Zverev: “Tornei troppo diversi”. Federer: “Altri due trofei quest’anno”

Sascha critico: "A Pechino campo lento e palle veloci, qui al contrario. Manca comunicazione". Federer a Shanghai per vincere: "Il n.1? Mai stato un obiettivo"

Zverev: “Tornei troppo diversi”. Federer: “Altri due trofei quest’anno”

dal nostro inviato a Shanghai

In quella Shanghai che ormai considera quasi “sua” dato che ci torna sempre volentieri da tanti anni, Roger Federer è il primo ad aprire la girandola delle interviste pre-torneo, qui in Cina meno dense che non in altri eventi data la mancanza di star locali e l’assenza di due delle stelle di prima grandezza come Djokovic e Murray.

 

Dopo essersi esibito con grande trasporto sul centrale sabato pomeriggio giocando e danzando con Topolino e Pluto, lo svizzero ha regalato un’altra piccola perla di “normalità” ai suoi fans prendendo la metropolitana per venire all’impianto invece di servirsi della transportation del torneo. O almeno questo è ciò che ha raccontato – in realtà, dalle immagini circolate in rete è sembrato che il treno su cui ha viaggiato Federer fosse il n. 13, che circola in zone abbastanza lontano dal Qizhong Forest Sports Center. “È stata una bella esperienza. Avrei voluto farlo a New York durante gli US Open, ma non ci sono mai riuscito. Questa volta invece l’iniziativa è andata in porto. Sono cresciuto sui mezzi pubblici in Svizzera, e li ho presi spesso anche quando ho iniziato a viaggiare, in Italia ed in altri paesi europei. Vorrei poterli prendere più spesso, con i bambini, però mi piace molto guidare l’auto, come faccio in quasi la metà dei tornei cui partecipo: in Australia, Indian Wells, Miami…”.

Un Federer decisamente ciarliero che ha confermato l’impressione avuta durante le prime sessioni di allenamento durante le quali era apparso fisicamente a posto e desideroso di giocare: “Mi sento recuperato dopo la stagione americana, sto meglio e mi sento pronto ad affrontare il resto della stagione”. Dopo l’infortunio in finale a Montreal, il conseguente forfait a Cincinnati ed il tribolato percorso fino ai quarti degli US Open, l’elvetico aveva lamentato la difficoltà di giocare in precarie condizioni di forma dovute allo stop imposto dal malessere alla schiena. “Ora ho recuperato e sono qui a Shanghai da venerdì: non ero mai arrivato così presto e voglio davvero provare a vincere questo torneo. Ogni stagione ho come obiettivo quello di arrivare qui nelle migliori condizioni possibili. Lo scorso anno quando dovetti rinunciare a tutta la seconda parte della stagione non sapevo se sarei riuscito a tornare a Shanghai, e sono contento per tutti i fans in questa parte del mondo che mi seguono sempre con grande affetto: sono qui quando arrivo all’aeroporto, in albergo, quando mi alleno, quando riparto. Sono felice di essere tornato”.

Almeno a parole Federer non sembra troppo contrariato dalla crescente distanza che lo separa dalla vetta della classifica: dopo le vittorie agli US Open ed al China Open di Pechino, Rafa Nadal è ora 2370 punti davanti a lui nella classifica ATP ed ha un vantaggio simile anche nella Race to London, che tiene conto soltanto dei risultati di questa stagione. “Naturalmente so che sarà molto difficile raggiungere il primato entro la fine dell’anno – ha detto lo svizzero – ma va bene così, il n.1 non è mai stato nei miei obiettivi stagionali, anche se ci sono arrivato molto vicino. Rafa ha disputato una stagione incredibile, ha giocato alla grande agli US Open, abbiamo giocato il doppio insieme alla Laver Cup ed è stata un’esperienza bellissima. So che è stato molto occupato dopo gli US Open e dopo la Laver Cup, e quindi è sorprendente che sia riuscito a venire in Asia ed a vincere subito un torneo difficile come Pechino. Onestamente pensavo avrebbe saltato Pechino o addirittura tutta la stagione asiatica, ma Rafa è un giocatore speciale. Sono molto contento di rivederlo domani sera, quando avremo una cena del Team Europe della Laver Cup”.

Il Federer-promoter continua a coltivare la sua creatura nata poche settimane fa con così tanto clamore, ma rimane ben focalizzato sui traguardi di breve periodo: “L’obiettivo in questo finale di stagione è quello di vincere almeno un paio di tornei. Anche se ovviamente sono già più che soddisfatto della stagione per come si è sviluppata finora, vorrei vincere un altro paio di titoli ed avvicinarmi un altro po’ alla pietra miliare delle 100 vittorie”.

Nonostante il programma prevedesse quattro interviste in relativa rapida successione, il conflitto d’impegni di Grigor Dimitrov, richiesto nel centro di Shanghai per una sessione fotografica, ed un’altra iniziativa promozionale di Rafael Nadal che lo hanno trascinato lontano da Qizhong appena dopo il suo allenamento, ha fatto sì che l’unico altro tennista a presentarsi ai giornalisti sia stato Alexander Zverev, seppur con oltre mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia. “Scusate – ha esordito Sasha – il mio allenamento si è prolungato e mi sono liberato solo ora”. Una rinfrescante novità.

Il programma post-US Open per il giovane tedesco è stato estremamente intenso, e le prossime settimane non saranno da meno: Laver Cup a Praga, un volo privato verso Shenzhen, poi la semifinale di Pechino, ora Shanghai, prima di tornare in Europa per la striscia Vienna-Bercy-Milano-Londra. “Mi sento riposato e pronto per il finale di stagione – ha dichiarato Zverev – l’eliminazione precoce dagli US Open mi ha consentito di riposarmi adeguatamente, dandomi la possibilità di lavorare dal punto di vista fisico, quasi come durante una off-season, e di godermi qualche giorno d’estate a Montecarlo. A questo punto della stagione parecchi giocatori sono stressati perché sentono di non aver avuto sufficiente tempo da passare con le loro famiglie, ma non è certamente il mio caso”.

Sasha non ha lesinato complimenti al torneo di Shanghai (“Si tratta probabilmente del secondo miglior torneo del circuito dopo Indian Wells”), ma non ha neppure risparmiato una tiratina d’orecchi al tour in relazione alle condizioni di gioco: “Il passaggio da Pechino a Shanghai è particolarmente duro, perché a Pechino si gioca su un campo abbastanza lento ma con le palle Head, che sono le più veloci in circolazione, mentre qui a Shanghai il campo è il più veloce dell’anno, ma le palle sono le Dunlop Fort che sono le più lente. Sarebbe auspicabile una maggiore comunicazione tra un torneo e l’altro per evitare che ogni volta ci sembri di arrivare su un altro pianeta e ci debba essere un processo di aggiustamento”.

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