ATP Queen’s, doppio: Jamie tiene alto il nome dei Murray

Il fratello maggiore di Andy iscrive la famiglia all'albo d'oro per il terzo anno consecutivo. "Un giorno io e lui potremmo giocare Wimbledon insieme"

ATP Queen’s, doppio: Jamie tiene alto il nome dei Murray
Jamie Murray e Bruno Soares - Queen's 2017 © Alberto Pezzali per Ubitennis

dall’inviato a Londra

Alla fine un Murray ha vinto, anche se non è quello che ci si aspettava. Jamie Murray, ex numero uno di doppio, ha rimediato alla brutta figura del fratello minore Andy, attuale numero uno di singolare, regalando al Queen’s un campione britannico che mancava dal 1990 (Jeremy Bates). A dividere con lui i quasi 120.000€ di prize money è stato il brasiliano Bruno Soares, al fianco del quale Jamie aveva già conquistato cinque titoli tra cui Australian Open e US Open. Per Soares si è trattato del secondo successo agli Aegon Championships, dopo quello di due anni fa in coppia con Alexander Peya (in finale sconfissero proprio Jamie Murray, all’epoca in team con John Peers).

 

Il tabellone era di altissimo livello, con 7 coppie su 16 ad aver conquistato almeno un titolo Slam in carriera, e da teste di serie numero tre Murray e Soares hanno disputato un gran torneo. Ciò che ha fatto la loro fortuna negli ultimi match, tuttavia, è stata la pioggia. La semifinale della coppia britannico-carioca contro Marin Cilic e Marcin Matkowski era stata infatti sospesa la sera del sabato, sul punteggio di 6-1 3-5 per questi ultimi; al rientro in campo oggi, con il croato evidentemente provato dalla finale di singolare persa, la rimonta si è completata al super tie-break. È bastata una ventina di minuti di tennis circa, poco dispendiosa fisicamente ma perfetta come riscaldamento per la finale giocata immediatamente dopo.

La coppia agé composta da Julien Benneteau e Edouard Roger-Vasselin ne ha pagato le conseguenze“Abbiamo iniziato più centrati di loro, più in palla” ha detto Murray nella conferenza stampa che ha concluso le attività dei media per questa edizione degli Aegon Championships. “Vedevamo la palla meglio di loro, abbiamo ottenuto quel bel break all’inizio. E anche quando siamo stati in difficoltà col servizio, ce la siamo cavata con il buon gioco.” Il 6-2 6-3 finale, completato in un’ora esatta, lo testimonia. Il loro stile non è quello flash, fatto di colpi sparati a raffica per venti minuti: si tratta piuttosto di un tennis continuo dall’inizio alla fine, con picchi e discese lungo l’intero incontro. Inoltre “Bruno è grandioso in risposta, porta a casa tutti i punti importanti.”

Con mamma Judy fissa in tribuna e tutta la pressione del un pubblico di casa, abbandonato troppo presto dai suoi singolaristi, su Jamie si sono riversate delle aspettative impreviste. La situazione è destinata a rimanere la stessa ancora per qualche settimana, visto che Wimbledon si avvicina. Murray e Soares però non sono affatto preoccupati: sono convinti anzi che il formato lungo degli Slam li favorisca, a scapito delle coppie improvvisate. Anche se una ragione per cambiare partner, tra qualche anno, Jamie la potrebbe avere… “Prima o poi io e Andy giocheremo Wimbledon insieme. Al momento non è possibile perché la sua priorità è un’altra, ma magari quando invecchierà un po’ e scenderà di livello faremo un tentativo.”

Risultato:

[3] J. Murray/B. Soares b. J. Benneteau/E. Roger-Vasselin 6-2 6-3

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