Federer stacca il biglietto per le Finals e punzecchia la “Next Gen”

Con il trionfo a Wimbledon Roger si è assicurato un posto tra gli otto aspiranti maestri il prossimo novembre. E ai giovani rampolli del circuito dice: "Attaccate di più"

Federer stacca il biglietto per le Finals e punzecchia la “Next Gen”

Roger Federer è il secondo giocatore a staccare il pass per le ATP Finals, in programma dal 12 al 19 novembre presso la O2 Arena di Londra. Il fenomeno di Basilea segue dunque Rafa Nadal, già certo della qualificazione dallo scorso inizio di giugno, quando adornò la strepitosa campagna sul rosso con il decimo trionfo al Roland Garros. Federer, che tra suoi innumerevoli record vanta il maggior numero di vittorie alle Finals (sei) e la striscia più lunga di qualificazioni consecutive (14), torna così a giocare un evento in cui ha esordito addirittura quindici anni fa (correva il 2002, si giocava a Shanghai). “Sono felice di poter tornare a competere a Londra – ha dichiarato Federer, decisamente raggiante. Lo scorso anno sono stato costretto a rinunciare per la prima volta dopo tantissimo tempo e non è stato facile accettarlo. Ora ho di nuovo una chance, e non vedo l’ora di godermela“.

Il fenomeno svizzero ha impiegato pochissimo tempo per dissipare i molti dubbi che hanno accompagnato il suo rientro alle competizioni, dopo i sei mesi di riposo forzato cui è stato costretto nella seconda parte della scorsa stagione. Il suo rientro nel tour è stato fragoroso: trentuno vittorie a fronte di appena due sconfitte e cinque titoli conquistati tra cui due major e il Sunshine Double, per una repentina restaurazione di un dominio che in pochissimi ritenevano possibile, almeno a certi livelli.

 

Federer vince, e, se i giovani leoni del circuito seguiteranno a comportarsi da timidi agnellini, vincerà ancora per molto tempo. Il diciannove volte campione slam, nella conferenza stampa tenuta il mattino successivo ai festeggiamenti per l’ottava vittoria a Wimbledon, ha voluto dire la sua sul dibattutissimo argomento “Next Gen”, e si è preoccupato di non risultare banale. “I giovani dovrebbero avere maggiori ambizioni, se vogliono cambiare lo status quo – ha affermato Roger. Studio le statistiche dei ragazzi che sto per affrontare e mi spaventa il fatto che il mio avversario abbia tentato il serve and volley nel 2% dei punti totali in tutto il torneo, per giunta sull’erba. Mi piacerebbe che più giocatori, più coach si mettessero in discussione e cambiassero il proprio modo di giocare e di allenarsi. Se attacchi, hai qualche possibilità. Ma se lotti dal fondo con Rafa, Novak o Andy, finisci per perdere“.

Dunque è in parte merito (o colpa?) delle nuove leve se i “vecchi prodigi” continuano a far man bassa dei titoli più importanti? Secondo Federer sì, a quanto pare. “I rappresentanti delle nuove generazioni non hanno mai raggiunto un livello sufficiente a tagliare fuori definitivamente me, Nadal e Djokovic. Questo ci ha aiutato a continuare a vincere e, speriamo, a giocare ancora a lungo“.

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