US Open: del Potro e Dolgopolov sugli scudi. Avanti Thiem e Rublev

Il campione 2009 rifila un netto 3 set a 0 a Bautista Agut. Dolgo lascia 5 game a Troicki. Il n.6 del seeding supera Mannarino, Monfils si ritira contro Goffin. Rublev in quattro

US Open: del Potro e Dolgopolov sugli scudi. Avanti Thiem e Rublev

[24] J.M. del Potro b. [11] R. Bautista Agut 6-3 6-3 6-4 (Manuel Calcaterra)

Ancora sul campo del Grand Stand, ancora un avversario spagnolo e ancora un Juan Martin del Potro che, come nel turno precedente, non delude le aspettative del pubblico di New York: l’argentino, infatti, vola agli ottavi di finale degli US Open dove, remake della sfida dello scorso anno, incontrerà l’austriaco Dominic Thiem. Eppure, dall’altra parte del campo non c’è un qualificato qualsiasi, bensì il fresco vincitore del torneo di Winston-Salem Roberto Bautista Agut, n. 11 del seeding e favorito, sulla carta, dell’incontro.

 

Una prestazione solida quella di delPo, con percentuali positive sia al servizio sia nel rapporto vincenti/errori, mentre lo spagnolo si è dimostrato poco concreto nei suoi turni di battuta, soprattutto nel primo set, dove è riuscito a tenere il servizio sono in due occasioni su cinque. L’argentino, quindi, una volta ritrovatosi in vantaggio nel match, è stato bravo ad approfittare di ogni occasione offertagli dall’avversario, piazzando sia nel secondo sia nel terzo e decisivo set, quel break chirurgico utile a portare a casa il match in poco più di due ore di fatica con il punteggio di 6-3 6-3 6-4, accompagnando la vittoria con il saluto al cielo al nonno. L’anno scorso, contro Thiem, la vittoria arrivò quasi senza giocare per il ritiro dell’austriaco ad inizio del secondo set; quest’anno, per sperare nello stesso risultato, Juan Martin dovrà tirare fuori il meglio di sé.

A. Dolgopolov b. V. Troicki 6-1 6-0 6-4 (Bruno Apicella)

Alexandr Dolgopolov raggiunge per la seconda volta in carriera la seconda settimana agli Us Open: il tennista ucraino, numero 64 ATP, infatti, mancava dal 2011 quando dopo aver raggiunto i quarti agli Australian Open conquistò anche gli ottavi proprio a New York. Da allora in poi, negli Slam, non era andato oltre il terzo turno. Con una prestazione quasi perfetta Dolgo ha battuto il serbo Victor Troicki (n. 52 ATP ma con un passato da numero 12) che, in campo, non è riuscito a trovare la chiave per leggere il tennis d’attacco dell’ucraino.

Il primo set è durato 20 minuti con Dolgopolov che ha portato il match sui suoi binari preferiti: pochi scambi, accelerazioni vincenti con il suo braccio veloce e variazioni grazie alle quali non ha mai dato punti di riferimento all’avversario. Troicki, che nel turno precedente aveva eliminato dal torneo l’italiano Stefano Travaglia ha potuto fare poco o nulla dal momento che non ha avuto il tempo per rispondere ai colpi di un avversario apparso davvero in ottima forma. Il set vinto ha permesso al numero 64 ATP , in apertura di secondo set, di continuare a spingere i colpi e imporre il suo ritmo al match. Il servizio dell’ucraino si è rivelato molto solido e quando Troicki ha provato a scendere a rete è stato Dolgopolov a punirlo con perfetti passanti sia di dritto che di rovescio. Il tennista di Kiev ha continuato a mettere in campo tutto il suo repertorio alternando palle corte a dritti vincenti sulle righe, per poi chiudere il set sul 6 a 0. È stato più lottato, invece, il terzo parziale con Troicki che ha provato a fare qualcosa di diverso cercando di prendersi qualche rischio in più: dopo un primo break per Dolgopolov, il serbo ha provato a riaprire il set strappando per la prima volta la battuta all’ucraino. A quest’ultimo, però, è bastato ritrovare la giusta spinta nei colpi per ottenere il break decisivo e chiudere, dopo aver annullato due break point, set e match. Una prestazione davvero ottima per il numero 64 del mondo che, adesso, agli ottavi di finale aspetta il vincente dell’incontro tra il numero 1 del mondo Rafael Nadal e l’argentino Leonard Mayer.

[6] D. Thiem b. [30] A. Mannarino 7-5 6-3 6-4 (Michele Trabace)

Sul Louis Armstrong Dominic Thiem vince il suo impegno di terzo turno, sconfiggendo in tre set Adrian Mannarino. Nei precedenti tra i due Dominic conduceva 5 a 0, con l’ultimo incrocio andato in scena un paio di settimane fa a Cincinnati e vinto a fatica dall’austriaco. Il numero 6 del seeding, dopo un primo set conquistato in rimonta, si aggiudica anche i successivi due parziali con un tennis solido da fondocampo, che evidenzia un buono stato fisico di forma. Thiem, se riuscirà ad essere più continuo nell’arco del match, potrebbe essere un cliente scomodo da affrontare nelle fasi calde di questa edizione degli US Open.

L’inizio del match è dalla parte di Mannarino, il quale nel game inaugurale ottiene un break alla quarta possibilità. Il francese scambia molto e profondo, Thiem fa fatica a trovare il ritmo e soprattutto in risposta non si rende pericoloso. Mannarino nel decimo gioco ha l’occasione addirittura di servire per il parziale, ma il primo momento di incertezza lo paga caro: Thiem alla sua prima palla break riesce a riportarsi in equilibrio sul 5 pari, poi mette la freccia e vince i successivi due game, sfruttando a pieno il calo del giocatore transalpino. Primo set Thiem 7-5. L’emorragia prosegue anche nei primi tre game della seconda partita (fanno un parziale di 7 giochi consecutivi), poi l’austriaco si limita a controllare questa fase di gioco e chiude anche la seconda frazione col punteggio di 6-3. Dominic gioca con il braccio sciolto, inizia bene con un break il terzo set, annulla poi più per distrazione tre palle break nel game seguente, ma riprende a dettar legge con il suo proverbiale rovescio, procurandosi un primo match point nel nono gioco su servizio Mannarino, il quale riesce ad annullarlo e ad allungare la partita. Thiem serve per chiudere, vanifica la seconda palla match con una volee lunga, è costretto ad annullare un insidioso break point, ma è la terza occasione che risulta quella giusta grazie ad uno schiaffo al volo di diritto, che sancisce il 6-4 finale della contesa dopo due ore e dodici minuti. Thiem si qualifica per gli ottavi di finale, eguagliando il suo miglior risultato qui a New York ottenuto anche nel 2014 e 2016.

A. Rublev b. D. Dzumhur 6-4 6-4 5-7 6-4 (da New York, il nostro inviato Bruno Morobianco)

Il percorso parallelo dei due sfidanti è giunto alla resa dei conti. Entrambi stanno vivendo il loro best ranking di carriera. Il giovane Andrey Rublev, 19 anni, è al momento 49 ATP. Un traguardo raggiunto con la vittoria di Umago, torneo da 250 punti, a fine luglio scorso. Per il bosniaco Damir Dzumhur, di cinque anni più anziano, la posizione di 56 ATP è stata costruita coi risultati di agosto. Quarti a Los Cabos, persa contro Querrey, finale nel challenger sulla terra rossa di Santo Domingo e infine la recentissima finale di Winstom-Salem persa contro Bautista Augut. Entrambi qui a New York, durante il loro percorso, hanno eliminato una testa di serie ciascuno. Dzumhur ha estomesso Pablo Cuevas, nr 27 di questo seeding, al primo turno, mentre il giovane russo ha estromesso Grigor Dimitrov, tds 7, recente vincitore del 1000 di Cincinnati, la cui vittoria aveva rialzato le sue quotazioni per New York. L’unico precedente tra i due è datato 2015, un doppio 6-3 a favore del russo nel torneo 250 di Instabul.

Oggi come allora il pronostico pro Rublev è stato rispettato sia dal divario in classifica, sia nel gioco in campo. Ha poco da recriminare il bosniaco. La sua è stata una gara quasi sempre in rincorsa. Non è stato un incontro da manuale per gli spunti tecnici. Nessuno dei due ha prevalso per gioco rispetto all’altro, ma chi ha commesso meno errori l’ha spuntata. Dzmhur al servizio ha faticato in ogni turno: non ha mai tenuto una battuta a zero. Il giovane russo ha imposto il cambio di passo al sesto gioco, 4-2 per lui. Rublev esprime superiorità fin dal servizio, un delta di 10 miglia che spiega la maggiore efficacia. Il biondo russo non è perfetto. Concede diversi 15 a causa del’eccessiva fretta di chiudere lo scambio, a cui dobbiamo abbinare gli errori di valutazione di colpi poi rimasti in campo. Questa situazione genera un elastico nel punteggio che consente al bosniaco di recuperare lo svantaggio, fino al 4-4, ma non il sorpasso perché Rublev non perdona e approfitta degli errori per riportarsi in vantaggio e vincere il primo set per 6-4.

Il tema tattico anche nel secondo parziale sembra non cambiare: Rublev che spinge, Dzumhur che contiene. Una piccola disattenzione del russo al servizio, consente però una prima fuga del bosniaco. Il 4-2 è il suo primo vantaggio: la gioia dura poco perché il controbreak arriva subito, ripetuto poco dopo, per un totale di 4 giochi consecutivi che consegnano nuovamente 6-4 a Rublev anche nel secondo set. Due set di vantaggio sembrano veramente tanti da recuperare per Dzumhur, a cui bisogna aggiungere il break subito a inizio terzo set. Sembra che si sia alla resa per il bosniaco, che invece inizia una rimonta che da 0-2 lo porterà avanti fino al 4-2 concretizzando la settima palla break. Manca però il colpo del ko, perché Rublev riprende a giocare come sa e ottiene il contro-break, accorciando sul 4-3 e poi pareggiando 4-4. La gara sembra nuovamente indirizzata verso una rapida conclusione per tre set a zero. Invece Dzumhur riesce a trovare un ulteriore break sul 6-5, decisivo per conquistare il set proprio nel finale, grazie a 3 errori da fondocampo e uno a rete del russo, 7-5 e due set a uno Rublev.

La gara è bruttina quanto il cielo grigio che minaccia pioggia. Il set perso è solo un episodio nel contesto di una partita guidata dal russo. Il copione sembra quello del film con Tom Hanks e Leonardo di Caprio, “Prova a prendermi”. Nonostante il vantaggio di un break, 2-1 al terzo gioco, Rublev non riesce a imporsi come vorrebbe, nonostante i 44 vincenti totali che avrrà messo a segno nell’incontro, perché a referto risulteranno ben 60 errori. Per Dzumhur, la lotta non basta, solo 38 vincenti a fronte di 55 errori. Il break al sesto gioco riporta il punteggio sul 3-3, una parentesi di gloria per il bosniaco che perderà nuovamente il servizio al nono gioco. Rublev farà suo il match dopo aver annullato di potenza, col suo servizio, due opportunità del 5-5, chiudendo per 6-4, quando un passante di dritto di Dzumhur esce largo in corridoio. Al quarto turno Andrey affronterà la tds 9, David Goffin, nessun precedente tra i due. Un diciannovenne ai suoi primi ottavi di finale Slam è una gran bella storia, che si accompagna a quella, per certi versi parallela, del diciottenne Shapovalov, che sta stupendo nella parte bassa del tabellone.

[9] D. Goffin b. [18] G. Monfils 7-5 5-1 rit. (Giovanni Vianello)

Termina anzitempo il terzo turno tra David Goffin e Gael Monfils, con il transalpino che, dopo aver combattuto per un set, perduto 7-5, si arrende per motivi fisici sotto 5-1 nel secondo. Il primo set è stato molto combattuto e si è deciso su pochi punti del dodicesimo gioco, quando Monfils serviva per la seconda volta per rimanere nel parziale. Goffin ha messo in campo un tennis solido e di contrattacco, Monfils ha messo in mostra un gioco, come spesso accade, fatto di trovate estemporanee. Il secondo set è stato un no-contest. Il francese ha cominciato ad accusare sempre di più i problemi fisici e non ha trovato perciò contromisure al tennis del belga. Sotto 5-0, Monfils ha chiamato un MTO e, dopo aver vinto il game successivo nonostante due doppi falli, ha deciso di ritirarsi. Monfils, nel MTO, è sembrato accusare dei problemi al ginocchio. Goffin giocherà in ottavi contro Andrey Rublev, uno delle numerose sorprese di questo US Open molto imprevedibile.

Risultati:

[6] D. Thiem b. [30] A. Mannarino 7-5 6-3 6-4
[33] P. Kohlschreiber b. J. Millman 7-5 6-2 6-4
A. Dolgopolov b. V. Troicki 6-1 6-0 6-4
[24] J.M. del Potro b. [11] R. Bautista Agut 6-3 6-3 6-4
A. Rublev b. D. Dzumhur 6-4 6-4 5-7 6-4
[9] D. Goffin b. [18] G. Monfils 7-5 5-1 rit.
[1] R. Nadal b. [LL] L. Mayer 6-7(3) 6-3 6-1 6-4
[3] R. Federer b. [31] F. Lopez 6-3 6-3 7-5

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