Laver Cup: Kyrgios/Sock tengono a galla il team World, bene Zverev

PRAGA - Primo punto in doppio per il Resto del Mondo. Sascha tiene a bada il canadese e lancia ulteriormente l'Europa. Sfida già compromessa?

Laver Cup: Kyrgios/Sock tengono a galla il team World, bene Zverev

da Praga, il nostro inviato

EUROPA-MONDO 3-1

 

A. Zverev (Europa) b. D. Shapovalov (Mondo) 7-6(3) 7-6(5)

Il colpo d’occhio della O2 Arena è suggestivo anche per la sessione serale della prima giornata di Laver Cup. Il pubblico di Praga accoglie con un boato i capitani delle due squadre, John McEnroe e Bjorn Borg, e applaude i due giovani leoni che si contenderanno il terzo punto in palio: Alexander Zverev e Denis Shapovalov. Con il passato in panchina, il futuro in campo e un pubblico rumoroso come quello di New York, Zverev si procura due palle-break nel terzo gioco ma se le vede annullare dal biondo canadese che è qui al posto del connazionale Raonic. Sempre a braccia conserte, SuperMac al cambio di campo si coccola il campioncino in cui forse rivede – e non solo in quanto mancino come lui – qualche stilla del suo innato talento mentre a Borg basta uno sguardo per intendersi con Zverev. Al rientro in campo sul 3-2 Shapovalov, le luci rendono visibile ciò che il buio aveva nascosto: Federer ha raggiunto i compagni nell’angolo europeo. Qualcuno se n’è accorto subito, tutti gli altri interrompono Zverev al servizio quando finalmente il maxi-schermo inquadra King Roger. Il tedesco non si distrae, pareggia e mette ansia a Denis nel game successivo ma il biondo mantiene la calma e tiene la testa della corsa fino al 5-4, quando ci pensano i suoi compagni a scaldare ulteriormente l’ambiente invocando la “ola” con Kyrgios (e chi se non lui?) gran cerimoniere.

Shapovalov mostra di apprezzare l’iniziativa e si procura un set-point nel decimo gioco esaltandosi in una veronica mancina e approfittando di un errore di Zverev ma Sasha è di granito, resiste a due accelerazioni del canadese e archivia lo spavento: 5-5. A suon di servizi vincenti Zverev si rifugia nel tie-break (il quinto si cinque set giocati ma vi garantiamo che non fa parte del regolamento della Laver Cup) e qui approfitta subito del doppio fallo di Shapovalov per portarsi rapidamente sul 3-0. Il tedesco cambia 5-1 mentre dagli spalti una tifosa richiama l’attenzione di Nadal, concentrato sul doppio che disputerà insieme a Berdych al termine di questo incontro. Zverev accumula cinque set-point (6-1) e sfrutta il terzo con un servizio vincente: 7-3 ed Europa sempre più vicina al 3-0.

Delusi dall’esito del set d’apertura, i “mondiali” abbandonano in blocco il loro angolo e lasciano a rappresentarli solo la riserva Kokkinakis e l’invisibile Querrey. Di nuovo, come nei match del pomeriggio, sono state poche palle a decidere la contesa. Shapovalov cerca di usare gli angoli ma il suo tallone d’Achille è sempre la risposta, dalla quale ricava ben poco. Ad ogni punto perso, Zverev guarda verso Borg come se non si capacitasse ma il capitano è una sfinge, tanto per cambiare. Nonostante un fuori campo nel secondo punto (15-15), Sasha tiene la testa della corsa (3-2) e stavolta la regia ha il criterio di inquadrare Federer nel cambio di campo, così che l’ovazione copre solo la musica e non interrompe il gioco. Shapovalov tiene il sesto gioco ai vantaggi ma adesso nei turni di battuta del tedesco non si gioca più e il 4-3 arriva in un baleno. Durante la sosta accendini accesi per “Rocket Man” di Elton John che esce dagli altoparlanti dell’Arena mentre la regia inquadra Laver seduto in tribuna. Al rientro Zverev è una furia e Shapovalov limita i danni andandosi a prendere un paio di punti a rete ma sul 30-40 c’è la prima, timida contestazione di questa Laver Cup: la prima vincente di Shapovalov viene chiamata out dal linesman ma il giudice di sedia corregge e il falco richiesto da Zverev conferma che la palla è buona. I due mancini vorrebbero il punto e Sasha sta per spostarsi ma invece viene rigiocato il punto che Denis conquista con una straordinaria accelerazione. Il canadese annulla tre palle-break, pareggia ma di nuovo non ha il tempo per godersi la tranquillità che in un minuto l’europeo è avanti 5-4.

Chissà se sono state le parole che gli ha detto Federer nel cambio di campo o è solo un caso, sta di fatto che al rientro Zverev risponde alla grande e si porta 0-40. Sul primo match-point c’è un altro piccolo giallo perché il rovescio in allungo del tedesco finisce nei pressi della linea e Shapovalov la mette in rete proprio mentre arriva la chiamata out del giudice di linea. Il falco conferma che la palla era buona e il giudice di sedia vorrebbe chiuderla qui ma McEnroe gli ricorda l’episodio di poco fa e il Mondo ottiene di rigiocare il punto. Sembra uno scherzo ma Denis risale la corrente, annulla quattro match-point e si porta sul 5-5 mentre Zverev cade, scivola più volte e si innervosisce fino a trovarsi sotto 15-30. Shapovalov si divora la possibilità della palla-break con una volee maldestra a campo aperto e Sasha si salva. Sull’accelerazione che porta Denis al 40-30 Tiafoe si mette a ballare in salotto e un punto dopo è di nuovo tie-break, come da contratto. Irritato più del solito, Zverev affossa in rete il rovescio del mini-break (0-1) ma rimedia con un altro rovescio sulla riga (1-1). Shapovalov torna avanti sul 3-1 e il suo team deve aver fatto un voto collettivo perché ad ogni punto sono cinque flessioni. Zverev però non ci sta e si procura un quinto match-point, l’ultimo. Il tedesco mette a segno un ace e porta l’Europa sul 3-0 ma una volta di più abbiamo avuto la conferma di quanto sia crudele il tennis: il Mondo avrebbe meritato almeno un punto e invece, dopo ben sette tie-break, è già costretto a inseguire.

N. Kyrgios/J. Sock (Mondo) b. T. Berdych/R. Nadal (Europa) 6-3 6-7(7) 10-7

Ci pensano i giovani a evitare il cappotto: Nick Kyrgios, punta di diamante del Team World, sorretto dallo statunitense Jack Sock, respinge gli attacchi del duo Nadal/Berdych per portare al Resto del Mondo il primo punto della storia in Laver Cup. Ancora un suer tie-break a decidere la questione, stavolta non una novità dato il suo utilizzo da tempo nel doppio. L’australiano serve bene e spinge quando può da fondo, senza risparmiarsi in soluzioni di alto spettacolo. Sock fa il suo, ed è bravo a non farsi prendere dal panico dopo il veemente rientro degli avversari nel secondo set. Bene anche Nadal e Berdych, non certo doppisti abituali (per quanto Rafa abbia in bacheca l’oro olimpico 2016); di certo non c’era l’appeal di un eventuale team Nadal/Federer, che presumibilmente si vedrà nel prosieguo della manifestazione. Una boccata d’ossigeno per il team di McEnroe, che sarà chiamato a fare ben di più nei prossimi giorni, per evitare di farsi travolgere dai fenomeni europei.

Risultati:

M. Cilic (Europa) b. F. Tiafoe (Mondo) 7-6(3) 7-6(0)
D. Thiem (Europa) b. J. Isner (Mondo) 6-7(15) 7-6(2) 10-7
A. Zverev (Europa) b. D. Shapovalov (Mondo) 7-6(3) 7-6(5)
N. Kyrgios/J. Sock (Mondo) b. T. Berdych/R. Nadal (Europa) 6-3 6-7(7) 10-7

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