Tutto quello che avreste voluto sapere sulle WTA Finals*

(*e che avreste chiesto a breve)

Tutto quello che avreste voluto sapere sulle WTA Finals*

Si premetta una cosa: trattare l’argomento delle graduatorie WTA a meno di un mese dalle Finals di Singapore, quando ogni punto scotta e vige il lecito dubbio su ogni calcolo perché la stessa WTA ha dimostrato di essere parecchio fallibile a riguardo, è esercizio pericoloso. Eminenze della statistica sono scivolate in questa impervia scalata e altre cadranno per colpe spesso altrui. L’acme si era raggiunta nel 2015 di cui parla l’articolo linkato: il WTA di Lussemburgo, destinato a rientrare nel computo dei tornei validi per la Race to Singapore, ne viene escluso a causa di un banale errore di programmazione. Con buona pace della povera Timea Bacsinszky (nona nella race) iscritta al torneo settimane prima e impossibilitata quindi a giocarsi le sue carte.

Saggiamente la WTA ha fatto in modo che i tornei di Lussemburgo (International) e Mosca (Premier), in programma nella settimana immediatamente pre-Finals, si concludessero al sabato per evitare sovrapposizioni scomode con la rassegna di Singapore. Ma i dubbi non si esauriscono. Proprio nel 2015 la WTA aveva annunciato ufficialmente la qualificazione di Angelique Kerber, con tanto di post di complimenti, salvo poi rettificare cancellando la notizia. La quaestio era legata a un cavillo del regolamento secondo cui la corsa è ufficialmente ristretta a sette giocatrici, mentre sull’ottavo posto vige la priorità della WTA di assegnare un’eventuale wild card a una giocatrice meritevole. In realtà questa possibilità non è mai stata esercitata dalla WTA, che non se l’è mai sentita di escludere una giocatrice qualificata per ranking in favore di un’altra.

 

La regola era stata introdotta per garantire la partecipazione di atlete che si fossero distinte particolarmente durante la stagione senza però riuscire a qualificarsi. Se consideriamo le ultime 20 edizioni (1997-2016) delle Finals, ben 14 volte (in totale 19 forfait) è stata assente almeno una delle vincitrici Slam stagionali. Di queste 19 defezioni ben 14 sono però arrivate a causa di infortuni occorsi a tenniste qualificate, mentre solo cinque giocatrici hanno effettivamente mancato la qualificazione pur avendo vinto uno Slam. È accaduto due volte a Clijsters (2009 e 2011, stagione però segnata da un infortunio), e una volta a Li Na (2014), Bartoli (2013) e appunto Serena nel 2005. La statunitense ha però saltato altre sei edizioni per infortunio. La prossima potrebbe essere Sloane Stephens, trionfatrice all’US Open 2017 e attualmente fuori dalla rosa delle qualificate.

RACE TO SINGAPORE: IL REGOLAMENTO

Cosa ne dobbiamo dedurre? Ufficialmente i calcoli andrebbero fatti su sette giocatrici, ufficiosamente ha più senso considerarne otto ed escludere un’ipotesi così remota. Innanzitutto facciamo un po’ di ordine sul regolamento sottostando al quale le giocatrici accumulano i punti per qualificarsi alle WTA Finals. I risultati utili alla Porsche Race to Singapore sono 16 divisi nel seguente modo:

  • 4 Slam
  • 4 Premier Mandatory
  • I 2 migliori risultati nei Premier 5
  • I “best 6” da selezionarsi tra gli altri tornei disputati

Ok, fermiamoci un attimo. Con questa tabella proviamo a mettere un po’ d’ordine. Abbiamo escluso solo gli International, vale a dire quei tornei che offrono 280 punti alla vincitrice e che per ovvi motivi le top 20 snobbano (tra l’altro non possono giocarne più di 3 all’anno).

Gli otto slot riservati a Slam e Mandatory sono fissi, e un forfait in uno di questi tornei comporta uno “zero” che viene conteggiato nel totale dei 16 e non è sostituibile da altri risultati. Questo però non avviene automaticamente. Nella fattispecie l’eccezione è il mancato “0” di Ostapenko (vedi tabella in basso): nella seconda metà del mese di marzo, quando abitualmente vengono rese note le entry list del Mutua Open di Madrid, la lettone non aveva accesso diretto al tabellone principale a causa di una classifica deficitaria. Non essendo il suo nome tra le 52 giocatrici con ingresso diretto, nessun obbligo di giocare il torneo può naturalmente essere ravvisato. Di conseguenza quello che sarebbe stato il primo dei risultati scartati (i 25 punti conquistati a Stoccarda) soppianta lo “0” in tabella.

La necessità di includere almeno due risultati ottenuti nei Premier 5 (i migliori, ovviamente) è una prerogativa delle tenniste che occupano la top 10, casistica specificata nella sezione XIV (4.b.) delle Rules WTA e che ovviamente investe in pieno le giocatrici in corsa per le Finals. Eventuali altri risultati di rilievo ottenuti nei Premier 5 possono essere inclusi tra i “best 6” che completano la tabella dei 16 risultati. Inseriti gli ultimi 6 migliori risultati, eventuali tornei eccedenti rimangono fuori dal conteggio.

Nonostante tutto tra le Top Ten c’è chi pur avendo presenziato a tutti i tornei obbligatori chiuderà comunque la stagione con uno “0”. Esiste infatti una “Player Commitment Formula” che costringe le prime dieci della stagione appena conclusa a disputare almeno quattro Premier 5 su cinque, alternando di anno in anno le presenze. E pazienza se a poche ore dal tuo match insorga un problemino al piede sinistro, come è successo a Johanna Konta, costretta per il secondo anno di fila a rinunciare, con un posto in tabellone già garantito, al Premier 5 di Dubai (che in realtà dodici mesi prima si era giocato a Doha). Dura lex, sed lex: chiedere a Caroline Wozniacki, che due anni or sono, dopo una brutta sconfitta a Toronto rimediata contro Belinda Bencic, se la prese con la WTA, rea di stringere un tantino più del dovuto il guinzaglio delle top ten a scapito della competizione.

Una breve precisazione: ci si qualifica per Singapore con 16 risultati, ma la partecipazione alla competizione di fine anno – lo stesso vale per l’Elite Trophy di Zhuhai – garantisce alle 19 (8+11+WC) che per classifica hanno ottenuto il pass, la possibilità di conteggiare i punti maturati a Singapore (o Zhuhai) come 17esimo risultato. Un vero e proprio bonus, senza necessità di scartare uno dei 16 già inclusi nel conteggio.

LA SITUAZIONE 2017 (AGGIORNATA A WUHAN)

Specificato questo, qual è la situazione attuale per la qualificazione alle WTA Finals 2017?

*nella riga di Ostapenko, la casella relativa a Madrid ospita il punteggio ottenuto a Stoccarda. Come spiegato in precedenza, l’assenza nel Mandatory viene sostituita dal primo risultato escluso

La prima a qualificarsi è stata Garbiñe Muguruza, e stando all’articolo pubblicato dal sito ufficiale della competizione hanno guadagnato matematicamente l’accesso anche Simona Halep, Karolina Pliskova, Elina Svitolina e Venus Williams. Circostanza quantomeno curiosa, perché consultando la Race aggiornata allo scorso lunedì sul sito della WTA prima di Venus Williams (4612 punti) figura Caroline Wozniacki (4620), che avrebbe effettuato il sorpasso con la vittoria a Tokyo. Va da sé che dando Venus per qualificata, dovrebbe a maggior ragione esserlo anche Wozniacki. Il piccolo equivoco nasce da un conteggio imperfetto dei punti di Caroline. La danese può contare al momento su 15 risultati, poiché il 16esimo arriverà (eventualmente) solo con i punti di Pechino, ultimo Mandatory stagionale. Come detto in caso di forfait a sostituire il suddetto torneo non entrerebbe un altro risultato, mentre i 4620 che vengono attualmente attribuiti a Wozniacki includono anche i 100 punti ottenuti a Charleston (che invece è il primo risultato escluso). Più correttamente Wozniacki ha attualmente 4520 punti nella Race ed è quindi ancora dietro a Venus, che invece risulta qualificata.

Si tratta ovviamente di una sottigliezza. Wozniacki infatti ha ben più di un piede alle Finals di Singapore. Considerando come target massimo realizzabile dalle sue inseguitrici 1750 punti (spiegheremo meglio nel paragrafo successivo), le uniche che potrebbero sopravanzarla sono Mladenovic (2846), Kuznetsova (2846) e Garcia SOLO nel caso in cui dovesse vincere il torneo di Wuhan (a Pechino partirebbe con 2795 punti). Bilanciando i punti in uscita di Garcia e Mladenovic però, emerge che Wozniacki – ammettendo l’ipotesi peggiore, ovvero che venga superata anche da Konta e Ostapenko e passi a occupare l’ultimo posto – può essere superata solo da Kuznetsova vincente in tutti i tornei che restano.

In ballo rimangono gli ultimi due posti, quelli attualmente occupati da Jelena Ostapenko (4120) e Johanna Konta (3655). La tennista lettone, eliminata in semifinale a Wuhan, con gli ultimi due risultati (ha vinto a Seoul) ha comunque fatto un grosso passo verso la qualificazione. Quest’ultima sterzata di Ostapenko lascia quindi a Konta l’onere di difendere l’unica piazza che sembra davvero attaccabile dalle avversarie.

Nessuna delle prime inseguitrici ha però sfruttato la ghiotta occasione di fare punti a Wuhan. Mladenovic, Kuznetsova, Stephens, Sevastova, Keys e Pavlyuchenkova hanno perso tutte al primo turno. L’unica ad uscire rinvigorita dal Premier 5 cinese è Caroline Garcia, che si è issata fino in finale irrompendo in 13esima posizione nella Race (2480 punti). Vincendo il torneo salirebbe a 2795, a -860 punti da Konta. A quel punto quali sarebbero le chance di accorciare ancora il distacco e quali i tornei in cui farlo? Diamo un occhiata al calendario delle prossime tre settimane.

COSA PUÒ ANCORA SUCCEDERE: I PROSSIMI TORNEI

Partiamo col chiarire che l’ammontare teorico di punti che una tennista può ottenere vincendo un torneo a settimana di qui a Singapore – il Mandatory di Pechino (1000), uno degli International di Tianjin/Linz/Hong Kong (280) e il Premier di Mosca (470) – è 1750. Il totale va ulteriormente decurtato di caso in caso, perché se gli eventuali 1000 punti di Pechino sarebbero netti per tutte, l’ingresso di uno (o due) risultat0/i comporterebbe l’uscita di uno (o due) risultato/i peggiori per le giocatrici che hanno già la rosa dei 16 tornei virtualmente compilata. Garcia e Pavlyuchenkova sono le più svantaggiate da questo punto di vista: incamerando due risultati superiori a 100 punti, ne perderebbero rispettivamente 195 e 200.

Mettendo da parte l’aritmetica, che a brevissimo premierà anche Wozniacki, si può con assoluta certezza affermare che, salvo forfait dell’ultim’ora, l’unica a rischiare il posto è Johanna Konta, che lo scorso anno si lasciò immortalare sul lungomare di Singapore con le altre sette mentre Svetlana Kuznetsova, a 8.000 km di distanza, le sfilava la qualificazione. Uno scenario replicabile, considerando Sveta l’unica davvero intenzionata a strappare un pass last-minute, come si evince anche dalla tabella con gli impegni delle giocatrici ancora in corsa nelle tre settimane che ci separano dall’inizio delle Finals.

P.S. poche ore fa Madison Keys si è cancellata dal Mandatory di Pechino per un problema al polso sinistro
P.P.S. a Hong Kong, Linz, Tianjin e Mosca ci sono ancora due paia di wild card destinate alle top 20 da aggiudicare

Il tabellone di Pechinogià sorteggiato – ci permette di fare delle considerazioni. Innanzitutto Johanna Konta è certa di chiudere il discorso qualificazione vincendo il torneo (salirebbe a 4655 punti). Nel caso in cui si fermasse in finale (4305 punti) eliminerebbe dalla contesa Kuznetsova e Stephens, che occupano la sua stessa metà di tabellone. Non sarebbe però al riparo dagli attacchi di Mladenovic, Garcia (sempre nel caso vinca Wuhan) e Vandeweghe, sistemate nella parte opposta. Battendo la britannica in finale e facendo bottino pieno nelle due settimane successive, le tre inseguitrici avrebbero la possibilità di superarla. Mentre Mladenovic ha però l’accesso assicurato a Linz e Mosca, Garcia avrebbe bisogno di una WC a Mosca e Vandeweghe addirittura di due WC. In definitiva la statunitense – assente anche a Wuhan – non sembra essere particolarmente interessata alla rincorsa.

WTA ELITE TROPHY

Come premio di consolazione per chi manca l’accesso a Singapore – ma vedremo che non è una consolazione delle più magre – c’è il WTA Elithe Trophy di Zhuhai, il cosiddetto “Masters B” che raccoglie le prime giocatrici escluse dalle Finals. La formula prevede la qualificazione di dodici giocatrici, formalmente con un criterio sovrapponibile a quello del torneo di Singapore: le prime undici per classifica (posizioni 9-19, al netto di defezioni) e l’ultima che può essere la dodicesima eleggibile per classifica o una wild card a discrezione degli organizzatori del torneo.

Si tratta di una competizione giovane, appena alla sua terza edizione che nasce sulle ceneri del vecchio Tournament of Champions che si è disputato per sei edizioni tra il 2009 e il 2014 (tre volte a Bali, tre volte a Sofia). Pur con regole completamente diverse, l’Elithe Trophy ha ereditato dal vecchio torneo l’abitudine di riservare a una giocatrice di casa l’ultimo posto disponibile: nel 2015 è stata Shuai Zhang, nel 2015 Saisai Zheng. Quest’anno sarà con ogni probabilità una tra Peng (attuale n.24 WTA) e Zhang (n.26), per quanto entrambe siano ancora in corsa per la qualificazione diretta.

Le dodici partecipanti vengono divise in quattro gironi da tre e si sfidano in match “di sola andata”. Le vincitrici dei quattro gruppi si incrociano poi in semifinale, e il mini-tabellone che ne deriva decreta la vincitrice.

Il torneo è obbligatorio per le tenniste che riescano a qualificarsi e prevede una penalità in caso di mancata partecipazione. Come si evince dalla tabella però, al di là degli emolumenti, i punti garantiti anche per la sola partecipazione costituiscono un’importante incentivo: in classifica i punti vanno a sommarsi a quelli già accumulati nella Race (come 17esimo torneo) senza necessità di scartare altri risultati, e possono diventare un “cuscinetto” fondamentale valido per i 12 mesi successivi. Petra Kvitova, vincendo l’ultima edizione, ha portato a casa la bellezza di 700 punti e 653.000$. Roberta Vinci, semplicemente portando la racchetta in campo per perdere i suoi due incontri di Round Robin, è stata ricompensata con 80 punti e 54.000$. Fanno 8 punti e 5400$ per ognuno dei dieci game vinti. Non male per una scampagnata di inizio novembre.

Gli incontri dell’edizione 2017 si svolgeranno dal 31 ottobre al 5 novembre presso l’Hengqin Tennis Center su cemento indoor. Il montepremi – in leggerissimo rialzo rispetto al 2016 – sarà di $2.280.935.

A cura di “Laureati con lode alla Sars Mars”

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