Diario dalla Caja, day 5: le “Grigorette” e gli incontri in ascensore

MADRID - Pur sconfitto da Thiem al termine di un match emozionante, Dimitrov ha potuto contare sul sostegno speciale del suo pubblico

Diario dalla Caja, day 5: le “Grigorette” e gli incontri in ascensore

da Madrid, il nostro inviato

Ufficio reclami – L’organizzazione di un torneo di questa levatura si deve avvalere di un numero impressionante di volontari che mettono a disposizione il loro tempo e la loro passione affinché tutto vada più o meno per il giusto verso. Tra i tanti impieghi previsti, alcuni sono davvero penalizzanti; pensiamo ad esempio agli addetti alla vigilanza che stanno per l’intera partita con le spalle rivolte al campo e tengono d’occhio il pubblico o ancora ai ragazzi che controllano l’accesso all’ascensore per la sala stampa. Ma c’è un posto, collocato nell’angolo sud-est della Caja, là dove soffia perennemente un vento gelido che ti taglia la faccia, nel quale nessuno vorrebbe mai essere collocato: l’ufficio reclami. Lì è autunno anche quando fuori fa 35° e la ragazza dietro il banco, abitualmente vestita con giaccone, sciarpa e cappuccio, è sempre sola. Evidentemente va tutto bene, anche se più di una volta, vedendola, ci è venuto da pensare che lei stessa dovrebbe essere la prima a reclamare…

 

Chi scende e chi sale – La Caja è fatta a livelli e l’ascensore interno per la stampa li raggiunge tutti. Al -2 ci stanno i fotografi, al -1 i giornalisti (o presunti tali, come noi), allo 0 si va ai tre stadi e al 3 ci sono le televisioni. A parte il fatto che ogni volta che lo prendi non sai mai bene dove ti porterà, spesso ti trovi in compagnia di celebrità. Ieri eravamo in compagnia del famoso fotografo Gianni Ciaccia quando è entrato nientemeno che Alex Corretja con tanto di microfono della TVE. Abbraccio affettuoso tra i due con noi a fare da silenti e grati spettatori.

Le “Grigorette” e il pugnetto di Dominic – Spettacolo ed emozioni nel Grand Stand per la sfida del tardo pomeriggio tra Dominic Thiem e Grigor Dimitrov. Immancabile la “curva bulgara” composta dagli ultras di Grisha, per l’occasione impreziosita da tre belle ragazze in prima fila che hanno fatto un tifo infernale per il loro beniamino. Da non sottovalutare nemmeno un signore di mezza età abbigliato con i colori della Bulgaria (pantaloni verdi, maglia bianca, giacca rossa) che di tanto in tanto lanciava occhiate furiose all’indirizzo dei giudici di linea, quando a suo avviso venivano fatte chiamate non corrette. La partita è stata nel complesso di grande livello e i due protagonisti si sono divisi equamente la scena che, per un minuto prima dell’inizio del set decisivo, gli è stata involontariamente rubata da un addetto al campo. Con i giocatori pronti per iniziare, quest’ultimo è stato richiamato dal giudice di sedia per ripulire le linee cancellate dall’intervento precedente del collega che aveva tirato il campo; nel silenzio generale l’addetto ha completato il suo lavoro ma, un attimo prima di uscire, si è accorto che pure la scritta MADRID era stata coperta e così è tornato indietro per passare la scopa anche su quella. Applauso del pubblico e sorriso divertito di Thiem che ha scambiato un pugnetto con l’uomo dello staff Adecco.

Vai Ferru! – Anche se non ha sortito l’effetto sperato, il popolo del Grand Stand oggi non ha smesso un attimo di incitare David Ferrer nella sua sfida quasi impossibile contro il giapponese Kei Nishikori. Ogni volta che dagli spalti si sollevava forte il grido “Vai Ferru!”, il collega Ferruccio Roberti, al mio fianco, ringraziava il pubblico accennando un inchino.

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