Zverev vince. Merito di “coach” Federer (Cocchi). Laver Cup, oltre 200 paesi ai piedi del super doppio Federer-Nadal (Mancuso)

Zverev vince. Merito di “coach” Federer (Cocchi). Laver Cup, oltre 200 paesi ai piedi del super doppio Federer-Nadal (Mancuso)

Zverev vince. Merito di “coach” Federer (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

C’è la rivalità della leggenda: Borg e McEnroe che siedono in panchina, c’è quella del presente con Nadal e Federer per la prima volta uniti in una stessa squadra. C’è quella del futuro, forse, tra Sascha Zverev e Denis Shapovalov, i due talenti più puri del circuito che ieri sera a Praga, nel terzo singolare di giornata della Laver Cup, hanno dato spettacolo. BATTAGLIA Non chiamatela esibizione perché i due rampolli ce la mettono tutta per misurarsi. Il tedesco, con già due Masters 1000 conquistati questa stagione, ha battuto il canadese mancino in due set, nemmeno a dirlo due tie break, come è accaduto negli altri singolari di giornata. Un match vero, con il 18enne dal mirabolante rovescio a una mano, che annulla quattro match point nel secondo set per portarsi al tie break. Li anche i 20 anni di Sascha possono sembrare tanti in confronto ai 18 di Denis che cede di esperienza e sul 5-5 commette doppio fallo mandando il tedesco campione di Roma a servire per il match. Naturalmente Zverev il giovane sfrutta l’occasione e con un ace chiude il discorso portando l’Europa sul 3-0 prima dell’ultimo match di giornata, il doppio tra Kyrgios e Sock contro Berdych e Nadal. ROGER COACH Il momento top di giornata però è in un cambio campo, con Roger Federer che, in piedi tra Sascha e Borg, dà due dritte al ragazzo da tutti battezzato come futuro numero uno: «Rispondi di più col rovescio — spiega il Magnifico al suo pupillo —, gioca profondo e lo metterai in difficoltà». Subito a Sascha non riesce di seguire il consiglio, e infatti viene «ripreso» dal maestro, ma appena riesce a mettere in pratica le linee guida di sua maestà, allora raccoglie punti preziosi. «L’atmosfera nel team è fantastica — ha commentato Sascha dopo la vittoria —, per me avere alle spalle tanti big che mi danno consigli è da brivido. E poi vincere per la squadra ha un sapore speciale». DOPPIO SHOW Spettacolo nello spettacolo vedere la panchina del «Mondo», con il duo australiano Kyrgios-Kokkinakis ad animare il tifo tra urla, said e flessioni per la gioia del pubblico della O2 di Praga e il fastidio di Shapovalov, deconcentrato dalle urla dei compagni. Tutt’altra atmosfera in casa Europa, con «papà» Federer a dispensare pacati consigli e il resto del team a godersi lo spettacolo in maniera composta, proprio corn Borg, il capitano, che non muove ciglio qualunque cosa accada in campo. «Ero piuttosto nervoso — dirà Bjorn —, quando sei in campo tu è tutto più facile, cost ti senti impotente». BUON INIZIO La mattinata era iniziata subito bene con Marin Cilic in apertura a portare il primo punto contro il giovanissimo Next Gen Frances Tiafoe, aggregato alla squadra dopo il forfait di Juan Martin Del Potro nel team Mondo. Dominic Thiem invece ha avuto la meglio su Isner, il bombardiere Usa che era partito bene conquistando il tie break del primo set, aggiudicato per 17 punti a 15, al settimo set-point ma dopo averne annullati 4 al suo avversario. Nel super tiebreak finale invece è stato l’austriaco a recuperare dal 4-0 iniziale. «E’ stato quasi come un normale match — ha detto Dominic — ma forse con un po’ più di pressione perché si gioca per la squadra, è una responsabilità». A chiudere il programma di giornata è stato il doppio con l’esordio in Laver Cup del numero uno al mondo Rafa Nadal in coppia col padrone di casa Thomas Berdych opposti ai ragazzi in rosso Jack Sock e Nick Kyrgios che portano il primo punto per il Resto del Mondo.

 

Laver Cup, oltre 200 paesi ai piedi del super doppio Nadal-Federer (Angelo Mancuso, Il Messaggero)

Laver Cup è cominciata, ma per vedere in campo la coppia più bella del mondo dovremo ancora attendere stasera o al massimo domani. Con tre doppi a corredo di nove singolari e con Federer e Nadal nella stessa squadra, l’attesa è tutta per i due fenomeni che per la prima volta giocheranno insieme in doppio. Bjorn Borg, capitano del team Europa, sa bene che lo vogliono i 17mila spettatori della O2 Arena di Praga strapiena e lo pretendono le emittenti degli oltre 200 paesi collegati (anche oggi diretta su SuperTennis dalle 13 e dalle 19). Sarebbe la sublimazione di una della rivalità più suggestive dello sport, che ha segnato il tennis degli ultimi 10 anni e oltre. Una perfetta contrapposizione di stili: destro contro mancino, classico contro moderno, discese a rete contro passanti. King Roger ha confermato che non vede l’ora di giocare accanto a Rafa, lo spagnolo ripete che sarebbe fantastico condividere il campo con Federer. Tutto all’insegna del “politically correct”, nello stile dei due campioni. IL SORPASSO In campo andranno 35 titoli dello Slam, 19 per lo svizzero, 16 per il maiorchino: nessuno come loro. Nei giorni scorsi lo zio e coach Toni Nadal ha detto che suo nipote può sorpassare lo storico avversario avendo dalla sua il vantaggio dell’età: 5 anni in meno non sono un dettaglio. Rafa è più prudente dello zio, ma fa capire che un pensierino al sorpasso lo fa: «Non so se giocherò fino a 36 anni, età in cui Roger ha vinto due Slam – ha sottolineato – sì, posso superarlo, ma è molto difficile. Un conto è dirlo, un altro riuscirci». MATCH VERI Europa contro Resto del Mondo, versione tennistica della Ryder Cup di golf, con ogni squadra composta da sei giocatori. Chi pensava a un’esibizione e metteva in dubbio il valore tecnico e agonistico del torneo è stato smentito. Prova ne sia il punteggio del successo dell’austriaco Thiem sullo statunitense Isner: 7-6 (15) 6-7 (2) 10-7 (al posto del terzo set si gioca un long tie break). E con due tie break il croato Cilic ha superato il Next Gen americano Tiafoe con il team Europa che conduce 2-0. Sfide vere, altroché.

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