David Ferrer: “Accetto il nuovo me, non mi butterò da un ponte”

Le parole mature e serene dello spagnolo, sconfitto al primo incontro dell'ATP 500 di Barcellona e sempre più declinante per tennis e risultati

David Ferrer: “Accetto il nuovo me, non mi butterò da un ponte”
David Ferrer - Buenos Aires 2017 (foto © Argentina Open/Sergio Llamera)

L’anno dei vecchietti, il 2017. Sì, ma non di tutti: ce ne sono alcuni che non ce la fanno a stare al passo, né a quello dei giovani né a quello dei loro coetanei improvvisamente ringalluzziti. Uno di quelli che non sembra aver trovato la strada per la fontana della giovinezza è David Ferrer. Eterno gregario, sempre relegato al ruolo di scudiero nel decennio lungo di Rafael Nadal, il tennista di Javea non vince un incontro ormai dagli Australian Open.

Sconfitto al secondo turno di Barcellona da Kevin Anderson (aveva ricevuto bye per il primo) “Ferru” è stato perlomeno dispensato dai reporter di casa dalle solite domande su Nadal, che ritornano quasi insolenti in ogni conferenza stampa, quasi che ognuno degli altri iberici fosse prima una fonte, un insider, un portavoce del mancino di Manacor e soltanto dopo un tennista a sé. Ferrer si è presentato ai microfoni sorridente di una pace un po’ rassegnata, libero di parlare – come ha poi fatto – del proprio stato fisico, del tennis e delle aspettative che ha oppure non ha sui prossimi mesi della propria carriera.

 

“Le sensazioni sono quelle che sono, stando così le cose non potevo fare di più” ha esordito, commentando il 3-6 4-6 da poco più di un’ora che lo ha eliminato dall’ATP 500 catalano. “Non so se una vittoria potrebbe cambiare la dinamica attuale o darmi più fiducia nel mio gioco, davvero non lo so. Penso di essere migliorato rispetto alla gira sudamericana o a Miami, e anche se non era difficile preferisco pensare a questo lato positivo.” Non ce ne sono molti altri, del resto: il valenciano è al momento alla posizione numero 32 del ranking, e a un mese dall’inizio del Roland Garros la sua testa di serie è a rischio per la prima volta in 12 anni.

Il tennis di Ferrer è sempre stato basato sulla resistenza e sull’agonismo fisico, ed è ovvio che lui più di altri paghi il prezzo dei tanti anni passati a faticare. “Non posso più allenarmi come un tempo, fisicamente non recupero come allora e per questo intendo provare cose diverse. Ho lavorato in un certo modo per tutta la vita, e negli ultimi anni è andata peggio. Mi allenerò in modo diverso per non sottomettermi a un carico fisico eccessivo, non posso correre per i problemi ai tendini né utilizzare la stessa potenza.” Nessuna ulteriore specifica, per ora, sui nuovi metodi di allenamento ai quali si dedicherà insieme a coach Paco Fogues, con lui dal 2014.

C’è quindi una volontà di proseguire, almeno qualche anno ancora. Senza esagerare: “Non intendo pensare molto in là, ma nemmeno a buttarmi sotto un ponte. Ho avuto una carriera molto buona nel tennis. Sono stato sempre molto regolare, non ho mai avuto un infortunio così grave e un calo così grave nel ranking come negli ultimi due anni (la scorsa stagione è stata la prima dal 2004 in cui Ferrer non ha raggiunto una finale ATP, ndr). Sono cose normali dopo una carriera come la mia. Semplicemente ora accetto il nuovo David, anche se intendo provare a cambiarlo.”

“Personalmente sto bene, non ho problemi né frustrazione. Prima mi costava di più, ma ora no. Gioco per me stesso, non per dimostrare qualcosa a qualcuno né per ottenere riconoscimenti, se non quelli di me stesso e della mia famiglia.” La terra rossa ha ancora un mese per David Ferrer. Se dovesse essere lui la favola della primavera, non sarà immeritata.

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