Pagelle: Nole me tangere e un Fognini super papà

Fognini papà vincente a Gstaad. Tra una mattana e un'altra presto lo rimpiangeremo. Alla scoperta dei veri motivi dell'addio di Novak Djokovic al tennis giocato nel 2017

Pagelle: Nole me tangere e un Fognini super papà

E sì che lo rimpiangeremo, ah se lo rimpiangeremo.

Magari non tanto qualche sceneggiata di troppo che ha interpretato in giro per il mondo, ma il suo tennis e i suoi risultati sì, li rimpiangeremo per un bel po’ di tempo. Il che non è indice di grande speranza sul futuro del tennis italiano ma è anche il caso e il tempo di collocare Fabio Fognini (7,5) al posto giusto nella storia del tennis maschile italiano.

 

Ok i Panatta e i Pietrangeli (Ma perché quello era tennis” cit.), ma già con i Barazzutti e i Bertolucci quando Fabio avrà appeso la racchetta al chiodo non sarà così scontato trovarlo dietro. È vero che il tabellone di Gstaad non era quello di un 1000, ma i tornei bisogna sempre vincerli e – ripetiamo – non è una cosa che accade così tanto spesso ai nostri giocatori. Certo, una volta questo torneo lo vinceva Federer e gli regalavano una mucca, a Fabio hanno dato un pezzo di roccia ma sarà contenta Flavia di non dover trovare spazio in giardino.

Detto che nella disfida dei Mayer in quel che resta di Amburgo, il solido Leo (7,5) ha battuto l’estroso Florian (7) e che ridendo e bombardando John Isner (7,5) ha vinto due tornei in due settimane su superfici differenti, roba che neanche Federer 2017, è giusto che un cronista serio, uno di quelli che non si metta a cincischiare su futili teorie alla ricerca del Goat e non si dedichi al gossip tennistico, ma si muova con disinvoltura negli spogliatoi e si nutra del dietro le quinte, vi riveli i veri motivi dello stop di Djokovic al tennis giocato per almeno sei mesi. Dopo un lunghissimo e approfondito studio della vicenda ad oggi le tesi plausibili sono 4:

1) Essendo evidente che il problema di Nole sia legato ad un improvviso calo di motivazioni e di voglia di competere e vincere, il serbo ha individuato la soluzione: sto a casa con moglie e figli per sei mesi di fila e vuoi vedere come mi torna la voglia di correre dietro una pallina in giro per il mondo…

2) Quando c’era Becker le cose andavano a gonfie vele, andato via Bum Bum sono cominciati i guai. Non essendo più disponibile Boris, Nole ha deciso di trovare un Becker dentro se stesso: sei mesi di totale inattività, addio alla dieta gluten-free, birra, würstel e crauti a volontà et voilà, le sembianze di Boris appaiono.

3) Il momento era troppo propizio per lo scambio di ruoli da sempre agognato. Nole è sempre stato uno show-man ed il mondo dello spettacolo non può non essere la sua naturale destinazione. Appena Stefano Meloccaro ha lasciato libero lo spazio a Edicola Fiore per intraprendere con grande successo la carriera di tennista professionista, Novak non poteva che fare il percorso inverso.

4) Diciamolo, i veri problemi di Nole sono sempre stati due: Roger e Rafa. Sempre paragoni con quei due, sempre a chiedergli di quei due anche quando il numero 1 era lui e li bastonava un giorno si e un altro pure. Ora finalmente Djokovic ha la chance di riuscire in qualcosa mai riuscita ai suoi due acerrimi rivali: fermarsi sei mesi e al ritorno, appena rientrato, contro ogni pronostico e senza nessuna aspettativa sua e dei fan, tra lo stupore generale di tutto il mondo del tennis e non solo, lasciando a bocca aperta addetti ai lavori, colleghi, avversari, arbitri, sponsor, manager, allenatori e raccattapalle… non vincere più nulla.

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