Spunti tecnici: Djokovic e Nishikori, la risposta al servizio

I colpi di inizio gioco sono i più importanti nel tennis moderno. Spesso, la risposta può risultare decisiva come il servizio. Vediamo la tecnica di Djokovic e Nishikori, due tra i migliori ribattitori del circuito

Spunti tecnici: Djokovic e Nishikori, la risposta al servizio

La stagione su terra battuta, oltre che un festival delle scivolate e dei grandi recuperi, è anche una delle poche occasioni in cui, ovviamente molto più spesso che sul veloce e sul duro, la risposta al servizio diventa quasi altrettanto incisiva e importante per prendere il controllo dello scambio rispetto alla battuta stessa. Tecnicamente, l’esecuzione della ribattuta non differisce molto dai normali colpi da fondocampo, dritto e rovescio, in termini di puro swing a colpire, ma richiede di abbreviare la preparazione e rapidizzare l’azione degli appoggi in modo nettissimo. Entrano quindi in gioco, nel determinarne l’efficacia, elementi come l’istinto per il timing e la percezione anticipata della traiettoria, basati sulla capacità di lettura del movimento di chi serve. Metterla di là, per un professionista, anche nel momento in cui si affrontano fucilate oltre i 200 kmh non è difficile (a meno che l’avversario non prenda l’angolo, chiaramente), ma tra rimettere uno “straccetto” facilmente aggredibile e un colpo spinto d’incontro ci passa tutta la differenza del mondo.

Novak Djokovic e Kei Nishikori sono tra i migliori in questo tipo di esecuzione, e grazie al materiale video e fotografico acquisito a Indian Wells, possiamo dare un’occhiata da vicino a come riescono a reagire fulmineamente e respingere pallate a volte potentissime. Torniamo quindi in compagnia in California per qualche momento, e ammiriamoli in azione. I video, originali ed esclusivi, sono stati ottenuti da sequenze di immagini a 60 frames per secondo.

 

Qui sopra, Nole impatta alla perfezione una risposta di rovescio. Da notare la splendida azione di trasferimento del peso, con trascinamento del piede destro in assoluta sincronia con lo swing a colpire.

Isolando i tre frame fondamentali, vediamo come Nole parte in open stance piena, con la necessaria rotazione verso l’esterno del piede sinistro, impatta quasi affiancato in equilibrio perfetto, e chiude il finale nuovamente in posizione frontale, pronto al rientro verso il centro del campo. Impeccabile.

Qui sopra, un grande allungo dalla parte del dritto, spettacolare a dire poco, un autentico balzo felino verso una pallata che avrebbe fatto punto diretto a parecchia gente.

Analizzando i frame, vediamo come Nole parte da fermo, di pura forza delle gambe vola con un passo in dinamica sulla palla (all’impatto è staccato da terra con entrambi i piedi), e trova nonostante la potenza dell’allungo laterale la reattività di braccio per chiudere un accenno di finale a tergicristallo (windshield-wiper), coprendo la palla e ottenendo una botta carica che arriva nei piedi del battitore con rapidità letale.

Qui sopra, infine, vediamo come Nole reagisce nel momento in cui viene sorpreso dalla direzione del servizio, la palla qui gli arriva molto più addosso del previsto, costringendolo a usare lo slice. Ma la cosa bella (oltre all’essere riuscito a ribattere, difficilissimo in questa situazione) è il modo in cui, con gioco di gambe da ballerino – guardate la velocità del cross step laterale a sfilarsi dal colpo – il fuoriclasse serbo riesce a rimanere in ottimo equilibrio, pur dovendo fare un movimento quasi da torero per togliere il corpo dalla traiettoria.

Vediamolo meglio qui sopra: parte impugnando bimane, da notare il piede destro già in caricamento sulla punta, all’arrivo della palla ha staccato la mano sinistra ed è in equilibrio su un piede solo senza perdere compostezza, e a finale quasi completato utilizza il cross step posteriore con il piede sinistro (che ancora non tocca il terreno, solo la punta lo sfiora) per non trovarsi totalmente sbilanciato all’indietro. Uno spettacolo di tecnica e talento motorio, così come di indipendenza tra braccia e gambe, eseguito in una frazione di secondo. Andando, anzi volando, in retromarcia, roba da annodarsi le gambe e finire distesi per uno normale. Che fenomeno, se arrivasse a me una pallata simile in pancia probabilmente mi troverebbero nel parcheggio dietro il campo, altro che slice ben piazzato in risposta.

Passiamo al buon vecchio Nishikori.

Qui sopra, una risposta in allungo simile a quella di Djokovic vista più su, l’azione dei piedi è quasi uguale, ma la ripresa dall’altro lato ci permette di apprezzare ancora meglio la reattività di braccio del giocatore.

Da sinistra a destra la preparazione, l’impatto, e soprattutto, nel frame di destra, l’impressionante proiezione in avanti della racchetta, con rotazione interna dell’avambraccio a coprire la palla. Il gesto necessario a “tenere” la pallata appena respinta, totalmente in contrasto all’inerzia del corpo verso la sua destra, fatto di puro braccio nell’impossibilità di accompagnare lo swing con la rotazione busto-spalle data la postura obbligata dall’allungo laterale, è incredibile. Kei finisce praticamente con le braccia annodate, “abbracciandosi” da solo, mantenere controllo in questa situazione è un numero di alta scuola.

Qui sopra, una risposta di rovescio, stavolta a una seconda palla in kick, alla ricerca quindi della massima aggressività possibile per mettere da subito in difficoltà il battitore. Il maggiore tempo per organizzare il colpo permette a Kei di andare in avanzamento verso la palla con un saltello in aggiustamento, molto bello lo split step in dinamica. L’impatto è sopra l’altezza delle spalle, in sospensione, tutto il peso va sul colpo, una sberla spaventosa in anticipo mentre la palla sta ancora salendo.

Qui sopra, da sinistra a destra, lo split step in dinamica mentre sta ancora iniziando il backswing, la leggerezza di piedi con solo le punte che sfiorano il campo si vede molto bene, il grande impatto in volo, e lo splendido finale con “arabesque” (proiezione all’indietro della gamba sinistra). Da manuale veramente.

Qui sopra, vediamo anche Kei come se la cava in una situazione “di emergenza”. In avanzamento ad aggredire la palla, “Nishi” calcola male la pesantezza della rotazione, e si trova sorpreso dal rimbalzo che gli sale troppo addosso. In una frazione di secondo, pianta giù l’appoggio della gamba destra a frenare lo spostamento in avanti, e contemporaneamente allo swing a colpire toglie il peso del corpo dalla traiettoria, impattando solo di braccia, eseguendo nel contempo un mini split-step all’indietro necessario per mantenere centralità di equilibrio. Bravissimo.

Vediamo qui sopra l’inizio del movimento in avanti, la “frenata” con il corpo che si toglie dalla palla mentre viene completato il backswing, e l’impatto in sospensione con la velocità delle braccia a compensare l’arretramento forzato dell’asse di equilibrio. Sembra facile, ma in questo tipo di situazione, e a queste velocità di palla, nel gesto e negli aggiustamenti istantanei della postura c’è solo istinto, e riflessi mostruosi. Altissimo livello.

Qui sopra, infine, un’altra situazione che vede Kei decisamente in difficoltà, osservando attentamente si può intuire come il giocatore per un attimo sia stato spiazzato dal servizio, l’inizio della preparazione fa pensare a una risposta di rovescio. Nel momento in cui si rende conto che il battitore lo ha “fregato”, Kei richiama all’istante il braccio-racchetta verso l’interno, ruota mano e avambraccio e impatta con il busto spalle quasi completamente girato al contrario, verso la sua sinistra.

Il frame centrale qui sopra, con “Nishi” in avvitamento con i piedi e il busto, e la manata aperta dall’altra parte, ci fa capire quanto sia notevole che la risposta sia anche solo andata di là, mentre a lui è uscito un lungolinea veloce e preciso, nonostante la postura decisamente arrangiata.

L’impressione, vedendo questi campioni della risposta allenarsi ad alta intensità, è che sia praticamente impossibile non solo fargli punto diretto (a meno di non azzeccare l’ace), ma anche semplicemente metterli in difficoltà ottenendo in ribattuta delle palle facilmente aggredibili. Un grande spettacolo di tecnica e talento da ammirare, spesso e volentieri un autentico incubo per i grandi bombardieri che si vedono ritornare qualsiasi cosa con continuità disarmante.

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