Guida alle WTA Finals: cambio di generazione

Venus Williams a parte, a Singapore sta per iniziare un'edizione del Masters femminile sinonimo di rinnovamento e ringiovanimento dei vertici WTA

Guida alle WTA Finals: cambio di generazione
Masters 2016 - Dominika Cibulkova e Angelique Kerber

– La internazionalità delle partecipanti
Ormai ci siamo così abituati alla completa internazionalizzazione del tennis femminile che quasi non ci facciamo più caso. Però penso che un dato comunque meriti di essere sottolineato: nelle ultime cinque edizioni del Masters, solo in una occasione una nazione ha avuto al via più di una giocatrice: la Repubblica Ceca nel 2015 con Kvitova e Safarova. Nel 2016 avrebbero potuto esserci due statunitensi (Serena e Keys), ma poi Williams aveva dato forfait, lasciando via libera a Kuznetsova.

Questo dato ci dice che al momento non esiste una nazione con un ruolo dominante al vertice del circuito; sono lontani i tempi in cui il tennis USA costituiva il riferimento per il tennis mondiale. Ma anche più recentemente ci sono state edizioni con un ventaglio di partecipazioni molto più ristretto rispetto a oggi. Nel 2008, ad esempio, ai primi otto posti c’erano giocatrici di solamente tre paesi: due americane (Serena e Venus Williams) due serbe (Jankovic e Ivanovic) e quattro russe (Safina, Dementieva, Kuznetsova e Zvonareva).

 

Va anche detto che forse le Finals 2017 non restituiscono un quadro completo della situazione del tennis statunitense. Gli Stati Uniti infatti sono presenti a Singapore con la più anziana top 100 del circuito (Venus Williams, 37 anni), ma sappiamo che sono anche un movimento che ha ripreso vigore, e dopo alcune stagioni ha finalmente proposto ricambi ad alto livello per il post-Williams. Del resto Keys e Stephens sono state le protagoniste dell’ultima finale Slam; a loro è però mancata la solidità fisica per poter giocare ad alto livello nell’arco dell’intera stagione e per questo non sono presenti al Masters.

Ultima nota: con Svitolina (Ucraina) e Ostapenko (Lettonia), si presentano nuove nazioni nella vetrina conclusiva del tennis femminile. In termini di audience sicuramente per la WTA era preferibile la presenza di Li Na (tre volte al via fra il 2011 e il 2013, quando fu anche finalista) che proveniva dalla Cina, paese in grande espansione economica e con circa un miliardo e 400 milioni di abitanti. La Lettonia di Ostapenko ha circa due milioni di abitanti: ma nel tennis i meriti si acquisiscono sul campo e la geopolitica non può determinare i risultati.

– La scomparsa del tennis italiano
A proposito di nazioni presenti o assenti al Masters, e di ricambi generazionali: fra le partecipanti alle più recenti edizioni ci sono state anche tre tenniste italiane. L’ultima a giocarlo è stata Flavia Pennetta nel 2015, e per una italiana si trattava della quarta presenza nell’arco di sei anni. Queste le altre protagoniste: Schiavone nel 2010, Errani nel 2012 e 2013, e infine Pennetta nel 2015.

Per il futuro? Al momento diventa difficile ipotizzare quando giocatrici italiane potranno tornare fra le prime otto del mondo. Di nuovo Errani? Oppure Giorgi? Oppure una delle più giovani, come Paolini o Brescia? Sembrano tutte eventualità remotissime. La cosa più probabile è che a riuscirci possa essere un nome nuovo, che però nemmeno si intravvede all’orizzonte. Si prospettano tempi lunghi per sperare di riavvicinarsi ai fasti della migliore generazione di tenniste che l’Italia abbia mai avuto.

– Vincitrici Slam: due presenti e due assenti
Anche per via del regolamento maschile della ATP (che apre una “corsia preferenziale” per i vincitori dei Major), al momento della definizione delle partecipanti spesso viene valutato quante vincitrici di Slam stagionali sono presenti. In realtà nella WTA non è prevista una particolare tutela per chi ha conquistato i Major e, anche se esiste la possibilità di invitare una giocatrice tramite wild card, la scelta delle “magnifiche otto” è sempre stata fatta sulla base della classifica. In ogni caso nelle ultime cinque edizioni mai tutti e quattro gli Slam sono stati “rappresentati”:

2013: tre Slam presenti (assente Bartoli, vincitrice a Wimbledon e poco dopo ritirata)
2014: tre Slam (assente Li Na vincitrice in Australia e ritirata)
2015: uno Slam solo (forfait di Serena vincitrice di tre Major) presente Pennetta (US Open)
2016: tre Slam presenti (forfait di Serena, vincitrice a Wimbledon)
2017: due Slam (assenti Serena/Australia e Stephens/US Open). Presenti Ostapenko (Roland Garros) e Muguruza (Wimbledon).

a pagina 3: Più nomi nuovi, più nomi giovani

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