Judy Murray non si ferma mai: vuole far rinascere il tennis in Scozia

Il progetto costerà 15 mln di sterline e prevede la costruzione di tre campi da tennis in un impianto polifunzionale. "Sono orgogliosa di poter mettere la mia esperienza al servizio di un progetto così nobile"

Judy Murray non si ferma mai: vuole far rinascere il tennis in Scozia

Judy Murray non si ferma mai. Non paga di aver messo al mondo due ragazzi capaci di assurgere alla prima posizione del tennis mondiale nelle rispettive discipline di competenza, di aver guidato il team britannico di Fed Cup e di essere, non ce ne voglia Johanna Konta (peraltro impegnata a risolvere il rompicapo di una complicata crisi) tutt’ora il volto femminile più noto quando si tratta della pallina di feltro nel Regno, la cinquantottenne madre di Andy Murray ha deciso di restituire qualcosa all’amata Scozia. Le condizioni del tennis nella patria natia sono migliorate rispetto ai tempi della sua adolescenza, quando, in assenza di strutture al coperto, Judy giocava a tennis solo nella bella stagione, ripiegando sul Badminton in inverno, ma molte zone sono ancora sprovviste di impianti adeguati e utili a garantire ai ragazzi che vi si approcciano la possibilità di praticare senza ostacoli lo sport della racchetta.

Dopo due anni di gestazione – le prime chiacchiere a riguardo si fecero nel 2015 – sembra sul punto di concretizzarsi un disegno molto ambizioso, che sta crescendo sotto al prezioso patrocinio di Judy. Secondo quanto si apprende scorrendo le pagine dell’Evening Express, il consiglio direttivo del Garioch Sports Centre con sede a Inverurie – cittadina di 11.000 anime collocata nella Scozia nord-orientale – presenterà nei prossimi giorni un ambiziosissimo progetto di rinnovamento al Council dell’Aberdeenshire; progetto che vede Judy nei panni di forza trainante e sponsor principale. Facendo leva sull’esperienza e sulla fama maturata negli anni e sulle conoscenze vantate nell’ambiente, lady Murray si propone di dare la spinta decisiva a un investimento da 15 milioni di sterline, che prevede la costruzione di tre campi da tennis indoor e di altre strutture funzionali alla pratica di calcio e rugby.

 

Ne ho sentito parlare per la prima volta nel 2015 e a quel punto era solo un’idea – ha dichiarato Judy – ma quello che mi veniva spiegato già mi interessava molto. Il tennis è la mia passione e non c’è un vero e proprio centro in tutto l’Aberdeenshire, dunque questa è una grande opportunità per cambiare lo stato delle cose. La fama del nostro sport è cresciuta molto in Scozia anche grazie ai successi di Andy e Jamie, e sono felice di poter dare il mio contributo a un’idea che, quando sarà realtà, faciliterà l’accesso al tennis di tanti ragazzini“.

Judy Murray non si limiterà a concedere che la propria immagine venga usata come passe-partout da sfoderare qualora dovessero sorgere ostacoli nei rapporti con gli enti amministrativi locali, ma in qualche modo sta già operando da consulente del consiglio direttivo: “Nella mia carriera ho avuto la fortuna di viaggiare in tutto il mondo e di vedere tanti centri simili a quello che ci proponiamo di costruire, quindi, mentre il piano si sviluppava, ho potuto dare consigli sulla scelta della superficie, sulla penetrazione della luce e sulla disposizione dei campi d’allenamento“. Grazie al lavoro portato avanti negli anni con “Tennis On The Road” – un programma che si propone di istruire genitori, insegnanti e studenti su come organizzare con pochi strumenti semplici e divertenti sessioni di allenamento, NdRJudy ha inoltre avuto modo di elargire all’organizzazione preziosi consigli sulla scelta dei coach oltre che sui sistemi di pratica quotidiana.

Naturalmente entusiasta della piega che le cose stanno prendendo è Graeme Hay, direttore del Garioch Sports Centre: “È un progetto eccitante e rivoluzionario per l’intera Scozia nord-orientale, per mille motivi. Il centro sarà basato sulle attività sportive, ma lavoreremo a stretto contatto con le organizzazioni sanitarie locali, con l’obiettivo di studiare delle opportunità per migliorare le condizioni di accesso allo sport soprattutto delle persone con problemi di mobilità o affette da disturbi cardiovascolari“. Tutto questo grazie al fondamentale aiuto di Judy Murray. Che, come già abbiamo avuto modo di scrivere, non si ferma mai.

 

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