US Open, statistiche finale: Keys, tanta fatica per nulla

Keys corre, corre e fa tre game. Stephens corre uguale e ne fa dodici. Sloane vince in tutte le statistiche ma in una viene stracciata da Madison

US Open, statistiche finale: Keys, tanta fatica per nulla

Il commento di Ubaldo in inglese con Steve Flink

 

Tanta fatica per nulla. Potrebbe riassumersi così la partita giocata e persa da Madison Keys contro la sua cara ma spietata amica Sloane Stephens.

Le statistiche della finale, infatti, ci dicono che Keys ha complessivamente percorso 1.130 metri per raccogliere tre piccoli game mentre Stephens, correndo appena cinque metri in più, ne ha vinti 12. Davvero una significativa ottimizzazione dello spazio da parte della vincitrice. Keys non ha sicuramente giocato il suo miglior tennis, ma Stephens ha disputato un dream-match.

Le statistiche seguenti lo confermano:

In rosso sono evidenziati i dati più deficitari della prestazione di Keys. Sorprendente la bassa percentuale di punti che la vice-campionessa è riuscita ad ottenere con il servizio nonostante l’ottima percentuale di prime in campo. E la sua prima non è esattamente quella di Errani…

Possiamo appena immaginare la sua sorpresa quando le verrà detto che Stephens ha risposto all’80% delle sue prime battute (non quelle che si sono scambiate durante la divertentissima cerimonia di premiazione). Meno inusuale per lei l’altissimo numero di errori non forzati, giunti principalmente nei turni di risposta a fronte dei quali ha realizzato 18 vincenti. Keys è giocatrice ancora poco duttile sul piano tattico e, quindi, o le va tutto bene oppure tutto male. Bianco o nero. Il grigio non è contemplato. “Giunone” Davenport ha ancora molto da insegnarle sul piano tattico.

Numeri armoniosi e ben bilanciati quelli che narrano la partita della neo-campionessa. Vincenti in numero adeguato ma senza strafare e pochissimi errori non forzati. Segno certo di sapienza strategica. Della risposta in stato di grazia abbiamo indirettamente parlato sopra quando ci siamo soffermati sul servizio di Keys. Tre volèe vincenti su altrettanti tentativi, tutte nel secondo parziale. Segnaliamo per importanza quella di diritto con la quale ha annullato un break point nel quinto game del secondo set.

Nadal e Federer non sono solo primo e secondo nella classifica ATP quest’anno, bensì, non per caso, anche nella percentuale di punti vinti con la seconda di servizio, rispettivamente il 61 e il 60. Eccellente, quindi, anche sotto questo profilo la performance di Stephens che ne ha vinti il 64 per cento.

Almeno in una statistica, però, Keys ha stracciato la sua rivale questa sera: la finale le ha infatti fruttato 608.333 dollari e qualche cent per game conquistato, contro i 308.333 dollari e spiccioli di Stephens. Sono soddisfazioni.

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