Janko Tipsarevic chiude il suo 2017

Finisce un'altra stagione, anche se con meno clamore rispetto al connazionale Djokovic. Tipsarevic tornerà il prossimo anno a causa di un problema al tendine del ginocchio destro

Janko Tipsarevic chiude il suo 2017
Janko Tipsarevic - Buenos Aires 2017 (foto © Argentina Open/Sergio Llamera)

Non è stata di certo una stagione memorabile, quella del tennis serbo. Dopo Nole Djokovic, anche Janko Tipsarevic, attuale numero 68 ATP, ha annunciato qualche giorno fa sui suoi profili social che non sarà in grado di competere nell’ultima parte di stagione. Un problema al tendine del ginocchio destro lo perseguita già da quattro mesi, ha detto Janko, e preferisce saltare gli ultimi tornei dell’anno per tornare nel 2018. Il serbo, nel periodo recente, si è ripreso la top 100 con una rimonta superlativa, dopo che negli ultimi anni una serie di guai fisici ne hanno spesso frenato il tentativo di riguadagnarsi un posto dignitoso in classifica.

Nel maggio 2014 subisce un primo intervento chirurgico alla fascia plantare, seguito da un secondo, più delicato, a settembre per rimuovere un tumore benigno al tallone sinistro. Saltata l’intera stagione, l’ex numero 8 del mondo sembra in procinto di tornare sui campi per il nuovo anno, a Chennai, ma una polmonite acuta non gli consente di rimettersi in gioco prima di Miami, in cui gioca in doppio con Djokovic, nel suo primo match ufficiale in diciassette mesi.

 

Come avesse addosso un anatema, Janko deve tornare in sala operatoria a ottobre, per un problema al ginocchio destro. Il 2016 gli permette di sorridere di nuovo. Ritorna in campo ad aprile nel challenger di Ostrava e vince un torneo dopo tre anni (da 413 del mondo a Qingdao). Proprio partendo dai challenger ricostruisce il suo ranking. Ne vince quattro in apertura di 2017, perdendo appena due set. Tipsarevic diventa così autore di una scalata esemplare in classifica, essendo capace di recuperare 457 posizioni in appena dodici mesi.

A 33 anni, probabilmente il buon Janko l’anno prossimo non troverà di nuovo quella spinta che l’ha portato in top 10, e magari non raggiungerà neanche la top 30, come invece si augura. Ma la sua forza di volontà, che gli ha permesso di tornare nel Tour maggiore, dopo che gli infortuni lo hanno martoriato per anni, è di certo invidiabile.

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