Sela, forfeit al tramonto: “C’è lo Yom Kippur” (Battaggia)

Sela, forfeit al tramonto: “C’è lo Yom Kippur” (Battaggia)

Sela, forfeit al tramonto: “C’è lo Yom Kippur” (Simone Battaggia, La Gazzetta dello Sport)

 

All’inizio tutti avevano pensato a un infortunio. Sul 3-6 6-4 0-1 dei quarti del torneo di Shenzhen, dopo che Alexandr Dolgopolov aveva mandato in rete il primo quindici del gioco, venerdì Dudi Sela si era avvicinato al giudice di sedia mostrando il polso destro. L’arbitro aveva subito chiamato il fisioterapista mentre l’israeliano, al suo angolo, iniziava già a sistemare la sacca e le racchette. Il fisioterapista, però, quel polso non l’avrebbe nemmeno sfiorato. Sela gli è andato incontro e ha iniziato a parlargli. Ha alzato il braccio, ma per indicare il cielo. Il sole era ormai tramontato, stava iniziando lo Yom Kippur, il giorno dell’espiazione. Per la religione ebraica, tra il crepuscolo e il comparire delle stelle nel giorno successivo non è ammessa alcuna attività che non sia di espiazione. E una partita di tennis, per quanto male possa andare, non rientra nella categoria delle espiazioni. Sabato, in Cina, il crepuscolo era previsto alle 18.12. Secondo il sito Vavel.com, Sela alla vigilia aveva richiesto l’anticipo della partita, la seconda del programma, ma gli organizzatori avrebbero rifiutato perché alle 14 volevano aprire con la sfida tra l’idolo di casa, il cinese Zhang Zhizhen, ed Henri Laaksonen. E quando quest’ultima partita è andata al terzo set – sarebbe durata 2 ore e 13 minuti —, Sela ha capito che il suo incontro sarebbe finito prima del crepuscolo solo se non si fosse andati oltre il secondo set. Dopo aver perso il primo, ha strappato il secondo convertendo una palla break, il tutto nel giro di un’ora e 13 minuti. Poi se ne è andato, otto minuti dopo l’inizio del terzo, rinunciando alla possibilità di disputare una semifinale che gli avrebbe fatto guadagnare 34mila euro. Dal torneo in Cina, comunque, Sela tornerà con 20mila euro e come n.69 del ranking, 8 posti più in alto della settimana scorsa. Sela non è il primo sportivo a sospendere il gioco o a rifiutarsi di scendere in campo durante lo Yom Kippur. Nel 1965 Sandy Koufax, lanciatore dei Los Angeles Dodgers, si rifiutò di partecipare a gara-1 delle World Series contro i Minnesota Twins. Rientrò in gara-2 e fu decisivo per la vittoria della serie a gara-7. Fu eletto Mvp e sportivo dell’anno da Sports Illustrated. Nel 2012 Boris Gelfand, il più forte scacchista israeliano, ottenne l’anticipo di un’ora della partita contro Shakhriyar Mamedyarov al Grand Prix di Londra. Notevoli anche i forfeit per motivi religiosi da parte di atleti cristiani. Jonathan Edwards, mito nel salto triplo — il suo 18.29 del 1995 resta primato del mondo —, non ha mai gareggiato di domenica; identica scelta per il rugbista Euan Murray, pilone della Scozia e dei lions negli anni Duemila.

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