Obiettivo wild card: presentate le prequali delle NextGen Finals

Allo Sporting Milano 3, la presentazione ufficiale delle prequalificazioni. Dal 3 al 5 novembre in campo i migliori otto under-21 italiani: in palio una wild card per il torneo con i migliori giovani del mondo

Obiettivo wild card: presentate le prequali delle NextGen Finals
Da sx: Dino Scaggiante ed Emanuel Stilo in rappresentanza dello Sporting Milano 3, il direttore Sergio Palmieri, Stefano Pescosolido e Diego Nargiso (foto Roberto Ferri)

da Milano, il nostro inviato

Allo Sporting Milano 3 sono state presentate le Prequalificazioni per le NextGen ATP Finals, che riserveranno al vincitore una wild-card per la partecipazione alle Finals. Molti gli argomenti trattati alla conferenza presieduta da Sergio Palmieri, coadiuvato anche da due grandi ex del tennis italiano come Diego Nargiso e Stefano Pescosolido: un occhio particolare è stato riservato naturalmente all’evento NextGen e ai ragazzi italiani che sono attualmente in corsa per poter disputare alle Prequali. Il punto focale della conferenza stampa era capire come si era giunti a scegliere lo Sporting per ospitare l’evento, e come sarebbero state gestite le nuove ed innovative regole che l’ATP ha deciso di introdurre nelle NextGen Finals, e che saranno presenti anche nel torneo di prequalificazione.

 

Dopo un’iniziale presentazione, affidata al Direttore dello Sporting Milano 3 Daniel Degli Esposti ed al Direttore di Supertennis Magazine Enzo Anderloni, hanno preso la parola gli organizzatori dello Sporting che si sono dedicati alla gestione delle prequalificazioni. Hanno presentato brevemente quella che è stata la loro esperienza a stretto contatto con Sergio Palmieri fino a parlare anche delle prospettive future per il centro tra cui la possibilità di ospitare un incontro di Coppa Davis e di poter essere interpellati anche nel caso si riesca a portare a Milano un evento ATP.  A prendere la parola subito dopo è stato proprio Sergio Palmieri, che ha esordito spiegando come le Finals della NextGen siano di fatto un evento ATP, dato “solo” in gestione alla FIT che si occuperà dell’intera organizzazione riguardante l’evento per i prossimi 5 anni, con un’opzione anche per i successivi 5 qualora l’ATP giudicasse sufficienti i risultati d’insieme ottenuti. Un ulteriore accordo, che tuttavia per il momento ha valore solo per questo primo anno, ha visto la nascita della possibilità di riservare una wild-card ad un giovane italiano che non fosse in lizza per poter accedere all’evento in maniera diretta. Una scelta, precisa Palmieri, dovuta dal fatto di dover smuovere l’interesse verso l’evento grazie anche alla presenza certa di almeno un giovane italiano.

A fare da riferimento per sapere quali effettivamente saranno gli italiani impegnati in questo torneo di qualificazione sarà il Ranking ATP, per cui a giocarsi un posto alle Finals NextGen saranno indiscutibilmente i migliori 8 Under-21 Italiani, con classifica aggiornata al 23 Ottobre nel caso di partecipazione ad eventi Futures, che in quanto tali non hanno un sistema di aggiornamento punti al lunedì successivo, oppure al 30 Ottobre in caso di eventuali partecipazioni e quindi punti acquisiti in altri tipi di tornei. Uno dei dati più interessanti, l’entità del montepremi del torneo di qualificazioni: 20.000€ di cui 7.000€ al finalista. Il vincitore, la wild-card, otterrà invece il premio in denaro riservato ai partecipanti dell Finals, di cui il montepremi è 1.275.000$. In pratica il finalista del torneo che si giocherà allo Sporting otterrà un premio in denaro uguale o addirittura superiore a quello riservato ai vincitori di tornei Challenger.

È stata poi la volta delle domande dei giornalisti per i presenti, e di cui si riporta la trascrizione.

Parliamo delle nuove regole, quali sono e quali sono secondo Sergio Palmieri quelle che i giocatori apprezzeranno di più?
Palmieri: Prima di tutto le partite avranno una durata di cinque set ed ogni set avrà una durata di quattro game, e sul 3-3 ci sarà il tie-break. Inoltre verrà abolito il ‘net’ al servizio, quindi se il servizio tocca il nastro ma entra nel rettangolo il punto vale; verranno aboliti i vantaggi ed introdotto il killer point, con il giocatore che serve che sceglierà dove posizionarsi al servizio, per dare a chi batte un vantaggio ed evitare di mettergli troppa pressione. Importante è anche l’abolizione totale dei giudici di linea, grazie al supporto di un sistema totalmente automatico che coprirà tutte le righe del campo, anche se purtroppo non sarà applicabile nelle Prequali per via di una impossibilità strutturale. Piccoli cambiamenti riguardano il tempo tra un punto e l’altro, regolato con un timer esposto e fissato a 25 secondi e la possibilità per gli spettatori di muoversi anche durante il gioco, con la sole eccezione degli spazi subito dietro i giocatori. Personalmente credo che l’assenza di giudici di linea sarà la novità più controversa per chi ama vedere discussioni in campo, ma in realtà più piacevole per i giocatori.

Una domanda anche per Stefano Pescosolido e Diego Nargiso, se ritengono che siano delle regole interessanti, se avrebbero voluto giocare con queste regole, e poi a Palmieri sugli investimenti fatti e sul riscontro commerciale che si sta avendo per questo evento.
Pescosolido: La novità più stimolante è il set ridotto, che permette al giocatore in svantaggio di essere sempre in partita e comunque avere una partita sempre aperta, e oltretutto queste regole sono già state applicate al NextGen Junior Italia per i ragazzi di 11, 12 e 13 anni e sono state molto apprezzate dai ragazzi. In ogni caso mi sarebbe piaciuto giocare così.
Nargiso: penso proprio che sarebbe piaciuto anche a me giocare così. Comunque mi piace l’idea di giocare 3 su 5, cosi che i ragazzi si possano già subito abituare all’idea, e poi il set corto rende lo spettacolo molto più godibile vista soprattutto la rapidità con cui ogni punto si gioca, per cui una palla break diventa fondamentale e ti permette già subito di poter vincere un set. Non mi piace per niente l’idea del net al servizio, perché credo stravolga esageratamente questo sport, con il fattore fortuna troppo pesante e se uno non è Bolt diventa veramente difficile.
Palmieri: per gli investimenti si prevede che fino al pareggio di gestione gli unici che possono perderci siamo noi, mentre invece all’utile di gestione la percentuale più alta è riservata alla FIT per 70-30 con l’ATP, ma in generale si tratta di una cogestione tra FIT e ATP. Va comunque lodato l’impegno dello Sporting perché, non è scontato, un circolo non dispone delle stesse risorse di una federazione.

Il torneo di qualificazione è stato suggerito dall’ATP come condizione per decidere la wild-card? A che punto è l’allestimento del palazzetto?
Palmieri: Si voleva auspicare per il primo anno almeno di avere una presenza italiana, e comunque l’incontro con l’ATP per la questione in oggetto è avvenuto a inizio anno quando ancora gli italiani non avevano i risultati che hanno adesso. Le possibilità per un italiano di partecipare non erano quelle di adesso, per cui è stato raggiunto questo compromesso che noi abbiamo accettato molto favorevolmente, anche in funzione di promozione di quello che è poi l’evento principale. Sul palazzetto di Rho c’è da dire che il tempo a disposizione è poco e il padiglione è totalmente vuoto, da riempire completamente.

I ragazzi italiani hanno rispettato le aspettative o ci si poteva aspettare di più?
Pescosolido: Matteo Berrettini è sicuramente il giocatore che si è migliorato di più e di fatto il giocatore favorito di questo torneo. Andrea Pellegrino insieme con Balzerani ha fatto abbastanza bene soprattutto nella seconda parte di stagione.
Nargiso: Gianluigi Quinzi rappresenta ancora la delusione più grande visto che staziona ancora nella trecentesima posizione, ma tutti ci aspettavamo un salto di qualità da lui che rappresenta un nostro patrimonio nazionale. Filippo Baldi ha fatto sicuramente meglio nell’arco dell’anno perché dopo due-tre anni intorno all’ottocentesima posizione è riuscito ad entrare nei top-500 vincendo anche la Coppa Davis giovanile, lui che è un ’96. Liam Caruana è un altro ragazzo molto promettente, molto aggressivo, che gioca soprattutto all’estero, ma anche Gian Marco Moroni è una mia grande speranza, uno dei più grandi talenti italiani.

Ritornando alle nuove regole, non c’è il rischio che i ragazzi non riescano a sfruttarle al pieno delle loro potenzialità? Se uno degli obbiettivi è testare queste regole per una eventuale introduzione futura a più alti livelli, non c’è il rischio che il test non si verifichi per una incapacità dei ragazzi nello sfruttare tutte queste regole?
Palmieri: L’ATP ha deciso di introdurre queste innovazioni adesso per poterle poi sfruttare meglio in futuro, quindi sapere già adesso quali saranno le reazioni. Poi certamente qualche spaesamento ci sarà, ma questo è proprio un inizio.

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