US Open: lo stile non è un gioco

Nell'edizione 2017 degli US Open gli outfit sfoggiati dai tennisti non sempre sono all'altezza dello spettacolo sportivo offerto dagli stessi. Tranne qualche magnifica eccezione come Sascha Zverev e Maria Sharapova

US Open: lo stile non è un gioco

Riccardo Tisci ci aveva illuso. Il completo Nike da lui disegnato per Maria Sharapova era, come Mary Poppins, “praticamente perfetto sotto ogni aspetto”. Tuttavia in questa edizione degli US Open per il famoso marchio sportivo, in quanto a stile, le buone notizie finiscono qui. Infatti le mise indossate da colleghe e colleghi della tennista siberiana non passeranno certo alla storia della moda sportiva per originalità ed eleganza. Nemmeno il sole di New York riesce nel difficile compito di illuminare l’accozzaglia di colori spenti su sfondo grigio pensati per i match diurni; così la fantasia melange sui toni del nero, riservata agli incontri serali, va a confondersi con il paesaggio una volta che le ombre si allungano sui campi di Flushing Meadows. Il colpo d’occhio, soprattutto per i telespettatori, risulta essere quasi fastidioso quando due rappresentanti della Nike incrociano le loro racchette poiché i giocatori sembrano essere pressoché identici.

 

Dal grigiore della folla si distinguono per diritto acquisito Roger Federer e Rafael Nadal. Lo svizzero, che con una racchetta tra le mani risulterebbe elegante perfino con indosso un pigiama di flanella, riesce quindi a far dimenticare il terribile completo bianco e rosso sorbetto in perfetto stile Wawrinka. Grazie al cielo (e agli organizzatori) i suoi incontri si sono svolti sempre, tranne in un’occasione, in notturna e gli hanno permesso così di sfoggiare un outfit più sobrio. Rafael Nadal dal canto suo esibisce la consueta irruenza esaltata dal contrasto cromatico tra il fucsia della maglia e il candore dei pantalocini. A onor di cronaca il tocco di originalità per i due fuoriclasse è dato dalle scarpe.

Federer infatti sfoggia una piccola Statua della Libertà sovrastata dal numero 5, ovvero le volte in cui ha conquistato la Grande Mela. Nadal invece riporta i numeri 10 e 13, in dolce ricordo delle due annate in cui ha raggiunto la vittoria sul cemento del Queens. Alla luce di quanto accaduto nella notte di New York solamente Rafa avrà la possibilità di provare ad aggiornare il motivo che decora le sue scarpe.

Conseguenza di quanto fin qui detto è che la sfida a distanza tra i due marchi sportivi più importanti è stata vinta dalla collezione vintage Game Set Love lanciata per lo slam a stelle e strisce da Adidas. I completi variopinti (forse un po’ troppo) ricordano, non solo un quadro di Mondrian, ma anche lo stile dei ruggenti anni ’70. A tal proposito a far commuovere i nostalgici ci ha pensato Sasha Zverev presentandosi al via di questo, per lui breve, torneo indossando un completo Adidas che ricordava un Bjorn Borg d’annata.

In evidente contrasto invece Lotto ha voluto dimostrarsi al passo con la moda di questa lunga estate  decorando con fenicotteri rosa il vestitino indossato dalle sue tenniste di punta. Il risultato è stato a dir poco sensazionale. Su tutte Agnieszka Radwanska: la maga, di fucsia vestita, ha incarnato alla perfezione lo stile trendy 2017.

Il lavoro e lo sforzo di creativi e stilisti prima di uno slam o di un importante evento sportivo non è da sottovalutare. Certo poi ci sono giocatori e gesti sportivi che oscurano tutto il contorno perché in fin dei conti Oscar Wilde non si sbagliava quando diceva: “O si è un’opera d’arte o la si indossa”. E qualche opera d’arte in movimento non è rara da vedere tra i campi da tennis di Flushing Meadows.

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