ATP Shanghai: Dimitrov annulla tre match point. Fuori Thiem e Goffin

Praticamente fuori dal torneo (sotto 6-3 nel tie-break decisivo) Grigor tira fuori il coraggio e batte Harrison. Eliminati Thiem, Goffin e Anderson. Isner piega Tsitsipas

ATP Shanghai: Dimitrov annulla tre match point. Fuori Thiem e Goffin

Il programma di giornata

La pioggia sconvolge il programma a Shanghai. Sul centrale, l’unico campo dotato di copertura, saranno impegnati in successione Dimitrov, Zverev – e in sessione serale – Federer e Nadal. Dopo la rapida conclusione dell’incontro di Zverev, la sfida Goffin-Simon è stata spostata sul campo centrale. Tutti gli altri incontri sono stati spostati su campi secondari indoor.

 

[6] G. Dimitrov b. R. Harrison 3-6 6-3 7-6(6) (Tommaso Voto)

Sul centrale si chiude il tetto e va in scena una vera e propria battaglia tra il n.6 del seeding Dimitrov e lo statunitense Harrison. È stato un esordio complicato per il bulgaro Dimitrov, che è stato costretto ad annullare tre match-point consecutivi , ma alla fine ha piegato la resistenza di un arcigno Harrison. Ottavi conquistati e punti preziosi per rinforzare la sua posizione nella Race to London, dove attualmente è n.5 ed ha molte chance di centrare la qualificazione al Master di Londra.

Grigor ha un approccio lento al match, infatti soffre l’intraprendenza del suo avversario che va avanti 3-1 e non ha alcun problema nei suoi turni di battuta. L’americano ha nella combinazione servizio-dritto un elemento certamente importante, ma soffre sul rovescio e da fondo manca di varietà, tuttavia il bulgaro non riesce a scardinare l’impianto di gioco del suo avversario. Al quinto tentativo Ryan si prende il primo set e fa corsa di testa. Tuttavia il n.6 del seeding ha finalmente una reazione, ma dallo 0-40 non riesce a strappare la battuta al suo avversario (l’errore più grave è una volée alta sbagliata a campo aperto). Lo statunitense è pericoloso perché non arretra, continua ad attaccare e a verticalizzare il gioco. Con il passare dei minuti però Dimitrov inizia ad impattare meglio e con il rovescio varia di più. Il servizio di Harrison è meno incisivo, infatti c’è il break che consente al bulgaro di tornare in parità e di trascinare l’incontro al set decisivo. Harrison è sul punto di crollare, ormai è il top ten a decidere le sorti di ogni punto. Un doppio fallo (con lancio della racchetta incluso) consegna un altro break, in apertura di terzo, al 26enne di Haskovo. Dimitrov si distrae, tra un doppio fallo ed un drop-shot errato, perde il vantaggio appena conquistato e rimette in partita un avversario che psicologicamente si vedeva già sull’aereo. Harrison scappa sul 4-2, ma sotto pressione diventa impreciso ed arriva puntuale il controbreak della tds n.6 che, pur tentennando, pareggia i conti. Si va al tiebreak finale, in cui Dimitrov fa un vero e proprio miracolo, infatti sotto 6-3 riesce a vincere i punti importanti ed approfitta del braccio traballante del suo avversario. Questa stagione, che ha visto Grigor vincere il suo primo titolo “pesante” a Cincinnati, può rappresentare un momento cruciale nella sua carriera. Sarà però fondamentale trovare la giusta continuità e provare ad arricchire il suo arsenale tecnico-tattico, già molto ricco, in modo da diventare finalmente protagonista e vincente (anche) negli Slam.

[3] A. Zverev b. A. Bedene 4-0 rit. (Roberto Pepe)

Alle 10 italiane Alexander Zverev affronta nel suo 69° match del 2017 e nella rivincita dell’unico precedente (2° turno a Montpellier) lo sloveno di passaporto inglese, Aljaz Bedene, più anziano di 8 anni e classificato al n.48 del ranking ATP. Zverev è già qualificato sia per le ATP Finals di Londra che per Next Gen ATP Finals di Milano, Bedene invece deve la sua classifica alla vittoria di tre tornei challenger e alla finale persa con Lucas Pouille al torneo ATP 250 di Budapest.Il match vale il passaggio al terzo turno del M1000 cinese. Tuttavia mentre Bedene è uscito vincitore dal match del primo turno contro il nostro Paolino Lorenzi, Zverev si trova alla prima prova dei campi di gioco in quanto ha goduto del bye al primo turno. La difficoltà di affrontare un avversario più rodato doveva essere ancor più evidente in virtù delle mutate condizioni di gioco rispetto a precedente torneo di Pechino, che ha infatti indotto il giocatore tedesco a criticare gli organizzatori dei tornei asiatici. Purtroppo per gli spettatori (e per Bedene) il match non ha tuttavia storia in virtù delle precarie condizioni fisiche del giocatore sloveno e dell’evidente differenza di peso tecnico dei due giocatori. 3-0 in un amen, Zverev vince un game combattuto ai vantaggi e Bedene corre a stringere la mano all’avversario alla rete lamentando un problema fisico: il trauma sembra essere al ginocchio e alle 10.25 è già tutto finito. Zverev incassa il facile passaggio di turno e con soli 20 minuti di tennis giocato pensa già al terzo turno dove affronterà in un interessantissimo match l’argentino Juan Martin del Potro.

[12] J. Isner b. [Q] S. Tsitsipas 7-6(2) 7-6(9) (da Shanghai, Vanni Gibertini)

Quando si hanno a disposizione le risorse econmiche dello Shanghai Rolex Masters non si teme nemmeno la pioggia. E quindi nell’umidissimo pomeriggio di questo autunno cinese, con le previsioni per il resto della settimana fino al weekend molto incerte, gli organizzatori si sono inventati due campi indoor nella struttura coperta a fianco del Grandstand ed hanno spostato lì tutti i match dei campi laterali. Isner e Tsitsipas si sono affrontati proprio sul campo “Indoors 1” davanti a pochi intimi, perché sul centrale stava giocando Federer e sull’attiguo “Indoors 3” era impegnato il giocatore locale Di Wu contro Steve Johnson. Con un solo punto in più a “referto” è uscito vincitore dal match John Isner, che ha sfruttato al meglio la sua maggiore esperienza e l’attitudine a giocare i tie-break.

L’assenza di vento e freddo ed una superficie davvero rapida hanno aiutato i due protagonisti a dar vita ad una sfida di tennis classico, ovviamente riadattato ai tempi moderni. Isner non ha potuto far affidamento sui suoi servizi a rimbalzo alto, data la tendenza di questo cemento a far schizzare via la palla, e Tsitsipas ha trovato abbastanza in fretta una posizione ideale per non trovarsi in difficoltà alla ribatutta, soprattutto dalla parte del suo magnifico rovescio monomane. Una volta che si entra nello scambio il giovane greco ha sicuramente più gambe e più soluzioni, ma “Long John” ha dalla sua l’esperienza di tante sfide giocate sul filo di un punto o due, e nel primo set riesce a girare a suo favore un parziale nel quale è lui l’unico a dover affrontare una palla break, nel secondo game, annullata con una bella difesa a rete chiusa da una volée di diritto sulla riga di fondo. Isner sembra piuttosto in affanno soprattutto sulla prima di Tsitsipas, ma riesce ad ottenere due preziosi minibreak in apertura di tie-break con una bella risposta aggressiva ed un passante che costringe Tsitsipas a volleare in rete.

Per vedere altre due palle break bisogna aspettare fino al 4-4 nel secondo, quando Isner mette ancora una volta la marcia superiore e sfodera due prime assolutamente imprendibili. Il pubblico sugli spalti aumenta di numero dopo la fine del match sul campo Indoor 3 e quella di Federer sul Campo Centrale, e l’epilogo del secondo set è lo stesso del primo: tie-break. Stavolta però è Tsitsipas il primo ad andare avanti: 3-1 grazie ad un errore di rovescio di Isner, 4-2 con uno schema servizio-diritto. Ma il vantaggio dura poco: un diritto lungo restituisce il minibreak e permette a Isner di sorpassare sul 5-4. Il primo setpoint per il greco è annullato da una prima vincente, il matchpoint per John è cancellato da un rovescio lungolinea in recupero su palla corta. Sul secondo setpoint Tsitsipas inizia ad esultare quando un suo passante di rovescio lungolinea viene chiamato dentro dal giudice di linea ma corretto dall’arbitro. Il ragazzo si innervosisce, prova a mantenere la calma ed a concentrarsi sul gioco, ma la sua tensione sale quanto basta per fare la differenza: ha un terzo setpoint, questa volta sul suo servizio, ma Isner risponde ad una gran prima e poi viene a chiudere a rete con una deliziosa stop volley. Tsitsipas ha quacosa da dire sulla sua successiva prima chiamata fuori, finisce per perdere un altro servizio con un rovescio lungo, e Isner non perdona chiudendo il match dopo 1 ora e 45 di gioco.

G. Simon b. [8] D. Goffin 7-6(4) 6-3 (Alessandro Stella)

Nella loro terza sfida è stato – inaspettatamente – Gilles Simon a mettere la freccia. Il “derby dei magri” finisce nelle mani del francese, più indietro di 37 posizioni in classifica e soprattutto capace di vincere appena quattro incontri degli ultimi sedici disputati. Questo qui, il diciassettesimo, l’ha deciso anche la condizione fisica precaria di un Goffin reduce dal doppio sigillo di Shenzhen e Tokyo. Il belga ha evidentemente bisogno di riposo, e certo non l’ha aiutato trovarsi di fronte un giocatore che a dispetto di un momento di forma disastroso possiede nelle sue fibre la capacità di mettere in difficoltà qualsiasi avversario, se messo nelle giuste condizioni. Sfidare un top 10 malconcio sul campo centrale di un Masters 1000 è esattamente quello che serve al francese per ricordarsi di essere il meraviglioso “insetto” del circuito, uno di quelli che ronza attorno alle debolezze dell’avversario fino a trasformarle in voragini. Così è successo oggi. Tanti scambio allo specchio, gambe secche – più ancora quelle di Gilles – che zompettano nei pressi della linea di fondo e producono l’energia necessaria a scagliare colpi veloci, in diagonale finché uno dei due decide di affondare in lungolinea e quasi sempre porta a casa il punto. Ci è riuscito più volte Simon, autore anche di alcune pregevoli soluzioni – su tutte un paio di passantini di polso niente male – aiutate dalla scarsa verve difensiva del belga. Simon ha vinto il primo set “da ragioniere”, al tie-break, dopo un parziale in perfetto equilibrio, e si è aggiudicato il secondo conservando con attenzione un break conquistato nel primo game fino al primo match-point utile, trasformato sul servizio avversario. Il francese si guadagna così agli ottavi un derby tutt’altro che scontato con Gasquet, mentre Goffin tornerà in campo ad Anversa sperando che né Anderson né Querrey siano abbastanza abili qui a Shanghai da togliergli il settimo posto nella Race.

Risultati:

[6] G. Dimitrov b. R. Harrison 3-6 6-3 7-6(6)
[10] S. Querrey b. F. Tiafoe 6-3 7-6(7)
J-L. Struff b. [11] K. Anderson 7-6(5) 7-6(2)
[Q] A. Dolgopolov vs F. Lopez 7-6(4) 1-6 6-4
[3] A. Zverev b. A. Bedene 4-0 rit.
G. Simon b. [8] D. Goffin 7-6(4) 6-3
S. Johnson b. [WC] D. Wu 6-2 6-1
[1] R. Nadal b. J. Donaldson 6-2 6-1
[12] J. Isner b. [Q] S. Tsitsipas 7-6(2) 7-6(9)
[2] R. Federer b. D. Schwartzman 7-6(4) 6-4
V. Troicki b. [5] D. Thiem 3-6 6-3 7-6(5)

Federer buon rientro, Nadal vola ancora da Fognini

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