Muguruza contro Williams: la finale

A Wimbledon si gioca una partita che può cambiare la valutazione storica sulle carriere di Venus Williams e Garbiñe Muguruza

Muguruza contro Williams: la finale
Venus Williams e Garbine Muguruza

Senza Serena Williams al via, il torneo di Wimbledon 2017 si annunciava incerto come non mai. Era difficile prevedere chi avrebbe fatto strada, perché tanti erano i nomi con reali possibilità. Non so in quanti avessero pronosticato una finale tra Venus Williams e Garbiñe Muguruza, ma a cose fatte una cosa si può dire: all’atto conclusivo non sono arrivate due tenniste qualsiasi. Malgrado l’età e il palmarès profondamente diversi, infatti, tutte e due hanno speciali qualità: hanno già vinto Slam e sperimentato cosa significa giocare una finale di Wimbledon. Venus otto volte, Garbiñe una. Evidentemente i successi hanno ordini di grandezza differenti, ma va tenuto conto dell’età delle protagoniste. Muguruza è nata l’8 ottobre 1993, Venus Williams il 17 giugno 1980.

Qualche dato generale prima di entrare nelle merito della partita.
Con questa finale sia Williams che Muguruza si sono garantite il ritorno in top ten, e anche un posto fra le prime 8 nella Race to Singapore. In caso vincesse Venus il ranking direbbe: Williams 4a Muguruza 9a. In caso vincesse Garbiñe, Muguruza 5a Williams 9a.

 

Venus ha vinto 5 volte a Wimbledon ed è alla sedicesima finale Slam (ne ha vinte 7, perse 8), Garbiñe alla terza (1 vinta 1 persa).  Venus è reduce dalla finale agli Australian Open 2017.

Negli ultimi tre anni Muguruza ha sempre raggiunto una finale Slam (2015 Wimbledon, 2016 Roland Garros vinta, 2017 Wimbledon). Nelle tre finali Slam disputate da Muguruza l’avversaria è sempre stata una Williams (Serena 2, Venus 1).

Questi sono i confronti diretti (3-1 Venus)
2017 Roma (terra) Muguruza def Williams 6-2, 3-6, 6-2
2015 Wuhan (cem) Williams def Muguruza 6-3, 3-0 rit
2014 Auckland (cem) Williams def Muguruza 6-3, 6-3
2013 Florianopolis (cem) Williams def Muguruza 6-4, 2-6, 7-5

Va detto che nel 2013 e nel 2014 (gennaio) Muguruza era ancora classificata oltre il 60mo posto del ranking, mentre a Wuhan Garbiñe era menomata da un infortunio alla caviglia sinistra, tanto che la partita si concluse con un ritiro.
L’ultimo confronto invece è recente ma si è svolto sulla terra di Roma e quindi nelle condizioni tecniche più lontane rispetto all’erba. Con questi precedenti si potrebbe quasi dire che non si possono ricavare indicazioni di una certa attendibilità dai confronti già disputati fra le due giocatrici. La storia è ancora tutta da scrivere e interpretare.

Veniamo alle partite di Wimbledon 2017. Questo il cammino delle due finaliste (fra parentesi il numero di testa di serie).

Muguruza ha sconfitto:
Alexandrova 6-2, 6-4
Wickmayer 6-2, 6-4
Cirstea 6-2, 6-2
(1) Kerber 4-6, 6-4, 6-4
(7) Kuznetsova 6-3, 6-4
Rybarikova 6-1, 6-1

Williams ha sconfitto:
Mertens 7-6, 6-4
Wang 4-6, 6-4, 6-1
Osaka 7-6, 6-4
(27) Konjuh 6-3, 6-2
(13) Ostapenko 6-3, 7-5
(6) Konta 6-4, 6-2
Dunque Venus lungo il suo percorso ha affrontato tre teste di serie, mentre Muguruza solo due, ma di classifica media più alta

Cosa dobbiamo aspettarci sul piano tecnico-tattico? Penso che Venus cercherà di sviluppare il suo gioco in modo simile a quello delle partite precedenti: prima di servizio spinta con continuità, una bella dose di rischi sulla seconda. E anche una notevole aggressività in risposta. La ragione è evidente: fare sì che il match si svolga su scambi brevi, nei quale la potenza e l’esplosività verrebbero esaltate.
Se la partita si giocherà su questo terreno, Venus probabilmente finirà per avere la meglio.
In tutto il torneo negli scambi da 1 a 4 colpi Venus ha vinto 366 punti e ne ha persi 271 (57,4%). Al contrario negli scambi medi, da 5 a 8 colpi, il suo rendimento diventa negativo: 82 vinti 85 persi (49,1%).

Differenti le statistiche di Muguruza: 53,5% di punti vinti negli scambi brevi (244/192) ma soprattutto 63,6% a favore negli scambi medi (126/72). E’ evidente quindi che l’obiettivo di Garbiñe sarà quello di allungare la durata media dello scambio. Sotto questo aspetto diventeranno fondamentali i colpi di inizio gioco. Chi servirà meglio, ma anche risponderà meglio, avrà la possibilità di indirizzare il match dalla propria parte.

Oltre a questioni puramente tecniche anche l’età e il fisico spingono verso gli stessi concetti. La 37enne Venus ha tutto l’interesse a non stare molto in campo, mentre Muguruza dovrebbe risultare avvantaggiata da un match in cui la resistenza alla fatica possa diventare un fattore significativo.

Qualche dato scorporato fra dritto e rovescio relativo a tutto il torneo. Da fondo campo Muguruza ottiene più vincenti di rovescio che di dritto (51 a 27), mentre sbaglia in modo simile (45 a 50).
Venus al contrario ottiene di più con il dritto: (49 vincenti a 26) con errori simili (35 a 41). La maggiore efficacia del dritto di Venus indica una novità che dà l’idea di quanto sia cresciuta rispetto a qualche stagione fa (nel periodo più penalizzato dalla sindrome di Sjogren) al punto da trasformare quello che era un punto debole in una arma a favore. Questo dato però si potrebbe interpretare anche in un altro modo: vale a dire che le avversarie di Venus provano a sollecitare di più il colpo ritenuto storicamente meno forte.

Questo torneo di Wimbledon ha mostrato anche una differente attitudine da parte delle due giocatrici nel modo di muoversi in campo. Venus tende a utilizzare colpi profondi e centrali. Uniti ai servizi spinti a tutta, significa che imposta un tipo di tennis che non prevede la discesa a rete. Differente la situazione per Muguruza, che ha una attitudine profonda per l’avanzamento (ne ho parlato QUI), che la porta a pressare l’avversaria, entrando in campo sino a colpire di volo. E i numeri lo confermano: appena 84 punti a rete in tutto il torneo per Venus, contro i 129 per Muguruza.

Non si può chiudere l’argomento della finale senza affrontare anche solo brevemente la questione mentale: la sicurezza, la fiducia in se stesse, l’abitudine ai grandi eventi delle due giocatrici. Del resto non sarebbe la prima volta che una partita di questa importanza anziché essere determinata da aspetti tecnici finisse per essere decisa da quelli psicologici. Venus sotto questo aspetto sembrerebbe una garanzia. Quindici finali Slam, un carisma e un’esperienza secondi solo a quelli della sorella Serena. Rimane solo un minimo, remotissimo dubbio: sono passati nove anni dal suo ultimo successo Slam (Wimbledon 2008). E se al dunque la prospettiva di tornare a vincere un Major dopo tanto tempo e tante traversie facesse tremare anche lei?

Ancora maggiori le incognite che riguardano Muguruza e il suo atteggiamento in un match del genere; per di più di fronte a una leggenda del tennis come Venus. L’anno scorso al Roland Garros in finale contro Serena Garbiñe aveva dato una prova di forza mentale straordinaria, vincendo addirittura in due set (7-5, 6-4) contro la numero uno del mondo e campionessa in carica a Parigi. Saprà ripetersi? Se davvero Muguruza riuscisse a vincere un altro Slam porterebbe la sua figura a un livello superiore, trasformandola nella leader fra le giocatrici della sua generazione (dagli anni ’90 in poi). Quindi questa finale è una partita che può spostare in modo molto significativo la valutazione storica nei suoi confronti. Dunque per Garbiñe sarà un match di grande pressione, ma anche una occasione da saper cogliere, perchè non è detto che in una carriera certe opportunità possano ripresentarsi.

a pagina 2: i numeri a Wimbledon 2017 di Muguruza e Williams

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