Roland Garros Story: dalle sfide Graf-Seles ai trionfi di Nadal

L’alba della rivalità tra Steffi e Monica. Il trionfo degli specialisti del rosso: Bruguera, Muster, Kuerten, Gaudio. Per campioni come Sampras, Becker, Edberg, Parigi rimase un tabù. Per altri come Federer e Djokovic, un obiettivo raggiunto dopo tante delusioni

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Sul finire degli anni 80, con il lento declino di Martina Navratilova e Chris Evert, una nuova campionessa si affacciava al grande tennis. Dotata di un dritto eccezionale, che le valse il soprannome di “Miss Dritto”, e di un rovescio in slice velenoso su tutte le superfici, Steffi Graf divenne ben presto l’icona della nuova generazione. Potente, veloce, solida da fondo campo, abile nel gioco di rete: la Graf era il prototipo della tennista perfetta. Quando giocava al meglio delle sue possibilità era quasi imbattibile su tutte le superfici.

Nel 1987, all’età di soli 18 anni, raggiunse la finale al Roland Garros, la sua prima in un torneo dello Slam, proprio contro Martina Navratilova, in quello che appariva ormai come uno scontro generazionale. La Graf si presentava a quella edizione del Roland Garros come seconda testa di serie e soprattutto con la consapevolezza di poter battere chiunque. Qualche mese prima aveva dominato il torneo di Miami, concedendo solo venti giochi e battendo nettamente, con una facilità disarmante, prima Martina Navratilova in semifinale (6-3, 6-2) e poi Chris Evert in finale (6-1, 6-2). I tornei dello Slam però sono un’altra cosa. Dovrebbe prevalere la maggiore esperienza, la maggiore attitudine a giocare match importanti. Almeno così pensavano in molti. Quel giorno però la Graf era intenzionata a sovvertire il pronostico. Ne venne fuori una battaglia intensa, tre set combattuti fino all’ultimo scambio. La Graf si aggiudicò il primo parziale, la Navratilova il secondo. Nel terzo set con un’impressionante freddezza la tedesca conquistò il break nel momento decisivo e chiuse con il punteggio di 8-6. Nel tennis femminile era nata una nuova stella.

Il 1988 fu l’anno del Grande Slam. La tedesca vinse i quattro Major: all’Australian Open batté Chris Evert, al Roland Garros inflisse un imbarazzante 6-0, 6-0 a Natasha Zvereva, a Wimbledon e allo US Open superò rispettivamente Martina Navratilova e Gabriela Sabatini. A soli 19 anni la Graf aveva già vinto cinque tornei dello Slam. Complessivamente al Roland Garros disputò altre sette finali vincendone quattro, quella del 1993 contro Mary Joe Fernandez, quelle del 1995 e 1996 contro Arantxa Sanchez e poi nel 1999 contro Martina Hingis. Quest’ultimo sarebbe stato anche il suo ultimo trionfo in un torneo dello Slam.

Le due più grandi delusioni per la Graf al Roland Garros furono le finali perse nel 1990 e nel 1992 contro Monica Seles, la sua grande rivale, la tennista che più di tutte la metteva in difficoltà facendola giocare costantemente sotto pressione. La super campionessa tedesca che tra il 1988 e il 1989 aveva vinto un totale di 158 partite e perse 5, nel 1990 venne sconfitta due volte nello stesso mese dalla sedicenne Seles, compresa la finale del Roland Garros. La tennista invincibile aveva trovato la sua nemesi. Le certezze che aveva acquisito in due anni di puro dominio iniziarono a sgretolarsi. Nell’edizione del 1992 si ritrovarono nuovamente in finale, di nuova avversarie, l’una contro l’altra. Quella giornata che doveva essere il momento della rivincita per Steffi si trasformò in un nuovo trionfo per Monica Seles.

In campo maschile gli anni 90 e i primi anni 2000 videro tanti specialisti della terra battuta trionfare al Roland Garros: da Andrés Gómez campione nel 1990, a Gustavo Kuerten vincitore di tre edizioni (1997, 2000, 2001), passando per Thomas Muster e gli spagnoli Sergi Bruguera, Carlos Moya e Juan Carlos Ferrero. Chi non riuscì mai a vincere il Roland Garros fu Pete Sampras. Vincitore di 14 tornei dello Slam, il campionissimo americano, nonostante il successo agli Internazionali d’Italia nel 1994, faceva molta fatica ad esprimere il suo miglior tennis sul rosso. Il suo miglior Roland Garros fu l’edizione 1996 quando arrivò sino alla semifinale, dove fu sconfitto dal futuro vincitore del torneo, il russo Evgenij Kafelnikov.

Se Sampras non vinse mai il torneo, il suo grande rivale, Andre Agassi disputò tre finali perdendone due: nel 1990 contro Gómez e nel 1991 contro il connazionale Jim Courier. Il “Kid di Las Vegas” si sarebbe però aggiudicato l’edizione del 1999 battendo in cinque set l’ucraino Andrij Medvedev, già numero 4 del mondo. Dopo i due successi consecutivi di Kuerten che aprirono il nuovo millennio, dal 2002 al 2004 ci furono tre vincitori diversi: rispettivamente Albert Costa, Juan Carlos Ferrero Gaston Gaudio che si aggiudicò la finale tutta argentina contro Guillermo Coria. Per tutti e tre si è trattato dell’unico titolo in un torneo dello Slam.

Tra le donne gli anni 2000 si aprirono con il trionfo di Mary Pierce. La francese, grazie alla vittoria contro la spagnola Conchita Martinez, conquistò il secondo titolo dello Slam dopo l’Australian Open del 1995. La Pierce divenne la prima francese a distanza di trentatré anni (Françoise Dürr 1967) a vincere l’Open di Francia. La tennista che però più di tutte riuscì a dominare nei primi anni del nuovo millennio fu indubbiamente Justine Henin. La campionessa belga si aggiudicò quattro edizioni. La prima nel 2003 quando con un netto 6-0, 6-4 superò la rivale Kim Clijsters e poi per tre anni consecutivi, dal 2005 al 2007, battendo rispettivamente Mary Pierce, Svetlana Kuznetsova e Ana Ivanovic.

Per tutti gli appassionati italiani un’edizione indimenticabile fu il 2010: l’anno del memorabile trionfo di Francesca Schiavone. La milanese riuscì nell’impresa che mai nessuna italiana aveva compiuto in passato: vincere il singolare femminile di un torneo del Grande Slam. La Schiavone, accreditata della testa di serie numero 17, disputò due settimane eccezionali battendo tenniste del calibro di Li Na, Caroline Wozniacki, Elena Dementieva e in finale la testa di serie numero 7, Sam Stosur. Per la Schiavone, che aveva già vinto il torneo di Barcellona, si trattò del secondo titolo stagionale, senza dubbio il più importante e prestigioso. L’azzurra non riuscì a ripetere l’impresa l’anno seguente quando, giunta nuovamente in finale, fu sconfitta da Li Na. Nel 2012 un’altra italiana raggiunse l’ultimo atto del torneo: Sara Errani. La tennista romagnola, che aveva battuto Angelique Kerber nei quarti di finale e Sam Stosur in semifinale, dovette arrendersi alla potenza di Maria Sharapova, testa di serie numero 2, che si impose con un netto 6-3, 6-2. La Sharapova si sarebbe poi aggiudicata anche l’edizione del 2014 battendo Simona Halep. Se nel 2014 trionfò la russa, l’anno successivo fu Serena Williams ad alzare la coppa intitolata alla grande Suzanne Lenglen. Per l’americana fu il terzo titolo in carriera dopo quello del lontano 2002 e del 2013. Anche l’anno scorso Serena ha raggiunto la finale, ma è stata sconfitta in due set dalla spagnola Garbine Muguruza.

In campo maschile gli anni dal 2005 in poi sono stati all’insegna di Rafael Nadal, senza dubbio il tennista più forte della storia su terra battuta. Con 9 trionfi sulla terra rossa parigina il dominio dello spagnolo su questa superficie non ha eguali. Campioni assoluti come Roger Federer e Novak Djokovic sono stati costretti più volte ad inchinarsi allo strapotere dello spagnolo. Federer e Nadal si affrontarono a Parigi per la prima volta nella semifinale del 2005, con lo spagnolo che vinse in quattro set. Le sfide tra i due rivali si ripetettero anche nel 2006, 2007, 2008 e 2011, in finale. In tutte e quattro le occasioni avrebbe trionfato sempre Nadal. Solo nel 2009, grazie anche alla prematura eliminazione del maiorchino per mano di Robin Soderling, Federer riuscì a sfatare il tabù Roland Garros e ad aggiudicarsi l’unico Slam che mancava alla sua ricca bacheca. Anche Novak Djokovic ha dovuto faticare non poco per aggiudicarsi il torneo. Dopo tre sconfitte in finale, nel 2012 e nel 2014 contro Nadal e nel 2015 contro Wawrinka, solo lo scorso anno, grazie al successo contro Andy Murray, il serbo ha conquistato per la prima volta la Coppa dei Moschettieri.

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