“Il Foro è meraviglioso. Ma troppe code e poco tennis”

ROMA- Il meglio e il peggio del Foro Italico dagli occhi del pubblico pagante: il giocatore migliore? Lo stato dei campi? Qual è la cosa più bella degli Internazionali?

“Il Foro è meraviglioso. Ma troppe code e poco tennis”

Si parla e si scrive tanto sugli Internazionali d’Italia, ma si raccontano poco le impressioni del pubblico: il che è un vero peccato, perché possono emergere spunti di riflessione molto interessanti. Il pubblico è sovrano, un po’ come il detto che il cliente ha sempre ragione. Certo, i giocatori e chi lavora per questo evento (dai ball boys agli arbitri) hanno un’opinione in merito all’andamento del torneo, ma chi paga per godere dell’evento, qualunque sia il motivo, ha il diritto e forse il dovere di esprimere il proprio parere. Così abbiamo pensato di raccogliere alcune impressioni dai vari spettatori di tutte le età, proprio per avere un ventaglio di opinioni piuttosto vario. È evidente che questi intervistati rappresentino una piccola fetta dei millemila spettatori presenti al Foro Italico, ma non per questo sono da sottovalutare. Passeggiare lungo il viale costeggiato da stand colorati e dalle bellissime statue in marmo che fanno da cornice al Pietrangeli è sempre un’emozione unica, ma scrutare le persone che camminano lungo lo stesso, concentrarsi sulle loro espressioni, tentare di capire se stanno provando le stesse emozioni, se sono scontenti per qualcosa, se sentono la nostalgia di qualche grande campione assente potrebbe essere davvero stimolante. E allora perché non chiederglielo personalmente? Ragazzi, ragazze, bambini, tennisti per diletto, maestri, appassionato medio? Si, a tutti loro.

Le domande da porre potrebbero essere tantissime, ma il popolo è troppo assetato di tennis e così partiamo da alcune considerazioni generali: qual è stato l’aspetto migliore del Foro? Le risposte sono state tra le più disparate; molti ragazzi, specialmente quelli praticanti lo sport, hanno optato per un punto di vista tecnico: Ho apprezzato moltissimo gli allenamenti dei giocatori. È sempre bello vedere i grandi campioni da vicino, perché puoi apprendere tantissime cose e conoscerli meglio, capire come si comportano senza la mediazione della tv”, commenta una giovane ragazza venuta al Foro in compagnia del proprio circolo di Lanciano, che prosegue dicendo, È stato divertente vedere Djokovic: ha fatto entrare suo figlio in campo per giocare con lui e ha scherzato molto con il pubblico”. Altri giovani tennisti delle categorie inferiori hanno messo in evidenza il motivo principale per cui si decide di partire dalle città più lontane dello stivale italico per raggiungere la capitale: Le partite ovviamente, siamo qui per il tennis e fare una bella scorpacciata di match è la cosa migliore, anche se sarebbe ancora più bello incontrare i giocatori più facilmente”. Si sa, lo sport unisce, diventa motivo di dibattito, ma anche di svago e convivialità, così almeno è quello che pensa qualcuno: “La cosa più bella è stata trascorrere una bella giornata di sport con mia figlia”. E poi come dimenticare l’aria che si respira al Foro Italico, aria di tennis e di cultura per lo sport (“Lo spirito del pubblico al Pietrangeli e la location sono insuperabili”, ha affermato un ragazzo entusiasta per l’evento). Inoltre, gli stand maggiormente apprezzati sono stati quelli di attrezzature sportive, “nonostante i prezzi decisamente elevati”, a parte un eroico intellettuale della carta stampata che ha preferito lo stand de La Gazzetta dello Sport.

 

Fino ad ora solo parole encomiabili per “il quinto Slam”: veniamo ora alle critiche, che potrebbero essere utili per smussare i difetti di questo torneo. File troppo lunghe per accedere ai campi... servizi igienici non eccellenti. Ma soprattutto abbiamo comprato i biglietti per il centrale e Nadal non ha giocato perché Almagro si è ritirato, la partita della Kerber è durata poco, soldi buttati“. In effetti, la programmazione di mercoledì sul ground non è stata eccezionale e, a causa dei vari imprevisti, i numerosi spettatori del centrale sono stati costretti a migrare verso il Pietrangeli, che si è riempito in men che non si dica. Tutto questo ha creato infinite file per accedere ai campi, un sovradosaggio degli spettatori, che si arrampicavano l’uno sopra all’altro per accaparrarsi un posto tra i marmi o nei campi di allenamento. Molte persone hanno criticato la scelta dell’organizzazione di non aver spostato sul centrale i match in programma sul Pietrangeli. Non hanno tutti i torti, considerando che molti di loro avevano acquistato il biglietto mesi prima, preso il giorno di permesso al lavoro, viaggiato per ore per poi vedere poche partite e male.

Proprio per questo motivo il match più emozionante di mercoledì a detta di quasi tutti gli intervistati è stato quella tra Tommy Haas e Milos Raonic. Nonostante la vittoria del canadese, il vero protagonista è stato Haas, che ha potuto godere di un pubblico caloroso, applausi scroscianti e tifo appassionato da parte di un Pietrangeli stracolmo. “Il match di Haas è stato il più emozionante… Tommy è stato il giocatore migliore e più coinvolgente oggi”, questi i commenti di molti di coloro che sono riusciti a vedere la partita senza sgomitare per un posto a sedere. Il secondo piazzamento dei giocatori che hanno colpito di più la platea del Foro è andato ad Alexander Zverev: “È forte il ragazzino! Ha giocato davvero una bella partita”, ha esclamato un gruppo di amici che per l’occasione indossavano tutti un cappello rosso molto appariscente.

Infine, i visitatori degli Internazionali non hanno potuto fare a meno di notare le condizioni dei campi: fatta eccezione per il Pietrangeli, gli altri non sono in ottimo stato (così come ha dichiarato Djokovic in conferenza stampa) “Spesso gli arbitri o i giocatori stessi sono dovuti andare a sistemare delle zolle di terra”, hanno affermato alcuni romani amanti del tennis giocato, che però alla fine hanno fatto un’amara considerazione: “… Però, magari ad avercene de campi così nei nostri circoli”. 

 

 

 

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