Vandeweghe: “Pat Cash? Con me ha i poteri di uno Jedi”

US Open, CoCo dopo la vittoria con la n.1 del mondo Pliskova: "Cash mi ha trasmesso maggiore intensità e tenacia in campo. Federer o Nadal? Preferisco Roger"

Vandeweghe: “Pat Cash? Con me ha i poteri di uno Jedi”
CoCo Vandeweghe - US Open 2017 (@RDOPhoto)

La conferenza stampa post match di Coco Vandeweghe che, con lo score di 7-6 6-4, sorprende la n. 1 del mondo Karolina Pliskova e accede per la seconda volta in carriera – e nell’anno – ad una semifinale slam. Ora aspetta la vincente tra Madison Keys e Kaia Kanepi. Performance solida e dirompente di Coco che mette fine, almeno per ora, alla leadership della Pliskova. Da lunedì infatti la nuova regina della classifica mondiale sarà Garbiñe Muguruza, la 24esima n. 1 del mondo da quando è stato creato il ranking, la seconda spagnola dopo Arantxa Sanchez.

Nel corso degli anni in questo torneo hai provato spesso un senso di frustrazione. Ma adesso eccoti in semifinale. Cosa è cambiato?
Sono una persona alquanto positiva quindi non faccio troppo caso alle cose negative della mia vita. Tento di andare avanti nel migliore dei modi, ho sempre visto il bicchiere mezzo pieno. Guardo sempre il lato positivo e si può imparare anche dalle vittorie.

 

Ci saranno sicuramente tre – e potenzialmente quattro – americane in semifinale (alla fine saranno quattro, ndt). E tra queste c’è Venus. Da americana, cosa significa per te giocare qui allo US Open?
Come ho detto in campo, le generazioni più giovani ammiravano Lindsay, Jennifer, e Serena e Venus. Tutte noi desideravamo essere qui, a questo livello. Per quanto mi riguarda, è davvero bello avere una semifinale tutta americana, perché ci sarà certamente un’americana in finale. Ma penso che per voi sarà molto più eccitante scrivere se ci saranno due semifinali tutte americane.

Dopo il match, sei andata a parlare con Pat Cash. Cosa ha saputo trasmetterti negli ultimi mesi? Cosa ti dà in più?
Credo che la cosa più significativa sia quella di cercare sempre maggiore intensità e tenacia in campo, oltre a tentare di avere sempre maggiore concentrazione in campo.

Hai giocato con Madison un paio di volte quest’anno. Sono stati match difficili sul duro. Se Madison sarà la tua prossima avversaria, da cosa dipenderà l’esito del match?
Penso dipenderà soprattutto da me. Perché Madison è una giocatrice che può prendere il controllo dei punti e degli scambi. Dovrò fare come con Pliskova oggi e con Lucie l’altro giorno. Ma la stessa cosa vale per Kanepi. È una grande giocatrice. È un’ex Top 20, ho giocato contro di lei e, quando ero più giovane, mi ha spazzata via dal campo perché gioca alla grande.

Com’è il tuo rapporto con Madison Keys?
È buono. Abbiamo disputato alcune Fed Cup insieme e abbiamo trascorso del tempo insieme fuori dal campo. Abbiamo un buon rapporto.

Hai detto che Pat ti sta aiutando ad aumentare la tua intensità. Potresti dirci qualcosa in più? Come funziona? Sembri essere molto più calma ora in campo…
Dovete chiederlo a lui. Davvero non lo so. È un po’ come se avesse il potere mentale di uno Jedi. Non so come faccia.

Eri molto concentrata oggi. Pensi che la solidità sia stata il tuo asso nella manica oggi?
Sì e no. Penso ci siano stati momenti in cui sono stata molto solida nei punti importanti, così come sono riuscita a metterla in difficoltà nei suoi turni di servizio. Avendo un servizio potente, so che dà fastidio quando l’avversaria riesce sempre a rispondere e a rimandarti la palla. Penso che lei abbia sentito la pressione per questo ed ero concentrata nel farle colpire sempre una palla in più. Credo che questo sia stato la chiave, più della solidità.

Negli ultimi dieci anni il mondo del tennis si è diviso in due. Sei piuttosto “Federeriana” o “Nadaliana”?
Forse non dovrei dirlo, ma sono “Federeriana”.

Perché?
Soprattutto per il suo modo di giocare. Perché ha un gioco più aggressivo. Mentre Nadal, soprattutto nella fase iniziale della sua carriera, era come un rullo compressore. Un po’ come accadeva con Agassi e Sampras. Mi piaceva di più Sampras anche se Agassi era un giocatore incredibile. Ma il mio gioco si è basato maggiormente su quello di Sampras, soprattutto il servizio. Così penso di aver seguito di più Sampras che Agassi. Ecco, forse avrò detto una sciocchezza adesso…

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