US Open: speedy Pliskova. Gioia USA con Keys e Vandeweghe

Bastano 48 minuti a Karolina per dominare la povera Brady. Ai quarti troverà Coco. Svitolina (battuta da Keys) saluta la corsa al n.1. Kanepi supera Kasatkina

US Open: speedy Pliskova. Gioia USA con Keys e Vandeweghe

[1] K. Pliskova b. J. Brady 6-1 6-0 (Tommaso Voto)

Finalmente un pomeriggio tranquillo per la n.1 del seeding  Pliskova, che annienta l’americana Brady con i suoi fendenti piatti e potenti ed approda ai quarti di finale degli US Open, dove attende la vincente della sfida tra Vandeweghe e Safarova. È stato un assolo  quello della tennista di Louny, tuttavia le perplessità sul suo stato di forma restano, anche perché il test Brady è stato decisamente poco probante. Il 4-0 iniziale é già un macigno per Jennifer, che manca di esperienza e di tecnica per reggere le bordate della sua avversaria, che, pur con qualche svarione, tiene il servizio ed annulla le opportunità di controbreak. Chiuso il primo parziale con un rotondo 6-1, le difficoltà della ragazza di Harrisburg sono continuate, soprattutto perché c’è  scoramento e un’evidente confusione tattica. Tutto scorre rapidamente, la ceca va subito avanti nel punteggio anche nel secondo set e l’incontro si spegne del tutto. Anche l’Arthur Ashe non riesce a motivare la tennista di casa che mestamente stringe la mano alla ceca e si avvia negli spogliatoi.

 

Questi US Open per Brady restano comunque positivi, infatti oltre al quarto turno da lunedì entrerà nella top 70 (probabilmente intorno alla 65esima posizione). Un best ranking che certifica i passi avanti già visti in Australia. Discorso diverso per Karolina, che supera il turno agevolmente ma non è ancora chiaro il suo potenziale effettivo. Contro avversarie più solide servirà attenzione, mobilità e convinzione, elementi, che per ora, latitano nel gioco della ceca. Questa vittoria è importante per il morale della Pliskova e per la sua corsa al n.1 del ranking, che si sta trasformando in un thriller estivo decisamente interessante. È ormai una gara ad eliminazione diretta, in cui alcune candidate al trono cadono sotto i colpi di ex-vincitrici slam, (Halep che perde da Sharapova e Muguruza da Kvitova), altre arrancano tra condizione fisica deficitaria (Kerber) e limiti tecnici evidenti (Wozniacki). È stata la sconfitta della spagnola, sorpresa dalle saette di una rediviva Petra, a rimescolare nuovamente le carte, in quanto Muguruza resta in testa alla race, ma può essere superata da Pliskova, in caso di finale, e da Svitolina se arriva in semi. L’eventuale semifinale tra Karolina ed Elina decreterebbe sia la finalista che la nuova regina del tennis, ma è chiaro che il “feticcio” n.1 sia importante, soprattutto dal punto di vista mediatico, ma è il titolo slam il vero obiettivo per Pliskova.

[20] C. Vandeweghe b. L. Safarova 6-4 7-6(2) (Antonio Ortu)

Vince senza brillare Coco Vandeweghe. Batte in due set Safarova guadagnandosi i quarti di finale a New York, tra il suo pubblico, per la prima volta in carriera. Quarto di finale numero quattro per lei in totale negli Slam, dove la attende la numero uno del mondo Karolina Pliskova. Da sottolineare il fatto che a Flushing Meadows non aveva mai passato il secondo turno. Coco, t.d.s. 20, trova così la seconda vittoria su Safarova in cinque confronti, entrambe centrate negli Slam. Per Lucie a fine match c’è qualche rimpianto per non aver concretizzato tre palle break nel primo e un break di vantaggio nel secondo. Era la terza giocatrice ceca nel quarto turno dello US Open, il che non accadeva da 26 anni. Mentre gli Stati Uniti ne vantavano cinque agli ottavi, dopo 14 anni.

Vandeweghe vince i primi sei punti dell’incontro, ma la giocatrice ceca utilizza il suo buon servizio per entrare in partita. In due game piuttosto mal giocati da parte di Coco, il terzo e il quinto, Lucie si guadagna palla break, ma non riesce a iniziare lo scambio e viene costretta all’errore dalla potenza della numero 20 del seeding. Safarova trova qualche difficoltà a ribattere il servizio dell’avversaria: nonostante quest’ultima metta in campo una prima su due, anche la sua seconda dà molto fastidio alla ceca. Vandeweghe non è da meno, oggi non del tutto a suo agio nella sua terza partita di fila sul centrale di Flushing Meadows. Ancora imprecisa nel suo turno, è costretta ad annullare una terza palla break sul 4-4, la più pericolosa, raccogliendo un’altra risposta sbagliata di Safarova. Perso il game chiave, Lucie accusa il colpo, serve poche prime e commette tre errori che le costano il primo set. 6-4 per Coco, cinica.

La finalista al Roland Garros 2015, che poteva fare meglio nella prima frazione, inizia il secondo abbastanza bene, pur commettendo degli errori nei turni di risposta che avrebbero messo pressione su Vandeweghe. Sotto 2-1 con tre vincenti si porta 40-0, ma concede da lì una delicata palla break, senza che la giocatrice di New York abbia fatto granché. La prima di servizio arriva provvidenziale: 2-2. Dopo essersi salvata, Safarova trova un meritato break, il primo del match per lei. Però Coco reagisce immediatamente e fa pagare cara la poca incisività della seconda di servizio a Lucie, trovando il controbreak. Vinto con attenzione il settimo game ai vantaggi, Vandeweghe si ritrova anche a due punti della vittoria, ma la mancina ceca, seppur titubante, si tira fuori dai guai e approda al tie-break. Sul 3-2, Safarova è costretta all’errore a rete e non vincerà più un punto da lì in poi. Con un ace, l’allieva di Pat Cash vince la partita in due set tirati dopo 1 ora e 40. Ora la attende una sfida intrigante, che infiammerà il pubblico statunitense, contro Karolina Pliskova. I precedenti dicono due vittorie per parte, l’ultima di Karolina sull’erba di Stoccarda, ma Vandeweghe (tra l’altro sicura di best ranking lunedì prossimo e speranzosa di diventare la numero uno USA) ha vinto a Wimbledon l’unico meeting negli Slam.

[Q] K. Kanepi b. D. Kasatkina 6-4 6-4 (Roberto Ferri)

La “ammazza Ostapenko” Daria Kasatkina (n. 38 WTA, 20 anni) oggi era chiamata alla prova di maturità negli ottavi di finale dello US Open contro l’estone Kaia Kanepi (n. 418, 32 anni), ultima superstite delle giocatrici giunte dalle qualificazioni e l’ha fallita nettamente, sia tatticamente sia tecnicamente. Non inganni comunque il ranking infimo di Kanepi: l’estone giunse al numero 15 del mondo nel 2012 prima che dolorosi e seri problemi alle piante dei piedi la costringessero a un lungo periodo di inattività.

La russa in avvio mostra la malizia di una veterana quando sceglie di mandare al servizio la lettone dopo aver vinto il sorteggio. Kanepi, infatti, ancora fredda perde subito la battuta e riesce a riportarsi in parità solo dopo quattro game grazie ad una tattica molto aggressiva favorita da un atteggiamento passivo di Kasatkina. Le potentissime sbracciate di diritto di Kanepi avranno deliziato il suo ex compagno di allenamento Gerd Kanter, discobolo di chiara fama e suscitato l’invidia di del Potro, ma la nativa di Togliatti (un po’ di Italia anche per noi) le si offre con la condiscendenza di un agnello sacrificale, senza neppure abbozzare un tentativo di difesa che vada oltre la speranza di qualche errore gratuito. Che la gigantessa lettone per la verità commette, ma ampiamente compensato da un’infinità di vincenti. Il primo parziale termina con due game all’incontrario, ovvero vinti a zero dalla giocatrice in risposta. Che la WTA debba riflettere sulla possibilità di introdurre qualche regola a protezione della giocatrice al servizio?

Con discutibile scelta tattica Kasatkina anche nel secondo set continua, per ragioni chiare solo a lei, a consentire a Kanepi di sparare il suo diritto giocandolo da ferma, pur dopo aver usato con successo qualche slice lungolinea a inizio del parziale. Ottiene quindi di farsi togliere subito il servizio e di trovarsi 1-4 in pochi minuti. Settimo game oggetto di fiera contesa tra le due ostrogote; in un tripudio di diritti vincenti, errori tattici e orrori tecnici durato circa dieci minuti e 26 punti, la giovinetta russa si riporta vanamente in teorica parità, poiché subito dopo riconsegna il servizio a Kanepi che, forse commossa da tanta generosità, glielo rende prontamente sul 5-3!

Ma non è giornata di gloria per l’under 21. Sospinta dall’ennesimo diritto lettone contro i teloni di fondocampo, Kasatkina mette fuori un passante di rovescio e consegna a Kanepi i quarti di finale degli US open, ai quali approda sette anni dopo la prima volta. Saranno la Svitolina oppure la Keys a provare a sbarrarle il passo verso la semifinale. Ma già così la sua avventura ha il sapore di una fiaba.

 

[15] M. Keys b. [4] E. Svitolina 7-6(2) 1-6 6-4 (Michele Trabace)

Con un coraggio immenso e con la bolgia dell’Arthur Ashe Madison Keys supera in 3 set Elina Svitolina. La ragazza americana, allenata da Lindsay Davenport, si libera dalle sue paure proprio nel momento topico del match, ribaltando l’esito dell’incontro che pareva stesse andando a favore dell’ucraina. Invece è Keys a irrompere nei quarti di finale degli US Open per la prima volta in carriera e forse può essere il momento della verità per la sua stagione. Finisce qui la corsa al primo posto del ranking mondiale per la numero 4 del seeding, capace come mai nessuno prima di vincere tre titoli premier five nel corso della stagione (DubaiRoma e Toronto), ma che oggi nel momento decisivo si è fatta travolgere. Prima di questo appassionante scontro tra le due c’era un solo precedente, disputato a New Haven nel 2015 e vinto da Keys.

Parte forte dai blocchi la recente vincitrice del torneo di Stanford che va avanti subito 3 a 0, Svitolina si riassesta e trova il contro-break, portandosi sul 2 a 3. La statunitense strappa nuovamente il servizio alla sua avversaria, la quale per la seconda volta riequilibria le sorti di questo set, andando sul 4 pari. Madison rischia di vedersi sorpassata quando nel nono game si salva da 15-40, Svitolina non ne approfitta e si arriva al tie-break per decidere l’esito di questa prima frazione: Keys è magistrale nel portarsi sul 5 a 0 grazie in successione ad una spettacolare stop volley di rovescio, un diritto vincente lungolinea ed un rovescio altrettanto vincente e ancora lungolinea, indirizzando cosi il tie-break, vinto poi per 7 punti a 2 al secondo set point utile con un rovescio che si stampa sul nastro da parte di Svitolina. La reazione della nativa di Odessa è veemente, con un parziale di 5 giochi consecutivi vola rapidamente sul 5 a 0, chiudendo poco dopo 6-1 il secondo set con una volée di rovescio. Si va al terzo e decisivo set.

La contesa ora si fa serrata, nei primi turni di servizio entrambe sono costrette ad annullare diverse palle break (2 Keys e 3 Svitolina) per mantenere il proprio turno di battuta. La prima ad allungare è Elina, la quale ottiene un prezioso break nel quinto game e riesce a difenderlo, seppur a fatica, allungando sul 4 a 2. Keys sembra poter cedere, ma nel momento di massima difficoltà, torna in partita lasciando andare tutti i colpi e ribaltando la situazione sul 5 a 4 in suo favore. Svitolina avverte tutta la pressione, l’americana esalta i suoi connazionali con un altro game disputato in maniera aggressiva e al primo match point, con un rovescio lungolinea vincente, può esplodere dopo due ore di gioco la gioia liberatoria di Keys accompagnata da tutti gli spettatori dell’Arthur Ashe. È dunque lei a qualificarsi per i quarti di finale dove troverà Kanepi, con la quale nell’unico precedente ha perso nel 2015 a Madrid.

Risultati:

[1] Ka. Pliskova b. J. Brady 6-1 6-0
[20] C. Vandeweghe vs L. Safarova 6-4 7-6(2)
[Q] K. Kanepi b. D. Kasatkina 6-4 6-4
[15] M. Keys b. [4] E. Svitolina 7-6(2) 1-6 6-4

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