US Open: il peso delle assenze

Djokovic, Murray, Wawrinka, Nishikori e non solo. Agli ottavi di questa edizione dello US Open ci sono solo 3 dei primi 10 giocatori al mondo (contro i 6 del 2016)

US Open: il peso delle assenze
Novak Djokovic - US Open 2016 (foto Roberto Dell'Olivo)

Ci auguriamo che la 137esima edizione maschile dello US Open, giunta agli ottavi di finale, possa un giorno essere ricordata per l’eccellenza degli incontri della seconda settimana. Sicuramente lo sarà per l’eccellenza dei giocatori che non hanno potuto parteciparvi. Lo scorso anno furono solo due i top 10 assenti: Federer (4) e Berdych (8).

Il 28 agosto 2017, data di inizio del torneo, mancavano quattro dei primi dieci giocatori al mondo: Murray (3), Wawrinka (4), Djokovic (5) e Kei Nishikori (10). Era assente anche Milos Raonic che, seppure in quel momento occupasse “solo” l’undicesima piazza, sino a due settimane prima era ancora decimo. Cosa sarebbe successo se questi cinque campioni avessero preso parte alla manifestazione? Quanto hanno beneficiato della loro assenza i loro colleghi? Non lo possiamo sapere, ovviamente. Però, possiamo fare un confronto tra i protagonisti degli ottavi di questo anno e quelli del 2016 e fare qualche considerazione in merito.

 

Riportiamo di seguito la griglia di partenza degli ottavi di finale 2016 con l’indicazione del posto occupato nel ranking da ogni giocatore:

Djokovic (1) vs Edmund (84)
Tsonga (11) vs Sock (27)
Nadal (5) vs Pouille (25)
Monfils (12) vs Baghdatis (44)
Thiem (10) vs del Potro (142)
Marchenko (63) vs Wawrinka (3)
Nishikori (7) vs Karlovic (23)
Dimitrov (24) vs Murray (2)

Alcune considerazioni:

  • solo Milos Raonic mancò l’appuntamento con gli ottavi di finale. Fu infatti sconfitto al secondo turno da Ryan Harrison
  • Murray arrivò ai quarti dove fu battuto da Nishikori
  • Nishikori in semifinale, sconfitto da Wawrinka
  • Djokovic in finale
  • Wawrinka vinse il torneo
  • erano presenti 6 dei primi 10 giocatori al mondo
  • l’età media dei sedici protagonisti era 28 anni. Il più giovane, Kyle Edmund, ne aveva 21. Il più anziano, Karlovic, 37

Di seguito la griglia di partenza degli ottavi del 2017. Tra parentesi, oltre alla posizione in classifica, l’indicazione del turno raggiunto nel 2016:

Federer (3, N/A) vs Kohlschreiber (37, 1°)
Goffin (14, 1°) vs Rublev (53, N/A)
Nadal (1, 4°) vs Dolgopolov (64, 1°)
Querrey (21, 1°) vs M. Zverev (27, 2°)
Thiem (8, 4°) vs del Potro (28, QF)
Lorenzi (40, 3°) vs Anderson (32, 3°)
Shapovalov (69, N/A) vs Carreno Busta (19,3°)
Pouille (20, QF) vs Schwartzman (33,1°)

Considerazioni:

  • nessuno superò i quarti di finale nel 2016
  • agli ottavi di questa edizione dello US Open ci sono solo 3 dei primi 10 giocatori al mondo (contro i 6 del 2016)
  • Nadal, Pouille e del Potro raggiunsero gli ottavi anche nel 2016
  • Pouille e del Potro arrivarono (e si fermarono) ai quarti
  • l’unico giocatore sconfitto da uno dei “grandi assenti” prima degli ottavi fu Paolo Lorenzi per mano di Andy Murray
  • l’età media è nuovamente di 28 anni. Il più giovane, Shapovalov, ne ha 18 e il più anziano, Federer, 36.
  • del Potro-Thiem è la rivincita dell’ottavo dello scorso anno

Alla luce di questo confronto possiamo ragionevolmente dire che “via i gatti ballano i ratti?”. Qualcuno potrebbe dire di sì, dal momento che tre dei quattro semifinalisti della scorsa edizione quest’anno non hanno partecipato. Qualcun altro, al contrario, potrebbe sostenere che, data la condizione di forma che i tre soggetti hanno palesato negli ultimi tempi, qui a New York non sarebbero andati da nessuna parte e che, anzi, furono fortunati a non incontrare Federer lo scorso anno. Probabilmente, però, siamo tutti d’accordo nell’affermare che a Paolo Lorenzi che nel cuor ci sta, non sia dispiaciuto incontrare Travaglia al posto di Murray al terzo turno. E il primo ad affermarlo, conoscendone l’arguzia e lo spirito, sarebbe proprio Paolo.

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