US Open: Federer, ma che fatica. Nadal rimonta un set

Altra vittoria al quinto: Youzhny era in vantaggio due set a uno. Roger porta a 17-0 il bilancio contro di lui. Avrà Feliciano Lopez. Rafa risale da sotto di un set e un break

US Open: Federer, ma che fatica. Nadal rimonta un set
Roger Federer - US Open 2017 (foto Luigi Serra)

[1] R. Nadal b. T. Daniel 4-6 6-3 6-2 6-2 (da New York, Bruno Morobianco)

 

Per un attimo, quando Rafael Nadal si è trovato sotto di un set e di un break contro il semisconosciuto giapponese Taro Daniel, gli addetti ai lavori e gli appassionati neutrali hanno rivissuto i brividi alla schiena avuti nel pomeriggio new yorkese a causa di Federer. Come accaduto allo svizzero, finito sotto 2 set a 1, anche Nadal sembrava svuotato di energie psicofische e molle sul gambe, una autentica versione sbiadita del campione assoluto che tutti conosciamo. Anche il giudizio rilasciato in sede di commento per Federer ricalca molto quello per il Nadal visto in questo secondo turno: il maiorchino deve molto lavorare in questi giorni per riuscire a far salire il livello del suo tennis, se vuole puntare davvero a rivincere il titolo, come non gli riesce dal 2013.

Era una sfida inedita quella disputata a chiusura del programma serale dell’Arthur Ashe, tra il numero 1 del mondo Rafael Nadal, amatissimo anche dal pubblico newyorkese, e il giapponese Taro Daniel, giapponese, ma, curiosamente, nato proprio a New York. Sembrava un match dal pronostico totalmente chiuso, vedendo il ranking del nipponico, solo 121esimo della classifica ATP. Era un dato puramente indicativo: in realtà, in campo si è visto un giocatore disciplinato e solido mentalmente, pronto ad affrontare senza timori reverenziali un mostro sacro come l’iberico.

Del resto, che Daniel non fosse destinato a recitare il ruolo della vittima sacrificale lo si era intuito fin dal primo gioco, vinto ai vantaggi da Nadal con una incursione a rete, dopo aver annullato una prima palla break. Il 24enne giapponese dimostra coraggio e intelligenza tattica: vince il suo primo game, partendo da 0-30, mettendo in mostra una buona prima di servizio, capace di consentirgli di gestire lo scambio senza affanno e puntare a rete con convinzione e concretezza. È solo l’inizio di una serie di turni di servizio in cui nessuno riesce a prevalere sull’altro, a tutto vantaggio dello spettacolo in campo: tanti scambi strappano applausi scroscianti al pubblico del centrale. L’iberico, nell’ottavo gioco, spreca due occasioni di break per un possibile 5-3, per poi essere cinicamente punito durante il suo turno di servizio. Il giapponese concretizza l’occasione per vincere il primo set tra gli applausi del pubblico, che ha decisamente gradito la velocità con cui sa muoversi sul campo e il coraggio nel provare soluzioni d’attacco e discese a rete per chiudere i punti.

La partita di Nadal inizia per davvero solo nel quarto gioco del secondo set: in precedenza, un break del giapponese era un serio campanello d’allarme per il dieci volte campione del Roland Garros, che dal quel momento ingranava le marce in quanto a concentrazione e determinazione, conscio di iniziare ad avere pochi margini. Prima che la situazione diventi quasi irrimediabile, Nadal piazza un immediato controbreak, strappando a zero la battuta a Daniel, per ritornare avanti nel punteggio con prime di servizio più efficaci, che gli consentono di primeggiare con pochi scambi chiusi a campo aperto, se non direttamente con ace o servizi vincenti. Il risultato è un immediato 6-3 che pareggia il conto dei set.

Le espressioni facciali di Nadal esprimono tutta la rabbia sportiva positiva che ha reso famoso il vincitore di 15 Majors e che nel terzo set travolgono Daniel, che cede il servizio nel terzo gioco. Nadal scarica in campo tutta la sua potenza fisica sulla pallina e in molti casi la resa è davvero spettacolare. La sua racchetta disegna traiettorie precise, che il nipponico può solo ormai subire, prendendone a malapena atto. In campo inizia un monologo tennistico che il pubblico apprezza in maniera convinta e crescente: New York ama tanto non solo Federer, ma anche il maiorchino. il terzo set è facile appannaggio del maiorchino col punteggio di 6-2 a testimonianza di quello che ormai è uno strapotere.

Conseguito il vantaggio anche nel conto dei set, per il maiorchino la strada verso la vittoria è più che in discesa. Il quarto set inizia col servizio del giapponese che riesce, causa un piccolo calo di intensità di Nadal, a mantenere due turni di servizio, senza mai provare a insidiare quelli dell’iberico. La resa è solo rimandata: arriva nel quinto gioco. Il classico doppio fallo regala al numero 1 del mondo il break decisivo per la vittoria, che arriva dopo 2 ore e 53 minuti. Con questo successo Nadal guadagna dunque l’accesso al terzo turno, dove affronterà l’argentino Leonardo Mayer, 59 ATP, battuto in tutte e tre le occasioni nelle quali si sono affrontati.

[3] R. Federer b. M. Youzhny 6-1 6-7(3) 4-6 6-4 6-2 (da New York, il nostro inviato Luca Baldissera)

Dopo i 5 set con il giovane Tiafoe, che hanno tanto fatto preoccupare i suoi tifosi, mentre lui li ha serenamente definiti “un buon test”, lo svizzero Roger Federer (36 anni, 3 ATP) affronta il russo Mikhail Youzhny (35 anni, 101 ATP). È una partita tra “veterani”, che si conoscono molto bene, e che a livello di cosiddetto “match up”, il confronto tecnico, vede Mikhail pesantemente sfavorito, siamo addirittura a 16-0 nei precedenti per Roger. Ma se parliamo di tecnica, “soldatino” Youzhny, pur penalizzato da una insufficiente pesantezza di palla, non è secondo a nessuno, e il suo splendido rovescio è uno dei più belli del circuito. Risultato praticamente scritto, insomma, però ci aspetta un match probabilmente gradevole. Speriamo più di quanto non lo sia alla vista l’outfit di Federer, una combinazione di bianco e fucsia che lo fa somigliare vagamente a un sorbetto all’amarena.

Come da copione, Federer veleggia sciolto senza trovare grande opposizione dall’avversario, e si porta a casa un 6-1 in 28 minuti nel primo set, non gli è necessario strafare, facendo comunque vedere le solite belle cose che non mancano mai quando è in campo. Mikhail gioca bene, ma va regolarmente in affanno ogni volta che lo svizzero spinge un po’ di più sull’acceleratore, e si ritrova a cercare rischi eccessivi con i lungolinea per sfuggire alla pressione. Piazza anche alcune buone soluzioni al volo, il russo, ma siamo nella più classica delle situazioni in cui si gareggia tra due auto da corsa di diversa cilindrata.

Come in effetti a volte gli capita, dopo un parziale tanto semplice Federer si distrae un attimo, concede un break al secondo game a forza di gratuiti, va 2-0 sotto, ma se lo riprende subito, e ricomincia a macinare gioco a velocità di crociera standard (per lui). Il servizio viaggia fino alle 125 miglia orarie, sopra i 200 kmh quindi, segnale che la schiena dovrebbe essere sotto controllo Lo stesso può dirsi del match, visto il secondo break conquistato da Roger, che arriva a servire per il secondo set sul 5-4. E qui, di nuovo, per lui arriva un momento di “blackout” di concentrazione, tre gratuiti con tanto di brutta steccata con il dritto, e di conseguenza un controbreak trovato, più che conquistato, da Mikhail, che giustamente ringrazia, incassa, e sale 6-5. Punzecchiato dall’improvvisa delicatezza della situazione di punteggio, Federer tiene il servizio senza grossi problemi, e siamo al tie-break. Youzhny ci crede, e ha ragione a farlo, piazza delle ottime traiettorie, va avanti di un minibreak, viene raggiunto, si prende un nuovo vantaggio, spara un rovescio da applausi, e sale a 6-3 e 3 set point. L’errore di rovescio di Federer gli consegna il secondo set, e sinceramente è giusto così, lo svizzero non può permettersi pause tecniche e di concentrazione del genere.

Nel quinto game del terzo set, però, la situazione si ripresenta, con una sequenza di errori gratuiti di Roger culminata in un serve&volley senza senso, a seguire la seconda palla sul rovescio di Mikhail, che pare non credere ai suoi occhi quando fa partire la sacrosanta fucilata lungolinea che fulmina lo svizzero, dandogli un break di vantaggio. In questo momento siamo a 40 “unforced errors” per Federer, in poco più di due set, dato che basta a spiegare la situazione. Si arriva al 5-3 per il russo, con Roger al servizio, e arrivano ancora tre gratuiti tremendi, in particolare una volée di rovescio semplicissima che vola larga allo svizzero. Mikhail ha così un set point, annullato alla grande da Federer (smash da dietro la riga di fondo), poi un altro, ancora ben annullato, e alla fine dopo due parità Roger accorcia 4-5, ma non ci siamo, o sale di intensità o rischia di brutto oggi pomeriggio. Ma al servizio Youzhny non trema, e con autorità si prende il 6-4 e il vantaggio di due set a uno. Se non vuole salutare anzitempo il torneo, adesso Federer sarà costretto ad arrivare al quinto set, per la seconda partita consecutiva. Nei 16 match precedenti Mikhail aveva vinto solo tre set in tutto, oggi ne ha già incamerati due.

Nel quarto parziale Roger sembra un minimo più centrato, piazza il break al quarto game, e sale 4-1. Mikhail chiama il trainer al cambio campo, nulla di serio, forse un calo di zuccheri, una “bustina magica” e si continua. Lo svizzero conserva il vantaggio fino al 5-3, quando va alla battuta per portare la partita al quinto. Youzhny pare avere un accenno di crampi ora, ma spara lo stesso una risposta di dritto violenta e si prende una palla break, e poi con un passante di rovescio brekka e accorcia 4-5. Bravissimo, dall’altra parte fatico a ricordare l’ultima volta che ho visto Federer in una tale confusione tecnica e tattica. In ogni caso, evidentemente aiutato da una mobilità non perfetta dell’avversario, Roger arriva a set point, subisce malamente l’attacco di Mikhail, va nuovamente in vantaggio, e il rovescio largo del russo gli consegna il quarto set, 6-4, vediamo un po’ come va a finire. A questo punto, come gratuiti siamo a 20 dritti, 30 rovesci, e 5 colpi al volo per Federer, in soli 4 set.

Inaugura il parziale decisivo Roger al servizio, e conquista un bel game, compreso di un pregevole serve&volley. Youzhny è decisamente in difficoltà negli spostamenti, stringe i denti e rimane in partita, ma sull’1-1 un pallonetto in contropiede di Federer lo costringe a un allungo che gli scatena un crampo alla gamba destra. Crolla a terra Mikhail, si rialza, davvero ammirevole, intanto siamo 2-1 per Roger, che inspiegabilmente, con un avversario che ancora un po’ e non si regge in piedi, continua a sbagliare palle semplici a ripetizione. È inevitabile che si arrivi, al sesto game, 3-2 Federer, a tre palle break per lo svizzero, che converte la seconda, e ci sarebbe pure mancato altro, di là il povero Youzhny si sta trascinando per il campo. In un attimo si arriva al 5-2, è solo questione di tempo ormai, però a doversi fare molte domande dovrà essere Roger, autore della peggior prestazione dell’anno, altro che con Haas e Donskoy, per intenderci. Il 6-2 finale per lui è scontato, ma se non cambia decisamente marcia nei prossimi giorni, sarà molto meno scontato vederlo proseguire nel torneo.

Risultati:

Dolgopolov b. [15] T. Berdych 3-6 6-2 7-6(5) 6-3
V. Troicki b. [Q] S. Travaglia 7-6(6) 7-5 6-0
A. Rublev b. [7] G. Dimitrov 7-5 7-6(3) 6-3
D. Dzumhur b. [Q] C.M. Stebe 4-6 6-4 6-0 6-1
J. Millman b. M. Jaziri 6-1 7-6(1) 6-1
[30] A. Mannarino vs [WC] B. Fratangelo 6-3 6-7(4) 6-1 6-2
[24] J.M. del Potro b. [Q] A. Menendez-Maceiras 6-2 6-3 7-6(3)
[11] R. Bautista Agut b. D. Brown 6-1 6-3 7-6(3)
[9] D. Goffin b. G. Pella 3-6 7-6(5) 6-7(2) 7-6(4) 6-3
[31] F. Lopez b. F. Verdasco 6-3 6-2 3-6 6-1
[33] P. Kohlschreiber b. S. Giraldo 6-2 6-1 3-0 rit.
[3] R. Federer b. M. Youzhny 6-1 6-7(3) 4-6 6-4 6-2
[6] D. Thiem b. T. Fritz 6-4 6-4 4-6 7-5
[18] G. Monfils b. D.Young 6-3 (3)6-7 6-4 2-6 7-5
[LL] L. Mayer b. Y. Sugita 6-7(3) 6-4 6-3 6-4
[1] R. Nadal b. T. Daniel 4-6 6-3 6-2 6-2

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