US Open: Federer finalmente facile, Nadal rimonta ancora una volta

NEW YORK - Roger Federer, per la prima volta autoritario, elimina in tre Lopez. Rafa recupera un set di svantaggio a Mayer e chiude in quattro. Non il miglior Nadal

US Open: Federer finalmente facile, Nadal rimonta ancora una volta

[3] R. Federer b. [31] F. Lopez 6-3 6-3 7-5 (da New York, il nostro inviato Ferruccio Roberti)

 

Missione compiuta per Roger Federer, che accede agli ottavi nel miglior modo possibile: convincendo (chiude l’incontro mettendo a segno 32 colpi vincenti a fronte di 16 errori gratuiti) e impiegando il minor tempo possibile (1 0ra e 46 minuti). Lopez non aveva le caretteristiche tecniche per impensierilo e in questo terzo turno lo spagnolo non si è prodotto in una buona prova, ma neanche Youzhny avrebbe dovuto impensierire il campione svizzero: buone indicazioni possono trarre i tanti tifosi dello svizzero, apparso capace di muoversi bene in campo e di ingranare le marce del suo tennis quando necessario.

Le lunghe partite che sull’Arthur Ashe avevano visto nel programma diurno le sofferte vittorie della tennista di casa Coco Vandeweghe e dei numero 1 al mondo Rafael Nadal e Karolina Pliskova ​avevano costretto il rinvio di oltre due ore e mezza della sessione serale, che si apriva con la sfida tra il numero 3 ATP Roger Federer e Feliciano Lopez, 36 ATP. Il disagio non era vstato dei tennisti, più che abituati a queste situazioni, ma dei 20000 spettatori paganti che, con la forte pioggia battente che stava cadendo su New York, avevano dovuto aspettare tantissimo tempo per stare comodamente al riparo. Poco male: è bastato loro vedere entrare in campo il vincitore di 19 Slam e ogni disagio è stato dimenticato, tramuntandosi in un boato d’entusiasmo, secondo forse solo a quello dedicato a, quando è stata inquadrata dalla regia, un’illustrissima coppia dello star system presente nella tribuna vip, quella composta da Justin Timberlake e Jessica Biel.

Per uno strano scherzo del destino, Roger dopo aver sfidato il numero 17 (aveva vinto tutti i 16 precedenti contro Youzhny), giocava contro Feliciano per la tredicesima volta (27-4 il bilancio dei set) avendo vinto i dodici precendenti incontri. Più che la scaramanzia, però, Roger doveva avere a che fare con lo scarso allenamento a cui era stato costretto dopo il mal di schiena che lo aveva colto a Montreal, situazione non certo ideale prima di un ​torneo tanto impegnativo come un ​Major. Non aiutava ​lo svizzero ​nemmeno la stanchezza dovuta all’aver affrontato, per la prima volta in carriera, due partite al quinto set nei due turni inaugurali. Neanche Feliciano, seppur autore in questi US Open 2017 di due belle vittorie in 4 set su Kuznetsov e Verdasco, veniva da una estate con buoni risultati: non era sulla carta un avversario particolarmente insidioso, anche considerando i suddetti precedenti.

La storia del match tra questi due classe 81 veterani del circuito, si dipana in modo molto veloce sin dal primo set, nel quale chi risponde non riesce a fare mai piu di un quindici, se non in due giochi. La prima volta accade nel sesto game ed è decisiva: Roger si issa a 0-40, le prime due palle break Feliciano le annulla con bravura, ma sulla terza lo spagnolo mette in corridoio la volee, perdendo dopo 16 minuti per la prima volta il servizio. Roger arriva a una nuova palla break nell’ottavo gioco, ma chiude in quello successivo: con un ace​, ​dopo appena 25 minuti​,​ il primo set è del numero 3 al mondo, 6-3, che sul suo servizio sino a quel momento ha perso solo 2 punti.
Il​ loro​ tipo di gioco, ​tendente ad accorciare gli scambi appena possibile, assieme ad un servizio che è molto efficace​ per entrambi​, rende veloce l’evolversi anche del secondo set. Tuttavia in questo parziale lo svizzero serve appena il 39% di prime in campo e quest​a circostanza​ permette a Lopez di entrare in partita nei giochi di risposta: il tennista nato a Toledo conquista 4 palle break tra il quarto e l’ottavo gioco, ma non è in grado di convertirle. Roger invece è centrato e non si lascia sfuggire la prima occasione per brekkare Lopez nel settimo gioco. Dopo appena 59 minuti di partita, un rovescio di Lopez che finisce in corridoio regala il secondo break nel set e, soprattutto​,​ il doppio set di vantaggio a Federer, 6-3 6-3 per lui.

Feliciano ormai gioca anche nei game di risposta, ma contestualmente aumentano anche le sue difficoltà nel conservare il servizio. Nel secondo gioco del terzo set riesce ad annullare una pericolosa palla break, ma nel quarto​ game​, dopo averne ​neutralizzate altre due, sulla terza commette un esiziale doppio fallo che sembra consegnare definitivamente le sorti dell’incontro a Roger. Lo deve pensare anche Federer, il quale, sul 3-2 e servizio, gioca un pessimo gioco, concedendo il primo break dell’intero match a Lopez. Ma la partita non è mai realmente in discussione: sul 5-6, Feliciano serve per portare il set al tie-break, ma si incarta nuovamente, dando la vittoria a Roger, felicissimo di chiudere così in fretta la pratica.​ Ora agli ottavi lo attende ​il tedesco ​Philip Kohlshreiber,​ 37 ATP, già affrontato e battuto, cedendo tre soli set, nelle dieci occasioni (tre sul cemento) nelle quali si sono affrontati.

[1] R. Nadal b. [LL] L. Mayer 6-7(3) 6-3 6-1 6-4 (da New York, il nostro inviato Ferruccio Roberti)

Continua a non convincere appieno Rafael Nadal, autore dell’ennesima partenza lenta di questi suoi US Open 2017. Lo spagnolo, che aveva dovuto rimontare sia con Lajovic, che​ soprattutto​​ con Daniel, anche contro Leonardo Mayer – molto positiva la prova dell’argentino nelle prime due ore di gioco – ha brillato più per la feroce e ammirevole voglia di vincere che per la profondità dei​ suoi​ colpi​. ​​Contro il 28enne ucraino Alexandr Dolgopolov, 64 ATP, ​con il quale ha vinto 6 delle 8 volte che hanno giocato (e 4 su 5 sul cemento) ​però, si alzerà ancora l’asticella della difficoltà dell’avversario e occorrerà un Rafa migliore​ di quello visto sin qui​. Stasera al campionissimo maiorchino è bastato infilare, da metà del secondo set, un filotto di 11 giochi a 1 per indirizzare un incontro che si era messo male dopo aver dovuto annullare due palle per non finire sotto di un set e di un break.

Eppure, quando al terzo turno di un torneo del Grande Slam si affrontano il numero 1 del mondo e un lucky loser (giocatore ripescato dopo aver perso nelle quali) non vi dovrebbero essere minimamente dubbi sull’esito dell’incontro. In questo caso specifico, però, Rafael Nadal, arrivato a New York con risultati deludenti sul cemento nordamericano nei Masters 1000 a Montreal e Cincinnati, era reduce da due partite non molto convincenti contro Dusan Lajovic, 85 ATP, andato a servire per il primo set e, soprattutto, era sembrato non al meglio nel secondo turno contro Taro Daniel, 121, che contro il maiorchino si era trovato avanti di un set e un break. Leonardo Mayer, 59 ATP​ ​(ma 21 due anni fa) non era certo la classica vittima sacrificale:a fine luglio – provenendo dalle quali – aveva vinto l’ATP 500 di Amburgo e per arrivare a sfidare lo spagnolo aveva sconfitto due ottimi giocatori come Richard Gasquet, e Yuichi Sugita, 44 ATP. Tuttavia,​ ​i precedenti davano abbastanza sicurezza a Nadal, vincitore tutte e ​tre​ le volte (una sola sul cemento) che aveva giocato contro Mayer, senza ​tra l’altro ​perdere nemmeno un set.

Si gioca col tetto dell’Arthur Ashe nuovamente chiuso a causa della pioggia imminente annunciata – tra l’altro anche per l’intera giornata di domani- e non è una buona notizia per il 10 volte campione del Roland Garros, lamentatosi martedì scorso – dopo averci giocato ​durante il match ​contro Lajovic – delle condizioni di gioco che si creano quando si gioca indoor sul centrale di Flushing Meadows.

Il primo set vede entrambi i giocatori molto efficaci col servizio (chiuderanno col 77% punti vinti con la prima di servizio da parte di Nadal, 74% da Mayer) e diventa inevitabile il tie-break per decidere il vincitore: lo spagnolo vi arriva però senza essere mai dovuto ricorrere ai vantaggi per conservare i propri turni di battuta, l’argentino avendo dovuto salvare 6 palle break complessive. Nel gioco decisivo, sul 2 pari, un facile dritto a campo aperto affossato in rete dal maiorchino, indirizza le sorti del set a favore dell’ argentino, che tra ace e servizi vincenti mette in cassaforte il primo set dopo 63 minuti dall’inizio della partita.

Nel quarto gioco del secondo parziale, Nadal si trova a dover affrontare due delicatissime palle break, le prime concesse in 82 minuti di match: ne esce fuori molto bene, grazie all’aiuto del servizio,​ ​scatenando la gioia del pubblico,​ ​particolarmente caloroso con lui durante tutto l’incontro. Una volta scampato questo pericolo, la partita cambia completamente volto: nell’interminabile gioco successivo, durato 20 punti, Mayer salva 3 palle break, ma nulla può Leonardo quando torna a servire sul 3 pari​. Il​ 59° giocatore al mondo non converte due palle per conservare il servizio e, in un altro game fiume di 18 punti, finalmente Nadal capitalizza ​il quinto tentativo di break del gioco e quattordicesimo di tutta la prima ora e 57 minuti di partita. Nessuno può immaginarlo, ma in pratica il match finisce lì: dopo pochi minuti Nadal brekka nuovamente Mayer e chiude il set con il punteggio di 6-3.

Ormai il sudamericano appare svuotato di energie, consapevole di aver perso il suo treno per la vittoria: non regge più – come ​accaduto ​nelle prime due ore – col suo rovescio a una mano il dritto uncinato dello spagnolo. Il terzo set è dominato da Nadal, che strappa due volte il servizio a Mayer e concede solo 3 punti sul proprio servizio: finisce 6-1 in 27 minuti. ​L’argentino prova a cambiare l’inerzia che ha ormai preso l’incontro nel primo gioco del quarto, annullando due palle break, ma, sulla terza, un suo dritto lungo permette al nunero 1 del mondo di far suo il game. Rafa strappa nuovamente nel settimo gioco il servizio, poi, sul 5-2, si distrae e si fa brekkare, ma ormai la qualificazione agli ottavi è in cassaforte e arriva dopo 3 ore e 14 minuti di partita, quando Mayer spara lungo il suo dritto. Per Nadal, un potenzialmente pericoloso incrocio con Alexandr Dolgopolov agli ottavi, l’ucraino è sotto 6-2 negli scontri diretti, ma sta giocando molto bene.

Risultati:

[6] D. Thiem b. [30] A. Mannarino 7-5 6-3 6-4
[33] P. Kohlschreiber b. J. Millman 7-5 6-2 6-4
A. Dolgopolov b. V. Troicki 6-1 6-0 6-4
[24] J.M. del Potro b. [11] R. Bautista Agut 6-3 6-3 6-4
A. Rublev b. D. Dzumhur 6-4 6-4 5-7 6-4
[9] D. Goffin b. [18] G. Monfils 7-5 5-1 rit.
[1] R. Nadal b. [LL] L. Mayer 6-7(3) 6-3 6-1 6-4
[3] R. Federer b. [31] F. Lopez 6-3 6-3 7-5

del Potro e Dolgopolov sugli scudi. Avanti Thiem e Rublev

Pliskova si salva al terzo, out Ostapenko e Radwanska

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