Wimbledon, finale junior maschile: la cronaca

Lo spagnolo Davidovich Fokina, testa di serie numero 8 del torneo, supera l'argentino Geller in due set

Wimbledon, finale junior maschile: la cronaca
Alejandro Davidovich Fokina

A Wimbledon per chi ha come primo obiettivo la copertura della partite degli adulti, di solito è abbastanza complicato trovare il tempo per seguire il torneo degli junior. Ma quest’anno è stato ancora peggio, perché la pioggia nei giorni cruciali dei turni dei ragazzi ha ulteriormente aumentato le sovrapposizioni di programma, rendendo quasi “invisibili” gli junior.

Avevo cercato di farmi una idea, seppure minima, sulle prime teste di serie, ma in finale a sorpresa ci sono arrivati lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (tds 8) e l’argentino Axel Geller. Davidovich ha sconfitto nei quarti la testa di serie numero 2 Wu, Geller in semifinale la testa di serie numero 1 Moutet.  Purtroppo non li ho ancora visto giocare, e così mi presento sul Court 1 per seguire la finale senza conoscere i due protagonisti: so solo che sono entrambi destri e nati tutti e due nella primavera del 1999. Spero che gli esperti di tennis junior che mi leggono abbiano un po’ di indulgenza.

 

Il match è programmato alle 13.00 ora locale, in una giornata stranamente afosa: il cielo è coperto e non fa caldissmo (22-23 gradi massimo) ma l’umidità si fa sentire più del solito. Una nota sul terreno prima di entrare nel dettaglio del match: il Campo 1 è in condizioni nettamente migliori rispetto al Centre Court, con pochissime zone veramente degradate. Nulla a che vedere con i problemi del campo più importante di Wimbledon.

Comincia a servire l’argentino Geller: ha una prima di servizio bella tosta, non lavoratissima ma penetrante: raggiunge velocità prossime alle 135 miglia (217 km/h) e direi che è un bel viaggiare per uno junior. Del resto dall’alto del suo 1,91 sembra logico che sappia servire potente. Però Davidovich dopo un paio di quindici riesce quasi subito ad entrare nel palleggio e grazie a qualche gratuito di troppo di Geller ottiene subito il break.

Davidovich strutturalmente è più basso (1,80 indicano le note ufficiali ITF) e si capisce che con un fisico differente debba puntare su altre armi. Comincio a guardare la sua posizione in campo e noto che cerca di rimanere più a ridosso della linea di fondo, contando su ritmo e rapidità per sopperire alla potenza dei colpi di inizio gioco inferiore. La prima cosa che mi colpisce è la facilità con cui riesce ad aggredire la palla dalla parte del rovescio (bimane): non ha paura di fare un passo avanti e colpire con la parabola ancora in salita, per rubare il tempo all’avversario. E un paio di lungolinea vincenti di rovescio sono davvero di pregevole fattura: più frutto dell’anticipo che della potenza.

Mentre cerco di individuare le caratteristiche tecniche dei giocatori nel frattempo Geller rimette le cose in parità ottenendo il break a sua volta al sesto gioco. Così come Davidovich, anche Geller ha il rovescio bimane, ma entrambi fanno anche ricorso al colpo a una mano quando vogliono colpire slice. E proprio con uno scambio a colpi di slice piuttosto ben eseguiti Geller si aggiudica il settimo gioco salendo 4-3.

Dopo un po’ di game si cominciano a notare alcuni schemi più frequenti: ad esempio Davidovich utilizza spesso la palla corta; se Geller riesce a recuperarla, il più delle volte la fa seguire dal pallonetto: segno che ripone una certa fiducia nel suo tocco di palla. Direi che in generale Davidovich fa più affidamento sulle variazioni di gioco in verticale: non solo con la palla corta ma anche con alcune discese a rete, a volte in controtempo.
Per il momento invece Geller sembra più ancorato ad una idea di tennis monodimensionale, tutto basato sui colpi da fondo.

Dopo 40 minuti di gioco mi rendo conto che non ho ancora le idee chiare sull’efficacia del dritto dei due giocatori, e questo mi preoccupa: non so se addebitarlo al fatto che tutto sommato per loro il dritto non è così dominante come per molti giocatori contemporanei, o se sono io che sono incerto e lento nell’arrivare a una valutazione. Il dritto di Geller ha una preparazione molto contenuta, un movimento rapido e compatto che sicuramente si adatta molto all’erba. Quando vuole spingere fa ricorso a una parabola estremamente tesa (e rischiosa), che Davidovich cerca di evitare impostando gli scambi sulla diagonale opposta, quella dei rovesci.

Nel frattempo, malgrado ci siano state occasioni per ulteriori break, nessuno ne ha approfittato e così si approda al tiebreak. Davidovich ottiene il minibreak proprio in apertura, tiene i suoi due turni di battuta e ne strappa un altro a Geller: 4-0 per lui. Un bel vantaggio che Davidovich si porta fino in fondo: 7-2 in suo favore in 52 minuti.

Con il giovane spagnolo in vantaggio, nei primi game del secondo set si segue la regola dei servizi. La prima notizia rilevante è l’intervento del fisioterapista richiesto da Geller durante la pausa del terzo gioco. Direi che si tratta di un problema alla schiena (o all’anca?): viene lungamente massaggiato nella zona lombare e il MTO si conclude con uno stretching alla gamba sinistra.

Si prosegue seguendo la regola dei servizi, ma proprio pochi secondi dopo che sul Centrale Federer ha strappato per la prima volta il servizio a Cilic (il boato che proviene dalla Henmann hill è inequivocabile) anche Davidovich ottiene il primo break del secondo set: 5-3 in suo favore, a un solo game dalla vittoria nel torneo. Che arriva rapidamente e senza drammi; con un perfetto drop-shot di rovescio Davidovich converte il primo match point, e chiude in 85 minuti complessivi. 7-6, 6-3 per la testa di serie numero 8 del torneo. Nadal ha mancato la vittoria, ma la Spagna si consola con Muguruza e Davidovich Fokina.

Come valutare i due giocatori? Più vario Davidovich Fokina, che si affida a soluzioni sulla verticale per arricchire i soliti schemi da fondo del tennis contemporaneo. Più potente Geller (ma non proprio “strapotente”), che ha una bella prima di servizio e che, anche se non ha nel gioco di contenimento il suo punto forte, per essere alto 1,91 non si muove male. Ma ormai 1,91 non è più una statura da “giganti” per il tennis di oggi.

Per tutti e due faccio fatica a capire se avranno un futuro importante tra gli adulti, anche se devo ammettere che nel 2016 nello stesso torneo di Wimbledon junior Tsitsipas e Shapovalov (che è nato nel 1999 come i protagonisti di oggi) mi avevano colpito di più: per tecnica, brillantezza, dinamismo. Ma prima di emettere sentenze definitive occorre ricordare che stiamo parlando di teenager, e credo abbiano diritto a tutto il tempo necessario per sviluppare le loro qualità.

Finale Junior maschile
[8] Alejandro Davidovich Fokina (ESP) b. Axel Geller (ARG) 7-6(2) 6-3

CATEGORIE
TAG
Condividi