Il poliziotto che arrestò James Blake ora lo denuncia

L'ex tennista USA, arrestato per uno scambio di persona nel 2015, viene citato per danni dal suo stesso aggressore. Una brutta storia che rischia di trasformarsi in una farsa

Il poliziotto che arrestò James Blake ora lo denuncia

“James contro James, numero di protocollo…”. Sembra di sentirlo, il cancelliere, aprire il dibattimento che vedrà contrapposto l’ex numero 4 James Blake a James Frascatore, l’agente che aveva energicamente ammanettato il celebre tennista, dopo averlo scambiato per un presunto truffatore. In un curioso rovesciamento delle parti in commedia, il poliziotto ha appena citato in giudizio l’ex atleta. Per danni morali e materiali. In sostanza, Frascatore ritiene di essere stato ingiustamente etichettato, stando alle dichiarazioni dei suoi legali, come “un pubblico ufficiale corrotto e fuori controllo” nel libro di Blake Ways of Grace. L’agente ne ha anche per il dipartimento di polizia di New York. Reo, a suo dire, di aver condiviso con i media materiale confidenziale sul provvedimento disciplinare avviato a suo carico, nell’ambito del quale pochi giorni fa Blake era stato chiamato a testimoniare. Ora si attende la replica dello sportivo. Che, secondo i suoi legali, sarà “improntata alla stessa dignità con cui ha affrontato l’arresto due anni fa”.

La questione, d’altronde, non poteva passare sotto silenzio. Per la sua valenza giornalistica, l’arresto sbagliato di una persona famosa. Per la lettura “razziale” che inevitabilmente ne è stata data. Nonostante lo stesso Blake abbia da subito tenuto a stigmatizzare più l’eccesso di violenza che non la sua presunta valenza discriminatoria. Il nocciolo è la sproporzione fra il pericolo rappresentato dal presunto malfattore e la violenza messa in atto per scongiurarlo. Che in altre circostanze ha avuto conseguenze gravi, persino letali. E poi c’è l’altro aspetto. La possibilità di difendersi nelle sedi competenti. Il personaggio noto, smaltito lo shock conseguente al fattaccio, si ritroverà uno stuolo di avvocati pronto a rappresentarlo. E un battage mediatico che si attiverà spontaneamente. L’uomo della strada, un percorso ben più accidentato.

 

Non è dato sapere quale sarà l’iter di questa disputa. Resta da sperare che un episodio come quello accaduto a Blake, non bello ma neanche tragico, non venga letto secondo la logica delle opposte fazioni, con l’odioso codazzo di colpi bassi fra uffici legali dalla carta bollata facile. Altrimenti, prima o poi una causa ci seppellirà.

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