Pagelle: cuore di Petra e Roger non arretra

Il ritorno alla vittoria di Petra Kvitova e la nona di Federer ad Halle. Nishikori senza speranza, Feliciano Lopez sempre verde e il ritorno di Azarenka. La Lettonia che domina e un consiglio a Boris Becker

Pagelle: cuore di Petra e Roger non arretra

Eh sì, dovremmo parlare dei 53 minuti di lezione con i quali Roger Federer (9) ha spiegato ad Alexander Zverev (7) come si gioca a tennis in Paradiso, come a 36 anni si possa ancora avere voglia di nascondere la palla all’annunciato futuro numero uno del mondo e stupire forse un po’ anche se stesso.

Federer è come Valentino, un giorno si stuferà – forse – e saluterà tutti, lasciandoci basiti e inermi dinanzi al vuoto. Intanto è riuscito in un’impresa ancor più clamorosa dei suoi tanti successi, ovvero far sì che più o meno tutti considerino un quasi trentaseienne favorito per la vittoria a Wimbledon. Insomma Roger “vittima” dei suoi primi tre mesi monstre del 2017, perché senza di essi, avremmo tutti applaudito Federer per la sua passerella ad Halle e non gli avremmo chiesto nulla di più di un grande Wimbledon. Invece adesso “deve” vincere, e se non dovesse succedere, spunterà qualcuno che dirà che Roger in fondo soffre la pressione del favorito, che in Australia era tutta un’altra cosa, visto che giocava senza nessuna aspettativa. E vabbè.

 

Dovremmo anche spendere due parole su Feliciano Lopez (9), stessa classe – anagrafica si intende – del Maestro, che annullando match point a destra e a manca ha messo in fila Wawrinka (5), Berdych (6), Dimitrov (6,5) e Cilic (7) “deliciando” i sudditi della Regina, compresa mamma Judy. Mentre suo figlio Andy (4) dedito a Peppa Pig più che al tennis, si presenterà a Wimbledon chissà in quali condizioni.

Difficile invece dire qualcosa di simpatico su Nishikori (S.V. ovvero Salute Volata) mentre se Khachanov (7,5) nonostante le aperture ampie ed il diritto alla Berasategui è già a questi livelli ai primi match sull’erba, sarà il caso di fare molta attenzione. Poco da scherzare anche sulla vicenda di Dan Evans, anche se alla fine va apprezzata la dignità di aver evitato la pantomima di un bacio malandrino come fece un francesino qualche anno fa.

Ma insomma, tutto quanto detto fin qui svanisce al cospetto del sorriso di Petra Kvitova (10) che già ci aveva fatto commuovere quando la rivedemmo in campo a Parigi, figuriamoci ora che addirittura è tornata a vincere un torneo. E il luogo delle favole, dove le mancine ceche hanno già scritto tanti capitoli di storia, è tanto vicino. E se il grande cuore di Petra è riuscito a guarire le ferite della deliziosa mano sinistra, non è da escludere che da questa incredibile vicenda umana fatta di angoscia, paure, lacrime, speranze, sorrisi e lacrime di gioia venga fuori tutta la classe finora vista a sprazzi per far volare la ceca più in alto di tutte.

I sorrisi al femminile non finiscono qui perché abbiamo riabbracciato anche Vika Azarenka (7) che ci fa tornare in mente Kim Clijsters che festeggiava con la bimba gli Us Open. E mentre Gavrilova (8) ha spiegato come bisogna comportasi con gli imbecilli, ovvero prendendoli per i fondelli, l’erba ci ha mostrato di nuovo quello che potrebbe essere Camila Giorgi (7). Appreso che in Lettonia dopo aver conquistato la terra con Ostapenko sono a buon punto anche con l’erba- vedi Sevastova (8) – resta da capire come farà Boris Becker a trovare i sei milioni che deve alla banca: se proprio Novak Djokovic non volesse riprenderselo come coach, può sempre provare a chiedere alla Rai se ha bisogno di un nuovo conduttore…

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