Alexander Ward, il nuovo Marcus Willis?

È il giocatore con il ranking più basso ad entrare nel tabellone principale dei Championships dal 1998. È uscito dalle qualificazioni in cui non avrebbe dovuto nemmeno partecipare. Una storia da Wimbledon

Alexander Ward, il nuovo Marcus Willis?

Wimbledon: tabellone maschile – tabellone femminile

Solo un anno fa il mondo del tennis non faceva che parlare di Marcus Willis. Di sicuro vi ricordate la sua storia. Numero 772 del ranking ATP e ormai rassegnato a lavorare come coach di circolo, Willis era stato convinto dalla sua ragazza a tentare un’ultima volta di entrare nel tabellone principale di Wimbledon. Tuttavia l’inglese non solo riuscì a passare le qualificazioni ma superò anche il primo turno nel main draw battendo il lituano Ricardas Berankis e guadagnandosi l’onore di giocare contro Roger Federer sul campo centrale. Ma questo era un anno fa. In questa edizione, Wimbledon ha già un nuovo “cinderella man” e si chiama Alexander Ward. Quando i giornalisti britannici gli chiedono del paragone con Willis, lui si mette a ridere. ”È stata una grande storia la sua, vediamo cosa capita quest’anno”, afferma speranzoso.

 

Nato a Northampton, vicino a Birmingham, 27 anni fa, Ward fa parte del cosiddetto tennis minore, quello dei tornei Challenger e dei Futures. Sfruttando il fatto di essere inglese, ottiene ogni anno ottiene immancabilmente una wild card per le qualificazioni di Wimbledon e, altrettanto immancabilmente, ogni anno viene eliminato nel primo turno da tennisti più o meno noti. Nel frattempo però Alex, che si allena a Barcellona alla Ad-In Academy, si dà da fare nei piccoli tornei e nel giugno 2016, dopo una serie di buoni risultati, raggiunge il best ranking di n.242. L’organizzazione di Wimbledon decide di premiarlo, concedendogli una wild card non per il tabellone cadetto ma addirittura per quello principale. Al primo turno si ritrova di fronte il n.11 del mondo David Goffin e, ovviamente, perde in tre set, racimolando la miseria di sette game complessivi. Mentre le attenzioni della Gran Bretagna sono tutte riversate prima sul sopracitato Marcus Willis e poi su Andy Murray, che conquista il suo secondo titolo a Church Road, Ward è pronto per ripartire come al solito dai Challenger a Poznan, Polonia. Ma sotto 4 a 1 nel terzo set del match di primo turno contro il cileno Christian Garin, un dolore al polso lo costringe al ritiro. Il problema al tendine persiste e Alex rimane ai box per 6 lunghissimi mesi.

Da n. 478 del ranking ATP si ripresenta in campo in questa stagione ad aprile, nelle qualificazioni del torneo ATP 250 di Marrakech. Contro ogni aspettativa al primo turno supera l’imprevedibile astro nascente del tennis russo Andrey Rublev ma successivamente viene eliminato dal serbo Laslo Djere. Vola in estremo oriente, contando di recuperare denaro, punti e fiducia. Purtroppo in tre tornei Challenger arrivano altrettante uscite di scena al primo turno, tutte in due set. Torna in Europa, prima a Ginevra sulla terra, poi a Surbiton e Nottingham sull’erba, rimediando solo brutte figure. A causa della sua discesa fino alla posizione n.855 della classifica mondiale, Ward è abbastanza certo che questa volta non gli saranno riservate wild card per Wimbledon. Però vuole tentare comunque di giocare ancora una volta sui prati del mitico All England Club. Si iscrive perciò alle pre-qualificazioni dove tuttavia perde al tiebreak del terzo set del turno decisivo, dopo aver gettato al vento un paio di match point. “Pensavo che fosse finita” racconta Ward. E invece non era finita perché si aprono due posti nel tabellone delle qualificazioni e a lui ne spetta uno.

Alex è consapevole che questi colpi di fortuna non capitano spesso ed è determinato a dare il massimo per sfruttare la sua ultima chance. Nel match di primo turno, dopo aver subito un netto 6-1 nel primo set, sconfigge in rimonta il bielorusso Eran Gerasimov, n.166 del ranking ATP. Al turno successivo sorprende invece con un perentorio 6-3 6-1 la testa di serie n.6 del tabellone cadetto, il giapponese Go Soeda. Nel turno decisivo va ancora sotto di un set contro il russo ex Top 50 Teymuraz Gabashvili ma riesce a spuntarla al quarto e a qualificarsi per la prima volta di diritto nel tabellone principale di Wimbledon. Ward diventa così anche il tennista con la classifica più bassa ad entrare nel main draw dei Championships dal 1998, quando a Mark Knowles, poi vincitore di tre titoli Slam e n.1 del mondo in doppio, fu concessa una wild card da n.1122 del ranking.

Dopo la vittoria e l’ingresso in tabellone, il mondo del tennis britannico si appassiona alla sua incredibile storia, fatta di perseveranza e un pizzico di buona sorte. “È incredibile ad essere onesto. Non ho mai vinto un match nelle qualificazioni a Wimbledon prima. Ho perso quattro volte. Fatico ancora a crederci”, dichiara ai media Ward. Ma l’emozione non offusca la convinzione nei suoi mezzi e a tabellone ancora da compilare prosegue: “Cosa preferirei tra giocare contro Federer sul centrale e un match più abbordabile su un altro campo? Per come sto giocando la seconda perché so che posso vincere”. Vedremo se questa fiducia si tradurrà in una grande prestazione contro il giovane connazionale Kyle Edmund, tennista in ascesa ma che curiosamente ama poco l’erba e, nelle tre precedenti partecipazioni a Wimbledon, non ha mai passato il primo turno. A prescindere dal risultato, la storia di Alexander Ward è già incredibile così, come quelle che solo i Championships sanno regalare.

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