Inarrestabile Federer. Prosegue la corsa al n. 1 (Oriani). I guai di Vika (Tuttosport)

Inarrestabile Federer. Prosegue la corsa al n. 1 (Oriani). I guai di Vika (Tuttosport)

Inarrestabile Federer. Prosegue la corsa al n. 1 (Massimo Oriani, La Gazzetta dello Sport)

 

Il numero uno nel mirino. Mai un’ossessione, solo uno stimolo per continuare il processo di ringiovanimento (non che gli serva, visto che la piscina di Cocoon deve averla in casa). Roger Federer va in finale a Montreal, senza tremare ma sudando solo un po’. Robin Haase fa quel che può, non sfigura tenuto conto di chi ha davanti. Una missione se volete, quella per il numero uno del ranking Atp che manca allo svizzero dal novembre 2012. Un’era geologica in termini sportivi, soprattutto se si parla di uno che veniva dato per finito. Se stasera porterà a casa la terza Coupe Rogers in carriera, dopo quelle del 2004 e 2006, contro il virgulto sopravvissuto alla sfida fratricida tra ragazzini prodigio, il gioiellino di casa Shapovalov, 18 anni, o il 20enne tedesco Alexander Zverev, a Cincinnati dovrà eguagliare o far meglio di Nadal e comunque centrare almeno la semifinale per piazzarsi in vetta alla classifica Atp quando verrà ufficializzata il 21 agosto. Cadesse invece stasera, sul cemento dell’Ohio gli servirebbe la finale. Il numero 1 è stato suo già per 302 settimane, mai nessuno come lui, 237 delle quali consecutive, altro primato. Ma se anche fosse lo spagnolo ad arrivarci, beh, a lui cambierebbe poco in fondo. «Sarebbe grandioso – ha detto King Roger – Dopo l’infortunio dell’anno scorso ora Rafa è lì, a un passo. Spero per lui che ce la faccia, se lo meriterebbe». Non sbaglia mai un colpo, Federer, e non parliamo di dritti o rovesci. Ma se invece lassù ci tornasse lui… «Inutile pensarci ora – commenta – Non posso arrivarci qui a Montreal. Meglio un altro slam o il numero uno? Avendone già vinti due quest’anno dico il numero uno. A 36 anni non sarebbe male». Haase non aveva chance di fermare la marcia di Roger. Il primo set è stata una formalità sbrigata in 27′, con due break nei primi 4 giochi e un ace per il 6-3 al primo set point. Nel 2° l’olandese, 2 titoli in carriera e n. 52 al mondo, ha lottato (strappando applausi dal pubblico quando all’urlo «Go Roger» ha replicato con un simpatico «Ma io mi chiamo Robin»), sostenuto da un’ottima prima di servizio con un Federer (ora 35-2 in stagione, 16 vittorie in fila) invece non impeccabile, portandolo al tie-break, dove però lo svizzero non gli lasciava scampo nonostante qualche errore di troppo di palese deconcentrazione. Numero uno. Forse ancora una volta. E poi, per sempre.

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I guai di Vika (Tuttosport)

II motivo dei forfeit di Viktoria Azarenka, che potrebbe saltare anche Cincinnati e Us Open, sono purtroppo seri. La fortissima bielorussa era rientrata da poco nel circuito dopo la maternità. E a quanto pare è proprio in famiglia il problema. Azarenka e il suo compagno, Billy McKeague, si sono infatti separati e sarebbero in battaglia per l’affidamento del piccolo Leo. Un tribunale della California avrebbe dato la custodia – per ora temporanea – al padre. La sentenza è attesa per settembre. Azarenka avrebbe ingaggiato un avvocato israeliano e vorrebbe anche un forte risarcimento. Ma in queste condizioni per lei giocare è impossibile. Una brutta storia.

Alla Rogers Cup di Toronto intanto è finale la danese Caroline Wozniacki che ha battuto la n. 1 al mondo Karolina Pliskova nei quarti 6-3 6-3 e in semifinale la Stephens 6-3 6-2.  Roger Federer intanto è finale alla Rogers Cup di Montreal, dove ha battuto l’olandese Haase 6-3 7-6 (5). Sesta finale 2017 e finora ha sempre vinto. Oggi affronterà il vincente tra Zverev e Shapovalov. La prossima settimana partirà il torneo di Cincinnati, dove avremo Fognini e Lorenzi in tabellone maschile, e Roberta Vinci in quello femminile. Ieri Fabbiano ha superato il primo turno di qualificazione (7-5 6-4 a Metkic), così come Camila Giorgi (7-6 6-3 alla Eguchi).

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