US Open, junior: vince Anisimova. Incredibile Gauff, in finale a soli 13 anni!

NEW YORK - Senza storia la conclusione della gara femminile junior. Amanda Anisimova è di un'altra categoria. Ma Cori Gauff, nata nel 2004, ha stupito tutti

US Open, junior: vince Anisimova. Incredibile Gauff, in finale a soli 13 anni!

(dal nostro inviato a New York)

Ci perdonerà la vincitrice, la promettente statunitense di 16 anni Amanda Anisimova, ma l’mmagine di copretina del pezzo doveva essere della sua avversaria, la connazionale Cori Gauff. Due giovanissime a stelle e strisce anche nella finale junior, che bel futuro per il tennis femminile USA. Amanda è già entrata nelle top200 WTA, ha vinto un titolo ITF a Sacramento, ha esordito in un tabellone principale Slam quest’anno (Roland Garros, sconfitta 6-4 al terzo da Kurumi Nara), insomma, sembra davvero di passaggio tra le junior, già pronta per i primi passi tra le “grandi”. Il 6-0 6-2 con cui ha incamerato il titolo dello US Open oggi era scontato, le dedichiamo l’immagine qui sotto.

 

Molto meno scontato, invece, è vedere una ragazzina di colore, letteralmente poco più che bambina, di appena 13 anni, in una finale Slam under-18. Cori “Coco” Gauff, nata e cresciuta in Florida, è figlia di un ottimo giocatore di basket a livello universitario (suo padre Corey era playmaker per Georgia Tech), e di un’atleta di talento (la madre Candi è stata 5 volte campionessa studentesca di eptathlon della Florida, e successivamente una stella nella squadra di atletica dell’università di Florida State). La genetica, insomma, è di assoluta qualità. Grande ammiratrice di Serena Williams, che ha già incontrato diverse volte, Cori ha vinto l’Orange Bowl a 12 anni (come Steffi Graf, Monica Seles e Jennifer Capriati), è stata ad allenarsi nell’accademia di Patrick Mouratoglou, e ha rappresentato gli Stati Uniti nelle competizioni internazionali a squadre per categoria di età. La USTA crede molto in lei, e per quello che ho potuto vedere qui a Flushing Meadows, ne ha ben donde.

Cori ha un bel fisico nonostante sia ancora, ovviamente, in fase di sviluppo. Secondo il padre “potrebbe arrivare vicina all’1.80″, che per il tennis femminile è un’altezza ideale, per avere sia leve lunghe che coordinazione e rapidità negli spostamenti. Dal punto di vista tecnico, il servizio è ancora non troppo continuo, ma con ottime potenzialità, il dritto viaggia ma deve ancora appesantirsi, il rovescio è il colpo migliore, molto ben portato attraverso la palla.

Per quanto riguarda invece l’atletismo, la velocità, e l’elasticità articolare, per me potremmo essere di fronte a un vero piccolo fenomeno. Dinoccolata nel modo di camminare (alla Venus Williams), quando deve scattare in avanti o di lato, si trasforma in un gatto, passi rapidissimi, scivolate, mezze spaccate sia frontali che saggitali. Roba da Gael Monfils, per capirci. Oggi, contro un’avversaria a tutti gli effetti già di livello professionistico WTA, non poteva fare molto, ma la seguiremo con grande interesse, anche perchè ha un atteggiamento in campo tranquillo, determinato, educato, niente urla o pugnetti vari a meno che non sia stato un punto vermente importante. Brava Coco, continua così.

 

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