Il Maldini Day al Challenger di Milano

MILANO - L'ex capitano del Milan perde in doppio in quaranta minuti, ma è festa comunque. Cecchinato lotta e passa

Il Maldini Day al Challenger di Milano
Paolo Maldini - Milano 2017 (foto Alice Guzzardi)

dal nostro inviato a Milano

IL MALDINI DAY – “Non fraintendete, non ho intenzione di passare al tennis. È stata una bellissima esperienza, irripetibile”. Ci tiene a sottolinearlo, Paolo Maldini, dopo la sconfitta per 6-1 6-1 in 42 minuti contro Bednarek/Pel. Ma del punteggio interessava ben poco ai numerosi presenti sugli spalti, pieni come forse nemmeno nel weekend finale. L’ex capitano del Milan e della Nazionale, che ha compiuto 49 anni il 26 giugno (con tanto di torta in sala conferenze preparata appositamente dall’Aspria Harbour Club), si era guadagnato una wild card per il tabellone di doppio vincendo il “rodeo” del circolo: ogni anno infatti, la struttura che ospita il Challenger (43.000 € + H) organizza una mini competizione tra i propri tesserati, con in palio appunto un invito per il main draw di specialità. Compagno di gara di Maldini è stato Stefano Landonio, maestro veterano del club, indietro con il fisico ma dal braccio di qualità indiscussa.

 

Abbronzato e sorridente, da poco atterrato dalla Cina in cui era impegnato per un’esibizione benefica, Maldini ha approcciato la gara con l’emozione di un ragazzino e un pizzico di imbarazzo per i suoi errori, sempre incoraggiato dal pubblico: una fortunosa e spettacolare demi volèe dietro la schiena, durante l’unica palla break avuta nel match, gli ha permesso un ulteriore bagno di applausi, ma non di vincere il punto sul 1-6 0-2. Un dritto robusto, di certo più affidabile del rovescio ad una mano, e un servizio scolastico: “È stato il colpo più difficile da insegnargli” commenta Landonio dopo il match, “ma su superfici veloci, dove può accorciare i movimenti, Paolo vale un terza categoria”. Rimarrà un unicum nella vita di Maldini, che non ha affatto intenzione di proseguire una seconda carriera anche in tornei Open o ITF. Forse gli Over 50: “Mi sono goduto il momento, come d’accordo con Stefano prima della gara. Pensare che al primo punto mi sono anche stirato! Non ho nemmeno tempo per gli allenamenti”, prima di confermare che anche altri Challenger lo avevano cercato per una partecipazione.

“Molti ex calciatori mi hanno chiamato per farmi i complimenti” aggiunge Maldini, mentre la gigantesca torta a lui dedicata fa il suo ingresso nella sala conferenze. Sugli spalti ad assistere all’incontro si è visto Clarence Seedorf, grande amico di Paolo e socio del club; dopo il match è arrivato anche Beppe Bergomi, avversario di mille battaglie su altri rettangoli di gioco. Maldini è anche lucido nell’analisi del match: “Poteva andare molto peggio, ma potevamo anche giocare meglio alcuni punti. È stato molto divertente, anche gli avversari hanno contribuito allo spirito disteso”, tanto che dopo la conferenza sono entrati a salutare Maldini e farsi autografare magliette e palline.

GRINTA CECCHINATO, AVANTI ROBREDO – Prima del match di Maldini, sul Centrale c’era stato il bel successo di Marco Cecchinato, testa di serie numero uno del torneo che difende il titolo colto lo scorso anno. Il siciliano stacca il biglietto per il secondo turno superando in rimonta, e dopo una dura battaglia, il lituano dal poderoso rovescio Laurynas Grigelis; da anni trapiantato in Italia come si evince da alcune battute scambiate con Cecchinato, in perfetta dizione. 5-7 7-5 7-6 in poco più di tre ore, a conferma dell’ottimo momento che l’azzurro sta vivendo: appena due giorni fa perdeva in finale a Todi contro Federico Delbonis, argentino ex 33 del mondo, anche lui vittorioso qui all’esordio contro l’australiano O’Connell. Ha vinto anche Tommy Robredo, ex numero 5 del mondo, in due set contro il veterano connazionale Daniel Munoz de la Nava: Robredo ripartì proprio da Milano cinque  anni fa, dopo una stagione persa per infortunio, fino ad arrivare a battere Federer nel 2013 agli US Open. Successo per Gianluca Mager e Gianluca Di Nicola, che al prossimo turno avrà l’ostico Ignatik. Fuori Caruana e Frigerio.

Risultati:

D. Popko b. L. Caruana 6-3 rit.
T. Robredo b. D. Munoz de la Nava  6-2 6-4
P. Krstin b. J. P. Paz 6-2 6-2
G. Mager b. L. Lokoli 3-6 7-5 6-3
U. Ignatik b. J. P. Sorgi 6-4 6-4
J. I. Londero b. L. Frigerio 6-3 6-1
Z. Kolar b. A. Bolt 7-5 6-4
G. Di Nicola b. E. Leshem 6-2 4-6 6-1
[3] F. Delbonis b. C. O’Connell 6-3 6-1
J. Eysseric b. M. Hamou 6-1 1-6 6-3
A. Collarini b. A. De Greef 6-3 5-2 rit.
[1] M. Cecchinato b. L. Grigelis 5-7 7-5 7-6

 

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