ITF Futures: Piombino riscopre Oliver Golding

L’ex prodigio britannico torna sul circuito ITF dopo tre anni di stop e vince il future toscano sconfiggendo in finale Davide Galoppini

ITF Futures: Piombino riscopre Oliver Golding

Nella 12ª edizione del torneo ITF Città di Piombino, future con montepremi da 15.000$, trionfa Oliver Golding, autore di una settimana da incorniciare durante la quale non ha perso neanche un set.

Una storia davvero interessante quella del 24enne di Richmond che era arrivato a Piombino senza ranking dopo uno stop di tre anni a causa di una serie di problemi personali, dovuti alle pressioni e alle aspettative di un popolo intero – quello britannico – oltre che alle difficoltà ormai arcinote dei giocatori di seconda e terza fascia che fanno fatica a mantenersi con i soli prize money dei tornei future. La poca voglia di viaggiare, la difficoltà a trovare spazi e strutture adatte per allenarsi a Londra e soprattutto un figlio di appena un anno, lo avevano spinto a smettere con il professionismo per dedicarsi all’insegnamento insieme alla madre, già maestra. Tutto questo dopo aver vinto lo US Open Junior in singolo, il Bonfiglio e le Olimpiadi giovanili in doppio e aver raggiunto la posizione numero 2 della classifica under 18 e in seguito la numero 327 a livello ATP.

 

Poi a un tratto la decisione di tornare al tennis giocato, qualche settimana di allenamento a Cannes, in Francia insieme ad altri giovani in divenire e via in Bielorussia per un 15.000$. Supera le qualificazioni ma perde al primo turno; le due settimane successive rimane in Bielorussia, ma non entra neanche nelle qualificazioni, dopodiché vola in Italia, destinazione Piombino. Qui riesce a entrare e prima batte Mattia Rossi e dopo Jesse Ross lasciando a entrambi solo quattro giochi. Il destino beffardo vuole che il suo avversario nel primo turno del tabellone principale sia la testa di serie numero 1 Yaraslav Shyla, lo stesso con cui aveva giocato il suo ultimo match prima dei tre anni di stop. Golding lo batte in due set e diventa immediatamente la star del torneo. Al secondo turno poi non ha problemi con Antonio Zucca, mentre ai quarti batte Riccardo Ghedin con cui rischia di perdere il secondo set: si salva con un passante incrociato di rovescio in corsa che lo rimette in carreggiata nel tie-break fino a quel momento nelle mani del più esperto Ghedin.

Da questo momento in poi il britannico passa da essere la sorpresa del torneo a “uomo da battere”. In semifinale si trova davanti Igor Smilansky, israeliano dotato di un servizio molto efficace sui campi veloci dell’Associazione Tennistica Piombinese. Niente però può fermare lo strapotere del britannico che di colpo si ritrova in finale. Dall’altra parte della rete c’è Davide Galoppini, nato e cresciuto nella vicina Livorno sotto la guida dello zio Claudio, attuale coach di Paolo Lorenzi. Davide è cresciuto molto sia tecnicamente che mentalmente. Lo dimostra il modo in cui interpreta l’incontro: nella serata ventosa piombinese, il 23enne  numero 708 ATP, lavora bene la palla cercando la diagonale di rovescio con traiettorie sopra il fianco che non permettono al britannico di liberare il suo diritto alla del Potro. Il primo set giunge al tie-break dopo un set point annullato da Golding sul 4-5; Galoppini sembra leggermente più fresco e più in fiducia, ma sin dal primo punto il londinese cambia marcia e lascia andare il braccio senza timori portando a casa un set che sembrava pendere dalla parte del suo avversario. Nel secondo Galoppini lotta ma fa più fatica a tenere i suoi turni di servizio e sotto 3-4 concede il break: finisce 7-6(3) 6-3.

Golding alza le mani al cielo e poi si inginocchia, commosso e stremato. Non può credere a quanto sia appena successo: sette incontri vinti in otto giorni senza concedere un set dopo tre anni senza competizioni. La strada ora è in salita e le pressioni aumenteranno di nuovo, ma ora può affrontarle con la maturità giusta riprendendo da dove aveva lasciato.

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