#AskUbitennis: la crisi di Belinda Bencic

Con #AskUbitennis i lettori interrogano i nostri esperti. Questa settimana AGF risponde ad Andrea Atzori: Belinda Bencic e le cause della sua crisi

#AskUbitennis: la crisi di Belinda Bencic

Quali sono i motivi dell’involuzione di Belinda Bencic? Possibile sia semplicemente colpa degli infortuni? (Andrea Atzori)

Buongiorno Andrea,
è sempre molto difficile capire in profondità le ragioni degli alti e bassi dei giocatori. Da fuori non si conoscono nel dettaglio le loro condizioni fisiche, né le vicende personali extra-tennistiche che a volte possono influire sul rendimento. Da osservatore esterno la mia ipotesi è che dietro alla crisi di Bencic ci siano due cause differenti. O meglio: la combinazione di due cause differenti.

Innanzitutto gli infortuni. Sotto questo aspetto Belinda ha avuto un 2016 travagliatissimo, penalizzato da guai fisici grandi e piccoli. Già in gennaio si era dovuta ritirare in semifinale a Sydney per un malessere. Dopo il best ranking di febbraio (numero 7 a nemmeno diciannove anni), c’è stata il primo guaio molto serio: la frattura all’osso sacro, diagnosticata dopo un match perso a Charleston.

 

La frattura l’ha obbligata a stare ferma circa due mesi e a dare forfait al Roland Garros. Era ritornata per i tornei su erba e stava giocando davvero bene a Wimbledon, ma proprio quando sembrava essersi ripresa è stato il polso sinistro a obbligarla al ritiro dallo Slam. Da quel momento in poi, la miglior Bencic non si è più vista. Al rientro, dopo un secondo stop di un paio di mesi, non è più riuscita a trovare la condizione ottimale. Ci si è messo anche qualche chilo di troppo, che forse è il sintomo di una difficoltà a gestire i periodi di pausa, al di fuori dalla routine di atleta abituata ad allenarsi e a giocare con regolarità.

Agli infortuni aggiungerei una seconda causa. Si tratta di un problema che devono affrontare tutte le giovanissime di talento che si affermano subito, all’ingresso nel professionismo: è il peso che deriva dalla necessità di confermarsi ad alti livelli dopo la stagione dell’esordio.

Mi spiego: quando si entra da teenager nel circuito WTA nessuno pretende che in quel dato torneo o contro una certa giocatrice si debba per forza fare risultato. Tutto quello che viene è ben accetto, senza obblighi o pressioni. Le prima affermazioni accrescono l’entusiasmo, e le vittorie alimentano l’autostima e il coraggio. Si giocano i passaggi decisivi dei match con sfrontatezza, e questo aiuta a vincere le partite e a fare punti nel ranking, scalando la classifica. In quella fase Belinda è stata straordinaria, dimostrando di avere grande talento, perché non si sale fino al numero 7 del mondo per fortuna, né si battono per caso nello stesso torneo quattro top ten (Serena Williams inclusa) come lei era stata capace di fare a Toronto 2015.

Poi quel periodo si conclude, e arriva il momento di affrontare la stagione delle conferme. Non si è più una debuttante spensierata; ci sono i punti del ranking in scadenza da difendere, e diventa obbligatorio battere le giocatrici considerate più deboli. Non solo: nel frattempo le avversarie ti hanno studiato e ti aspettano al varco. A quel punto è inevitabile che salga la pressione e tutto si faccia più complicato.
Aumentano i dubbi, arrivano le prime delusioni e di fronte a controprestazioni e a sconfitte inattese spesso si finisce per fare cambiamenti nel proprio team, nel tentativo di ritrovare slancio. Bencic ha sia cambiato manager che assunto un nuovo coach, Maciej Synowka.

La stagione delle conferme, degli obblighi da rispettare per la prima volta, è forse la più critica per una tennista. Purtroppo per Belinda questa fase è coincisa con quella degli infortuni. I due fattori sommati hanno avuto l’effetto di un uno-due pugilistico, mettendo K.O le sue certezze. E se è già difficile affrontare uno di questi problemi singolarmente, affrontarli insieme è più che doppiamente difficile. Ecco, personalmente spiego in questo modo l’attuale crisi.

Aggiungo un paio di brevi riflessioni per concludere. La prima: accanirsi contro di lei perché è sovrappeso (come vedo fare da qualche lettore) secondo me dimostra una certa superficialità, e l’incapacità di comprendere che alcuni passaggi nella carriera di una giocatrice sono quasi inevitabili; e non è scontato attraversarli indenne, senza che emergano fragilità di qualche natura: nel suo caso la difficoltà a mantenere il peso-forma. L’ultima riflessione è un augurio: che Bencic riesca a tornare ai suoi migliori livelli, perché al tennis fanno sempre bene nuove protagoniste di grande personalità, e Belinda sicuramente ha dimostrato di possederla.

UPDATE: questa mattina, attraverso i suoi profili social, Belinda Bencic ha comunicato di essersi sottoposta ad un intervento chirurgico al polso sinistro. Leggi di più


Avete una domanda? State rincorrendo il nostro Luca Baldissera per ricevere una risposta sul rovescio di Kyrgios o se volete chiedere al Direttore un aneddoto sulla sua sconfinata esperienza da inviato negli Slam beh, potrete farlo scrivendo alla mail direttaubitennis@gmail.com mettendo nell’oggetto #AskUbitennis e indicando anche da chi vorreste avere risposta.

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