ATP Montecarlo: Ramos e Cuevas, le stelle stanno a guardare

Giornata di grandi sorprese: fuori Andy Murray contro Ramos-Vinolas. Eliminato anche Wawrinka da Pablo Cuevas

ATP Montecarlo: Ramos e Cuevas, le stelle stanno a guardare
Andy Murray - Montecarlo 2017 (foto di Roberto Dell'Olivo)

A. Ramos-Vinolas b. [1] A. Murray 2-6 6-2 7-5 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Giornata da dimenticare per Andy Murray. Il n. 1 del mondo esce di scena, superato da Albert Ramos-Viñolas. Ricordiamo che Ramos non è nuovo a exploit illustri; infatti è stato una delle grandi sorprese del Roland Garros l’anno scorso, superando Milos Raonic. Ha tanto da recriminare Andy poiché, dopo aver dominato il primo set 6-2 – e costretto poi al terzo – era in vantaggio 4-0. Ma errori sconsiderati, nervosismo e tanta fretta, hanno facilitato il compito ad un ottimo Ramos che, efficace con il dritto, regolare e molto mobile in campo, ha saputo prendere al volo l’occasione e approfittare della giornata negativa dello scozzese.

 

È Andy Murray ad inaugurare il big thursday del Montecarlo Rolex Masters, opposto al 29enne spagnolo Albert Ramos-Viñolas (n. 24 Atp). Oggi infatti è la giornata che promette maggiore spettacolo con tutti i big in campo. In una mattinata dalle temperature e dalla brillantezza estive – nonostante la fresca brezza tipica della French Riviera – lo scozzese non perde tempo per imporsi sul servizio di Alberto Ramos-Viñolas. Tuttavia lo spagnolo reagisce immediatamente con il controbreak, per poi lasciarsi sorprendere di nuovo. Comunque, dopo un inizio altalenante, Andy trova le misure, consolida il distacco nello score per chiudere in 48 minuti il primo parziale per 6-2.

Stavolta è Ramos a sorprendere Andy all’inizio del secondo set allungando il passo sul 3-1. Preciso, molto mobile in campo e offensivo con il dritto, lo spagnolo approfitta di alcune defaillance del britannico che si lascia andare a troppi errori non forzati. Che continuano inesorabili, tant’è che il tennista di Barcellona prende il largo sul 5-2, per poi chiudere la seconda manche per 6-2. Nervoso e frettoloso, Murray non riesce a imporsi con il servizio, mettendo a segno soltanto 12 punti su 25 alla battuta, a fronte dei 17 su 20 di Ramos. Questi fa suo il secondo set conquistando in tutto 30 punti rispetto ai 15 di Murray.

Tutto da rifare dunque per lo scozzese. Che, però, pare si sia scosso dal “torpore” del secondo set e, tenendo meglio gli scambi e spingendo indietro l’avversario, ritorna a comandare il gioco staccando rapidamento Ramos sul 4-0. Ma ecco che l’inerzia del match cambia di nuovo, con Murray che ricomincia ad essere impreciso ed irrequieto, lasciandosi raggiungere da Ramos-Viñolas sul 4-4. Attenzione perché ora Albert è di nuovo sulla cresta dell’onda, procurandosi due palle break per il 5-4. Le fallisce entrambe, pressato da Andy che, alla fine, con una prima vincente, ritorna in testa sul 5-4. Eppure, ancora una volta, Murray è sul filo del rasoio, in svantaggio 15-40 sul 5-5 al terzo set. E infatti, Ramos non fallisce, scavalcando il n. 1 del mondo 6-5. Continua così la sua bella performance perché al secondo matchpoint, e grazie ad una smorzata scellerata di Murray che non arriva neanche alla rete, lo spagnolo chiude l’incontro 2-6 6-2 7-5 e accede ai quarti di finale. Lo aspetta Marin Cilic, vittorioso su Tomas Berdych.

[16] P. Cuevas b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Quando piove, grandina. La sconfitta del numero uno del mondo non era abbastanza, ed è allora tempo di salutare anche il campione dell’edizione 2015, Stan Wawrinka. Il pennello che firma la tela è quello di Pablo Cuevas, uruguaiano 27 ATP, che sta attraversando forse il momento migliore della carriera. Dopo aver vinto per la terza volta consecutiva il torneo di Sao Paulo in febbraio, il sudamericano bissa il quarto di finale raggiunto a Indian Wells poche settimane fa (era il primo in carriera in un Masters 1000). Contestualmente, griffa la prima vittoria in carriera contro un top4. Pessima la tenuta di Wawrinka, lentissimo nei tempi di reazioni e quasi sempre in ritardo nello scambio; l’unico scoglio a cui può aggrapparsi è quello del dritto, in netta controtendenza con le sue abitudini, con cui riesce muovere l’avversario sopratutto nell’angolo destro.

Ma non è abbastanza. Il confronto sula diagonale sinistra, degno di fotografie in bianco e nero grazie ai rovesci ad una mano di entrambi, è vinto con ampio margine da Cuevas, molto più vario nelle soluzioni, dal piatto profondo al top in recupero. Entrambi i set si inchiodano da subito sulle rotaie di Pablo, chirurgico nel mettere pressione pochi momenti dopo essersi alzato dal time: i break arrivano nel terzo game, e in apertura di secondo parziale, a testimonianza della scarsa capacità di Wawrinka nell’accendersi o nel ripartire. Poco incisivo anche il servizio dello svizzero, troppo facilmente preda delle risposte bloccate e ficcanti dell’avversario: Cuevas è invece bravissimo a non concentrarsi esclusivamente sulla potenza, trovando soluzioni di pregio anche con traiettorie cariche ma non velocissime. Nessuna palla break concessa in tutto il match per Pablo. Miglior risultato dell’uruguagio nel Principato, in cui conta soltanto due altre partecipazioni: lo scorso anno, sconfitto al secondo turno da Roanic, e addirittura nel 2009, quando si arrese in qualificazioni a Kristof Vliegen. Nel mezzo, la sfilza di serissimi infortuni che ne hanno almeno in parte limitato le possibilità.

Si squarcia dunque il lato di tabellone che secondo pronostico sarebbe dovuto finire comodamente nella borsa di Murray: Cuevas attende un Pouille in formissima per un posto in semifinale, dove con ogni probabilità si troverebbe Marin Cilic. Il croato è l’unico in questo lato di tabellone ad aver mai raggiunto un finale in un Masters 1000 (a Cincinnati lo scorso anno, vinta contro Murray). Chissà che Zverev e Carreno non prendano spunto per ultimare il quadro di una giornata senza precedenti.

[11] L. Pouille b. [Q] A. Mannarino 3-0 RIT (Michele Trabace)

Gli ultimi due esponenti del tennis francese si affrontano sul Campo dei Principi: da una parte Lucas Pouille, numero 11 del seeding, opposto ad Adrian Mannarino, proveniente dalle qualificazioni e numero 56 ATP. Tra i due ci sono due confronti diretti nel circuito maggiore datati 2015 ed entrambi vinti da Mannarino. Purtroppo il match dura ben poco, con Pouille che si porta rapidamente sul 3 a 0, ma dopo altri due punti giocati Mannarino decide di ritirarsi per un problema fisico. Pouille, dopo aver sconfitto Lorenzi, si qualifica cosi senza praticamente giocare per i quarti di finale.

[5] M. Cilic b. [9] T. Berdych 6-2 7-6(0) (Michelangelo Sottili)

Quando incontri qualcuno che sta con il tuo ex, ben figurare è d’obbligo. A maggior ragione se accade sul Campo dei Principi. È lì che Marin Cilic incrocia Tomas Berdych nel cui box siede Goran Ivanisevic, coach del croato fino a pochi mesi fa. 6-5 è il vantaggio nei precedenti per il ceco. Berdych si mette subito nei guai perdendo il servizio d’apertura con tanto di doppio fallo sul 30-40. Se Tomas palleggia senza idee, il croato è decisamente più propositivo, sfrutta il colpo dopo il servizio, risponde in modo aggressivo, regala pregevoli smorzate; il ceco salva quattro set point servendo sotto 1-5 e chiede il MTO per una vescica a un dito della mano al cambio campo successivo, con il 6-2 finale fin troppo generoso per lui (19-4 i vincenti per Cilic). Il tabellone luminoso impazzito fa arrabbiare più volte Berdych che resta in partita trovando maggior efficacia in battuta; deve comunque affrontare due palle break nel quinto game e una nel settimo, mentre una buona prima palla croata non gli permette di giocarsi la sua unica occasione sul 3-2. Pur sceso nettamente di intensità, Cilic trova il break sul 4-4 e serve un match point, ma il ceco salva e pareggia. Nel tie-break, Berdych scompare e Cilic avanza ai quarti dove troverà il vincente fra Albert Ramos Viñolas e Andy Murray che, dopo la netta vittoria di ieri contro il giovane terraiolo Muller (?), favoleggia imprese parigine.

Risultati:

[15] A. Ramos-Vinolas b. [1] A. Murray 2-6 6-2 7-5
[5] M. Cilic b. [9] T. Berdych 6-2 7-6(0)
[16] P. Cuevas b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4
[11] L. Pouille b. [Q] A. Mannarino 3-0 rit.
[4] R. Nadal b. A. Zverev 6-1 6-1
[10] D. Goffin b. [6] D. Thiem 7-6(4) 4-6 6-3
[2] N. Djokovic b. [13] P. Carreno Busta 6-2 4-6 6-4
D. Schwartzman b. [Q] J.L. Struff 6-3 6-0

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