US Open: Pliskova si salva al terzo, out Ostapenko e Radwanska

La n.1 annulla un match point a Zhang. Jelena è febbricitante, passa Kasatkina. Aga eliminata da CoCo Vandeweghe, bene Svitolina. Keys avanza in tre

US Open: Pliskova si salva al terzo, out Ostapenko e Radwanska

[1] Ka. Pliskova b. [27] S. Zhang 3-6 7-5 6-4 (Tommaso Voto)

Altra prestazione in chiaroscuro per la n.1 del mondo Pliskova, che salva anche un match point alla volenterosa e sorprendente Zhang. Dopo un primo parziale complicato, Karolina è riuscita a ritrovare un po’ dei suoi meccanismi di gioco ed a ribaltare una situazione che sembrava compromessa. Un anno fa a New York la ceca riuscì a spezzare la “sua” maledizione Slam, infatti raggiunse la finale (poi persa dalla Kerber), ma diede l’impressione, poi confermata, di aver fatto il definitivo salto di qualità. Pliskova ha poi ottenuto il numero 1 e ha dimostrato di poter essere stabilmente una delle candidate al trono della WTA, anche ora che rischia di perderlo ancora in favore di Muguruza o Svitolina. A Karolina manca ora il passo successivo, ovvero vincere un titolo del Grande Slam per legittimare la sua posizione mondiale. I precedenti (4-0 ed appena un set perso da Pliskova) raccontavano un dominio totale per la n.1, ma quest’oggi l’incontro ha dimostrato che la sua forma è quantomeno dubbia. È chiaro che tutta l’attenzione degli addetti ai lavori era concentrata su Karolina, che già contro l’americana Gibbs aveva lasciato più di qualche perplessità. Nel turno precedente la prima favorita è apparsa lenta, contratta, ma soprattutto il suo  viso trasudava preoccupazione ed agitazione. Tutta questa tensione si era poi riversata sul suo tennis, che era frammentato e poco incisivo.

 

L’inizio contro Zhang è stato promettente, con un break e con un paio di vincenti di alto livello, poi da quel momento arriva il buio. Pliskova smarrisce il servizio e subisce quattro giochi consecutivi, in cui la tennista asiatica riesce a contenere i colpi della ceca ed a ripartire con qualche accelerazione di rovescio. Le difficoltà negli spostamenti laterali sono evidenti, in quanto l’impatto con la palla arriva in ritardo e il diritto, soprattutto, decolla oltre la linea di fondo. Rincorrere non è mai facile, soprattutto se ti manca la fiducia e sei alla ricerca di quelle sensazioni positive che nell’ultimo mese sembrano letteralmente smarrite. Contro ogni previsione Zhang vince il primo set e lo fa trasformando uno smash che diventa imprendibile per la n.1 del mondo.

C’è un break a favore di Pliskova e, pur salvando quattro opportunità di controbreak, l’allieva di Kotyza riesce ad andare sul 3-0. I problemi per Karolina, tuttavia, non sono finiti perché i suoi colpi hanno poca penetrazione e quando è chiamata ad eseguirli, in avanzamento o movimento, arrivano gli unforced. Dall’alto dei suoi 186 centimetri Pliskova è in grado di colpire piatto e potente con entrambi i fondamentali, tuttavia quando perde la giusta distanza con palla il tutto diventa immediatamente poco incisivo. L’asiatica è tatticamente scaltra, capisce che la sua avversaria è in confusione e prova a spostare il gioco sulle diagonali. Questo produce il controbreak, infatti la ceca “spara” l’ennesimo diritto indietreggiando praticamente fuori di oltre una spanna. Pliskova si mantiene a galla, ma ottiene troppo poco dal servizio, che è meno esplosivo e preciso del solito. L’architrave del sistema di gioco della ceca viene meno e non le consente di ottenere punti facili, come, invece, è suo solito fare. Il dramma sportivo per Karolina arriva nell’ottavo gioco, quando commette un paio di errori banali e manda l’asiatica a servire per gli ottavi di finale. Zhang manca un match point, che viene annullato perentoriamente dalla ceca e tutto torna in parità. Le occasioni sprecate per la cinese sono tante, tre palle break nell’undicesimo gioco, e, come spesso capita, arriva il ribaltone. Karolina strappa il servizio alla sua avversaria e prende il secondo parziale con il punteggio di 7-5.

Pliskova chiede un medical time out e si fa massaggiare l’avambraccio destro, forse le sue difficoltà al servizio sono dovute a questo fastidio muscolare. Il giudice di sedia chiama il “time”, la cinese non sembra subire il contraccolpo e va avanti di un break e resiste sul 2-0 (annullando anche una palla dell’1-1). La tensione è evidente, Pliskova non può più sbagliare e Zhang è consapevole che per vincere non può abbassare la guardia. Karolina passeggia dinoccolata sul campo cercando concentrazione ed un modo per scardinare il muro della 28enne di Tianjin, che corre come se il match fosse appena iniziato. La n.1 del mondo al cambio di campo del 2-1 lancia a terra la racchetta, un atteggiamento inusuale per lei, che in genere è sempre composta, quasi glaciale, nei comportamenti. Dietro quella maschera di ghiaccio c’è una rabbia evidente, perché tecnicamente non dovrebbe esserci partita, ma l’aspetto psicologico nello sport è fondamentale. Sotto nel punteggio Pliskova scioglie il braccio e ritorna sul 2-2, con la tribuna ceca che sembra fare un sospiro di sollievo. Il ritmo elevato fa andare fuori giri l’asiatica, che inizia a sbagliare ed a regalare punti, ma l’equilibrio si spezza solamente nel decimo game, quando la n.27 del seeding si scompone e viene travolta dalla risposta della sua avversaria, che dopo aver latitato per tutto l’incontro, viene fuori nel momento decisivo. Alla Zhang l’onore delle armi, alla Pliskova l’accesso agli ottavi, ma restano tante le perplessità sul suo stato di forma e con questi presupposti difendere il n.1  del mondo dall’assalto di Muguruza e Svitolina (le uniche che possono insidiarla) sarà difficile. La corsa al trono della WTA vede ad oggi la spagnola avanti di 500 punti su Svitolina e di 700 proprio su Pliskova.

D. Kasatkina b. [12] J. Ostapenko vs  6-3 6-2 (da New York, il nostro inviato Luca Baldissera)

In un inizio di pomeriggio fresco e piuttosto ventoso, va in scena sul Louis Armstrong Stadium “provvisorio” il match di terzo turno tra la lettone Jelena Ostapenko (20 anni, 12 WTA) e la russa Daria Kasatkina (20 anni, 38 WTA). Sono due tra le giovani più promettenti del circuito, entrambe dotate di un tennis brillante e votato alla spinta appena possibile, più potente Jelena, più manovriera Daria. E’la terza partita che giocano, 1-1 i precedenti, l’ultimo confronto lo ha vinto Daria in finale a Charleston quest’anno, sulla terra verde.

Il match inizia come prevedibile, con Ostapenko in pressione, gran dritti e ottimi lungolinea di rovescio per lei, Kasatkina va in difficoltà, subisce un break al secondo game, e va sotto 3-0. A questo punto ha inizio una vicenda che appare inspiegabile, almeno fino al secondo set: un parziale di dodici game a due, che porta la russa agli ottavi di finale. Della partita c’è davvero poco da raccontare, perchè a partire dal quarto game del primo set ha inizio una sequenza senza fine di errori di Jelena, che rimane vagamente in partita solo fino alla fine del primo parziale. Sul 5-3 per Daria, al servizio per il set, Ostapenko arriva a due palle break, le fallisce, ed è finita lì. La malcapitata estone si piega ripetutamente su se stessa, e sembra anche confusa mentalmente. Sul 3-0 nel secondo set viene chiamato il medico, le viene misurata la pressione, e viene anche verificata la lucidità e la risposta oculo-motoria. Non si capisce cosa abbia, potrebbe essere un calo degli zuccheri o per l’appunto di pressione, ma il malessere che la attanaglia è evidente.

Per una che gioca a tutto braccio, senza grandi margini di rischio, non essere ben centrati fisicamente e soprattutto mentalmente diventa tremendo, i colpi ti scappano praticamente a caso spesso e volentieri. Daria è brava a stare lì, in partita, e a raccogliere i tanti regali dell’avversaria senza strafare. Si arriva al 5-0 per Kasatkina, e c’è una piccola reazione di Jelena, che molla qualche pallata e incamera due game, accorciando sul 2-5, ma la conclusione è solo rimandata di pochi minuti. Il 6-2 finale per Daria arriva al secondo match point, è ovviamente meritato, dispiace per Jelena (38 errori gratuiti), avremmo voluto vederla difendere le sue possibilità al meglio. “Dasha” arriva in ottavi Slam per la prima volta, affronterà Kaia Kanepi che ha eliminato Naomi Osaka.

In conferenza stampa, Jelena ci ha confermato le sue precarie condizioni fisiche: “Sono febbricitante da ieri, sotto antibiotici, probabilmente è stato uno sbalzo di temperatura. Un forte mal di gola. Sono molto dispiaciuta di non essere stata bene, e di non aver potuto giocare al meglio“.

[20] C. Vandeweghe b. [10] A. Radwanska 7-5 4-6 6-4  (Chiara Gheza)

Coco Vandeweghe, numero 22 della classifica WTA, si aggiudica un match infinito contro Agnieszka Radwanska, numero 11 del mondo. Nei precedenti incontri Radwanska aveva avuto la meglio in 4 occasioni su 5. L’unica vittoria di Coco era per altro avvenuta nel torneo di Birmingham su erba nel 2016, mentre le 4 vittorie di Agnieszka erano state messe a segno proprio sul cemento.

Radwanska, elegante nel variopinto completo disegnato per gli US Open da Lotto, appare subito in grande spolvero e vola a condurre 3 a 0. In avvio d’incontro è evidente il contrasto tra i lenti spostamenti laterali di Vandeweghe e la leggera velocità delle gambe di Agnieszka. Coco si aggrappa allora alla potenza e piazza una serie di 5 giochi consecutivi, strappando gli applausi del pubblico dell’Arthur Ashe grazie a un paio di risposte che lasciano Radwanska immobile. La partita è ora vivace e divertente, con scambi lunghi e appassionanti. Coco, sotto gli occhi attenti del suo allenatore Pat Cash, arriva a servire per il set; il game è infinito, si va ai vantaggi, Agnieszka lascia tutti a bocca aperta con uno slice di dritto da urlo, Coco fallisce un set point con un errore imperdonabile e Radwanska ne approfitta immediatamente per piazzare il break. Coco lancia a terra racchetta e pallina, ma non perde la concentrazione e con un solido turno in risposta si regala la seconda chance di servire per il parziale. Questa volta la tennista di casa non trema e con una prima vincente fa suo il set dopo un’ora e quattro minuti di gioco.

Il secondo parziale comincia all’insegna dell’equilibrio con Aga che vola per il campo e Coco che si avventa con tutta la sua potenza sulla pallina. Il confronto è così caratterizzato da game lunghi e scambi spettacolari che accendono l’entusiasmo degli spettatori. Il punteggio segue il servizio ma la partita è tutt’altro che noiosa: Radwanska disegna il campo con colpi precisi mentre Vandeweghe la contrasta con numeri spettacolari, seppur in alcune occasioni fortunati, ogni qual volta decide di scendere a rete. L’equilibrio si rompe irrimediabilmente nel decimo e decisivo game quando Aga, approfittando di un paio di doppi falli dell’avversaria, piazza l’unico break del set e con una risposta vincente si aggiudica il parziale dopo 57 minuti di lotta.

Coco non si scoraggia e in apertura di terzo set gioca un game stellare in risposta e strappa gli applausi del pubblico oltre al servizio ad Agnieszka. La polacca non ha però nessuna intenzione di lasciarsi sopraffare e si riporta sul due pari mettendo in campo tutta la sua determinazione e alcuni colpi millimetrici. Le due contendenti sono ormai allo stremo delle forze e con le battute saltano anche gli schemi, mentre le nuvole nel cielo di New York minacciano pioggia. Arriva addirittura un warning per Coco al secondo lancio di racchetta del giorno, mentre i numeri degli errori gratuiti della statunitense sale vertiginosamente (saranno 54 alla fine seppur compensati da ben 49 vincenti). I rischi corsi da Vandeweghe però pagano e le permettono di tenere finalmente un turno di servizio grazie al quale si ritrova a condurre 5 giochi a 3. In un nono drammatico game Aga si salva tenendo la battuta ai vantaggi. Coco serve per il match e si aggiudica la vittoria con un potentissimo rovescio sulla linea. Ancora una volta lo Slam a stelle e strisce pare essere maledetto per Radwanska, mentre Vandeweghe vola agli ottavi dove affronterà Lucie Safarova.

[4] E. Svitolina b. S. Rogers 6-4 7-5 (Chiara Nardi)

Elina Svitolina supera in due set Shelby Rogers, reduce dalla maratona con Daria Gavrilova. È la terza affermazione in altrettanti incontri per la n. 4 del mondo contro la n.62. Nei primi game del primo set l’ucraina è molto solida e sale 3-1. Rogers si sveglia dopo un inizio difficile, riesce a prendere spesso l’iniziativa e recupera il break di svantaggio. La statunitense gioca bene con il dritto ed è molto aggressiva, chiudendo i punti con frequenti discese a rete. Svitolina non si limita a difendersi e sul 5-4 approfitta di due errori consecutivi con il dritto dell’avversaria per aggiudicarsi il parziale.

Il secondo set inizia con un break a 0 in favore di Rogers grazie agli errori di Svitolina. Avanti 2-0, la statunitense è fallosa come nella parte iniziale e finale del primo parziale e la n. 4 del mondo ne approfitta per raggiungerla e sorpassarla, mettendo a segno il punto del 4-2 con un bel passante in corsa di dritto. Avanti 5-3 e servizio l’ucraina si procura un primo match point, annullato da Rogers che la costringe all’errore con un’accelerazione di dritto; la statunitense conquista una palla break, ma non la sfrutta. Nel game più lungo del match c’è spazio per altri due match point in favore di Svitolina, annullati dalla statunitense con il dritto e con un bel rovescio lungo linea vincente, prima della terza palla break del gioco per Rogers, che sfrutta grazie ad un rovescio in rete dell’avversaria dopo uno scambio lungo. Il pubblico si scatena e la tennista di casa lo incita ancor di più dopo aver raggiunto sul 5 pari Elina, che, seppur a fatica, riesce a non subire un altro break. Nel dodicesimo game Rogers concede un altro match point all’ucraina, convertito in modo beffardo colpendo il nastro con il dritto, che rende la palla impossibile da raggiungere per Shelby. È la prima volta che Svitolina raggiunge gli ottavi agli US Open e può ancora sperare di salire sul trono della WTA. Adesso per continuare a sognare dovrà superare Madison Keys.

[15] M. Keys b. [17] E. Vesnina 2-6 6-4 6-1 (Michele Pascolini)

La sfida sulla carta più equilibrata del terzo turno chiude la notte del sabato newyorkese, ma la responsabilità di tenere svegli i pochi spettatori sugli spalti non pesa troppo sulle due giocatrici, che nel primo set infilano sbagli come perline di una collanina di poco pregio. Keys serve poche prime e inanella rovesci in rete. Vesnina ne approfitta e sfrutta le difficoltà di Madison a colpire incisivamente in corsa per guadagnarsi un 3-0 pesante. Non manca tuttavia di regalarle doppi falli e sbagliare in avanzamento. Keys dal canto suo sembra non aver una tattica definita, e sciupa diversi punti importanti. Una parziale rimonta (break del 3-2 offerto con un doppio fallo) è un fuoco di paglia: la russa insiste sul rovescio, ottenendo due set point sul 5-2. Il primo viene sciupato con un chop di dritto fuori a campo aperto che fa sorridere la stessa Vesnina. Sul secondo arriva il sesto immancabile doppio fallo, ma il terzo è decisivo.

Keys entra in campo nel secondo set con maggiore determinazione, e il servizio inizia a sostenere il suo gioco aggressivo. Non a caso Davenport, sua attuale allenatrice, l’ha invitata a confidare sulla sua potente battuta per aprirsi gli scambi. Un errore sottorete di rovescio, gravissimo per una campionessa di doppio come Vesnina, permette a Keys di salire 3-1. L’americana sembra gestire ora meglio gli scambi, e colpisce veemente quando può. L’avversaria non riesce invece a chiudere un solo punto in avanzamento: approcci, volée e smash finiscono tutti sotto il nastro. Le occasioni tuttavia non le mancano, tanto che riprende il break con un imprendibile pallonetto di rovescio e si porta a 4 pari. Davenport dalla tribuna guarda preoccupata Madison, che però la rincuora prontamente ottenendo un set point grazie ad un errore di Vesnina a rete, e poi un secondo con lo stesso canovaccio. Un dritto aggressivo in rete della russa sancisce la parità. Vesnina nel terzo set appare svuotata e perde la misura del dritto, mentre Keys è finalmente centrata nel gioco e assertiva col linguaggio del corpo: emblematico il 5-0 siglato con un ace. Il secondo match point chiude la partita in poco meno di due ore, con una comoda palla a metà campo che la russa affonda in rete. Nel prossimo turno Keys sfiderà la testa di serie numero 4, Elina Svitolina. “Cosa pensi di fare per preparare la sfida?”. “Andrò a dormire e mi sveglierò alle 3 domani pomeriggio”, risponde sorridendo radiosa Madison.

Risultati:

[1] Ka. Pliskova b. [27] S. Zhang 3-6 7-5 6-4
L. Safarova b. K. Nara 6-3 6-2
[Q] K. Kanepi b. N. Osaka 6-3 2-6 7-5
D. Kasatkina b. [12] J. Ostapenko 6-3 6-2
[20] C. Vandeweghe b.[10] A. Radwanska 7-5 4-6 6-4
J. Brady b. M. Niculescu 6-3 4-6 7-6(3)
[4] E. Svitolina b. S. Rogers 6-4 7-5
[15] M. Keys b. [17] E. Vesnina 2-6 6-4 6-1

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