotta l’anno scorso. Per quanto riguarda invece gli sponsor, da quest’anno sulle nostre squadre di punta esponiamo il marchio Volkswagen, grazie a un accordo con Birindelli&Co (importante concessionario toscano, ndr). Inoltre da quattro anni, il nostro partner etico è ANT (Assistenza Nazionale Tumori) e siamo fieri di portare il loro logo in giro per l’Italia, perché è un buon modo di fare solidarietà.

Quanti soci avete attualmente e come si diventa soci?
Attualmente abbiamo 150 soci, più 150 ragazzi iscritti alla scuola tennis e una settantina di partecipanti al corso adulti che si svolge nelle ore serali. Diventare soci è abbastanza semplice, basta presentare una domanda che il Consiglio direttivo valuta in base a requisiti minimi.

Lorenzo Colle

CATEGORIE
TAG
Condividi