Basta un poco di Federer e la domenica va giù

BASILEA - "Il numero 1 dipende da Nadal, ma non è un mio pensiero". E sulle sue condizioni: "Sono sorpreso, non sono affatto stanco". Bercy in dubbio

Basta un poco di Federer e la domenica va giù
Roger Federer - ATP Basilea 2017 (foto copyright by: foto-net/Kurt Schorrer)

da Basilea, il nostro inviato

Lo scorso anno la sua assenza fu quanto mai pesante, addirittura più rilevante del torneo vero e proprio. C’era Stan Wawrinka, attualmente già con la testa al 2018, e Kei Nishikori e Marin Cilic, poi vincitore. Ma l’argomento di discussione era sempre e solo Roger Federer: il circuito torna a fare tappa nella sua Basilea, e il campione svizzero stavolta risponde presente. La St. JakobsHalle, posta di fronte al St Jakobs Park che ospita la squadra di calcio locale (impegnata anche in Champions League) si è rinnovata per l’occasione, con un ingresso principale tirato a lucido e svariati corridoi interni ritoccati con assi di legno e pareti in tessuto. L’area stampa è rimasta uguale, ampia con tende blu e pannelli di alluminio alle pareti. Già buona l’affluenza per essere una domenica di qualificazioni, che per altro non sarà ricordata per spettacolo o colpi di scena. Al tabellone principale accedono Gojowczyk, Kukushkin, Fucsovics e la vecchia volpe Julien Benneteau, che ha superato lo spagnolo Granollers nel match più interessante di giornata.

 

Niente da segnalare dunque, se non per la conferenza stampa pre-torneo di Federer, che ha ovviamente attirato la (sparuta) stampa presente, ed è bastata per smuovere gli animi degli addetti ai lavori. Fresco di titolo a Shanghai (il sesto dell’anno), Federer si è presentato nella sala interviste della St. JakobsHalle con dieci minuti di ritardo rispetto all’orario annunciato; poche domande in inglese prima di una lunga chiacchierata con i colleghi tedeschi. Roger è apparso sereno e sorridente, e come lui stesso ha detto, per nulla affaticato: il focus non è il numero 1, e Parigi Bercy è ancora in dubbio.

Come ti senti fisicamente?

Bene; mi sento bene, mi sto allenando bene. Mi devo abituare ancora un po’ alle condizioni, è sempre difficile passare da un torneo all’altro, le altitudini sono diverse rispetto a Shanghai, qui è indoor.

Nessun affaticamento dopo Shanghai?
Se anche fosse così, non te lo direi (ride). Ma come ho detto, sto bene. Anzi, sono sorpreso di come abbia subito recuperato dopo Shanghai, non sono affatto stanco.

Hai giocato benissimo a Shanghai. Pensi di essere allo stesso livello di inizio anno?
Sì, sicuramente ho giocato bene. Ma la stagione è stata piuttosto lunga, e dura in generale. Dopo Wimbledon ho giocato sempre piuttosto bene, anche se l’estate non è andata come avevo programmato. A Montrèal ho giocato bene ma mi sono infrotunato a fine torneo; a New York alla fine sono arrivato poco lucido. Adesso stiamo giocando un tennis un po’ diverso, sull’uno-due, e mi sto trovando molto bene. Difficile comunque fare paragoni con l’inizio dell’anno.

Pensieri sul numero uno del ranking?
Sono lontano, non è il mio obiettivo. So che ne parlate e me lo chiedete, ma non è a portata di mano. Sarebbe un problema pensarci a lungo. Il mio obiettivo è giocare e vincere qui, e Londra; non in funzione del numero uno, ma perché sono tornei che mi interessano. Il resto temo sia nelle mani di Rafa.

Qualche domanda in francese con un occhio al 2018, per capire se tornerà a giocare sul rosso: “Di certo non posso giocare solo il Roland Garros, dovrei per forza prepararmi con almeno un altro torneo. Non so, dipenderà dalle mie condizioni, è un po’ presto per parlarne”. Federer è apparso in ottime condizioni nell’allenamento mattutino, di buon ora sul Centrale aperto solo ai membri del fan club e qualche giornalista imbucato: a scambiare con lui uno dei suoi compagni abituali, l’olandese Robin Haase, 44 ATP, che domani affronterà Marco Chiudinelli. Per Chiudinelli questo sarà l’ultimo torneo in carriera. Al primo turno è atteso da Francis Tiafoe, diciannovenne numero 79 ATP e candidato a partecipare alle NextGen Finals di Milano. Roger ha vinto entrambi i precedenti, giocati quest’anno, ma nell’ultimo agli US Open fu costretto al quinto set. Con il forfeit di Nadal, lo svizzero è senza dubbio il favorito per vincere il torneo di casa: ancora da decidere la sua partecipazione a Parigi Bercy, che “dipenderà da questa settimana e da come mi sentirò”.

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