US Open Story: dalla cinquina di Connors ai trionfi di Graf

Gli anni 70 e 80: il dominio di Connors e McEnroe, le sfide Evert-Navratilova, i successi di Ivan Lendl e Steffi Graf

US Open Story: dalla cinquina di Connors ai trionfi di Graf

US Open Story, prima parte: Tilden, Wills e i trionfi australiani

Dopo il memorabile successo di Arthur Ashe nel 1968, tre anni più tardi, nel 1971, un altro americano, Stan Smith, si impose sui campi in erba di Forrest Hills. Il tennista californiano, testa di serie numero 2, già vincitore della Masters Cup nel 1970, superò in finale il ceco Jan Kodeš aggiudicandosi il primo e unico US Open della carriera. In campo femminile trionfò invece Billie Jean King che in due set ebbe la meglio sulla connazionale Rosemary Casals, finalista anche l’anno precedente. Per la King si trattò del secondo acuto in carriera agli US Open, dopo quello del 1967 quando sconfisse in finale la britannica Ann Haydon Jones con il punteggio di 11-9, 6-4. La statunitense avrebbe poi vinto anche nel 1972 e nel 1974 superando rispettivamente Kerry Melville e Evonne Goolagong.

 

In generale gli anni ’70 e ’80 videro le grandi affermazioni dei campioni americani. Tra gli uomini, John McEnroe e Jimmy Connors monopolizzarono il decennio 1974-1984. McEnroe trionfò dal 1979 al 1981 e poi nel 1984, Connors invece si aggiudicò cinque edizioni (1974, 1976, 1978 1982, 1983) battendo in finale rispettivamente Ken Rosewall e poi per due volte Bjorn Borg e Ivan Lendl. Gli unici altri tennisti capaci di vincere in quegli anni gli US Open furono Manuel Orantes nel 1975 e Guillermo Vilas nel 1977. In entrambe le occasioni fu sconfitto in finale Jimmy Connors. Chi non riuscì mai ad imporsi agli US Open fu Bjorn Borg. L’Orso svedese vincitore di undici prove dello Slam (6 Roland Garros e 5 Wimbledon), in quattro occasioni dovette arrendersi in finale (due volte per mano di John McEnroe e due per mano di Jimmy Connors). Particolarmente significativa fu l’epica sfida del 1980 quando John McEnroe, sconfitto da Borg a Wimbledon, si prese la rivincita battendolo in cinque set: 7-6, 6-1, 6-7, 5-7, 6-4 il punteggio finale. Una sfida memorabile tra i primi due giocatori del mondo, che rappresentò uno dei momenti più alti della loro rivalità. Complessivamente Borg e McEnroe si affrontarono 14 volte in carriera: il bilancio è in perfetta parità (7 vittorie a testa). Nei tornei dello Slam l’americano conduce per 3-1, mentre Borg è in vantaggio nelle sfide al Masters (2-0). I due però non si sono mai affrontati su terra battuta, la superficie preferita da Borg.

A partire dagli anni ’70 il tennis femminile vide una delle più grandi rivalità, forse la più grande della storia del tennis: quella tra Chris Evert e Martina Navratilova. Due campionesse assolute, avversarie in campo, amiche fuori, capaci di dar vite a battaglie leggendarie sui campi di tutto il mondo. Complessivamente nella loro lunghissima carriera si affrontarono 80 volte, con un bilancio leggermente favorevole alla Navratilova (43 vittorie a 37). La Evert era più forte sulle superfici lente, la Navratilova invece prevaleva sul veloce. Agli US Open si affrontarono due volte in finale, nel 1983 e nel 1984. In entrambe le occasioni trionfò Martina. La Evert complessivamente si aggiudicò sei edizioni, di cui quattro consecutive (dal 1975 al 1978 e poi 1980 e 1982), mentre la Navratilova vinse quattro volte (1983, 1984, 1986, 1987). Martina perse anche quattro finali di cui due al tiebreak del terzo e decisivo set: quella del 1981 contro la statunitense Tracy Austin e quella del 1985 contro la ceca Hana Mandlikova. Proprio la Mandlikova, al terzo tentativo, dopo le finali perse nel 1980 e nel 1982, riuscì ad aggiudicarsi per la prima e unica volta in carriera il torneo americano. Fu un torneo memorabile per lei, che riuscì a battere in un colpo solo prima Chris Evert, in semifinale, e poi Martina Navratilova, in finale.

In campo maschile la fine del dominio di John McEnroe e Jimmy Connors coincise con l’ascesa di Ivan Lendl. Freddo, razionale, dotato di ottimi fondamentali da fondocampo, Lendl, dopo tre finali perse, riuscì a vincere per la prima volta gli US Open nel 1985. Da testa di serie numero 2 disputò un torneo eccezionale battendo prima Jimmy Connors in semifinale e poi John McEnroe in finale. Fu il suo secondo titolo in un torneo dello Slam dopo il Roland Garros 1984, quando recuperò proprio a McEnroe due set di svantaggio in uno dei match più memorabili della storia del tennis. Lendl avrebbe poi trionfato a New York anche nel 1986 e nel 1987. Dovette invece arrendersi ancora una volta in finale nel 1988 e nel 1989 rispettivamente contro Mats Wilander e Boris Becker. Con 94 tornei vinti di cui 8 Slam e 270 settimane al numero 1 del mondo Ivan Lendl è stato uno dei più grandi campioni, nonostante le 11 finali Slam perse e il non aver mai vinto il torneo di Wimbledon.

Tra le donne sul finire degli anni ’80, una nuova campionessa si affacciava al grande tennis. Dotata di un dritto devastante e di un ottimo rovescio in slice, Steffi Graf vinse nel 1988 il suo primo titolo agli US Open, nell’anno in cui centrò il Grande Slam. Fu una stagione eccezionale per la tedesca, iniziata con il trionfo in Australia contro Chris Evert, poi i successi al Roland Garros e a Wimbledon, rispettivamente contro Natasha Zvereva e Martina Navratilova, e infine l’impresa a New York contro Gabriela Sabatini. Steffi Graf si sarebbe aggiudicata il torneo anche l’anno seguente battendo in tre set Martina Navratilova. Ai due trionfi targati anni ’80 si aggiunsero poi quelli del 1993 contro Helena Sukova e del 1994, 1995 contro l’eterna rivale, Monica Seles. Il bilancio totale di Steffi Graf agli US Open è di 8 finali disputate di cui 5 vinte.

Nella terza e ultima parte: Sampras, le Williams e i Fab 4

CATEGORIE
TAG
Condividi