Petra Kvitova dona una Clubhouse al circolo della sua infanzia

Gli interni sono dominati dal verde e dal viola, colori simbolo del Major che l'ha resa celebre in tutto il mondo. "Sono orgogliosa di restituire qualcosa al club che mi ha cresciuta"

Petra Kvitova dona una Clubhouse al circolo della sua infanzia

Petra Kvitova siede da anni nella cerchia delle giocatrici più forti del mondo. Ha vissuto momenti epici, superato attimi terribili e, sebbene per il momento non abbia forse soddisfatto le aspettative createsi dopo il trionfo a Wimbledon ottenuto ad appena ventuno anni, è una stella del circuito WTA. In carriera, oltre alle edizioni 2011 e 2014 dei Championships, ha messo in bacheca altri diciotto titoli, ma, a differenza di quanto capitato a svariate, illustre colleghe, la sua adolescenza non è stata programmata in funzione di un avvenire nel tennis professionistico. A 16 anni, età in cui molte delle sue attuali avversarie erano già state sradicate dai rispettivi luoghi d’infanzia e spedite alle migliori accademie sparse nel mondo, Petra si allenava nel minuscolo club di Fulnek, piccolo centro popolato da 6000 anime in un angolo orientale della Moravia, a pochi chilometri dal confine polacco.

Come ha tenuto più volte a precisare, Kvitova si cambiava in un bugigattolo in legno senza bagni e, soprattutto, non aveva uno sparring partner. “Mi allenavo con i miei due fratelli e i miei genitori. Avevo quasi diciassette anni, e il pensiero di diventare una giocatrice professionista non mi sfiorava nemmeno“. La storia ha preso in seguito una piega allora imprevedibile e ormai nota a tutti, ma l’ex numero 2 del mondo non ha dimenticato lo spogliatoio in legno della cittadina in cui un tempo il padre serviva da vice sindaco, e ha voluto in qualche modo sdebitarsi con il club che le ha permesso di muovere i primi passi nel mondo della racchetta.

 

Di ritorno da New York, dove ha concluso ai quarti di finale la sua avventura all’Open degli Stati Uniti, Petra ha partecipato all’inaugurazione della nuovissima Clubhouse che la campionessa ceca ha regalato al circolo della sua adolescenza. “Quei campi avranno sempre un posto speciale nel mio cuore, quindi sono felice di poter aiutare in qualche modo il luogo che mi ha consentito di conoscere il mondo del tennis“, ha dichiarato Kvitova. “Tornare a Fulnek e ritrovare tutti insieme gli amici e la mia famiglia è stato fantastico, e spero che i soci del club troveranno utile il mio piccolo contributo“.

Battezzata in suo onore, la “Tenisovy Areál Petry Kvitove” esibisce arredi dominati dal verde e dal viola, per un evidente richiamo ai colori simbolo di Wimbledon, il Major che l’ha consacrata. Petra ha lasciato Fulnek, se non con il cuore almeno fisicamente, ormai da molti anni, ma il circolo della cittadina continua ad essere un affare di famiglia: il padre Jiri si diletta tutt’ora a giocare su quei campi, mentre il fratello maggiore Libor riveste il ruolo di capo allenatore e manager del club.

L’iniziativa rappresenta l’ennesimo esempio della grande solidarietà sempre mostrata dalla tennista ceca, recentemente premiata insieme a Juan Marin del Potro con l’USTA Sportmanship Award proprio per le sue qualità umane e sportive.

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