Tutto quello che c’è da sapere sulle WTA Finals

Giocatrici di attacco e giocatrici di contenimento caratterizzano i due gruppi sorteggiati al Masters. Chi si troverà meglio sul campo di Singapore?

Tutto quello che c’è da sapere sulle WTA Finals
Le otto partecipanti alle WTA Finals 2017

2. Garbiñe Muguruza
Precedenti partecipazioni al Masters: 2 (2015, 2016)
Miglior risultato: Semifinale 2015
Punti totali Race to Singapore: 5635
Punti dagli US Open in poi: 625 (240 agli US Open + 385 tornei successivi)

Scontri diretti:
2-6 vs Pliskova (1-6 sul cemento, 1-2 nel 2017)
2-3 vs Williams (0-3 sul cemento, 2-0 nel 2017)
2-1 vs Ostapenko (0-1 sul cemento, 1-1 nel 2017)
3-1 vs Halep (3-0 sul cemento, 1-0 nel 2017)
3-4 vs Svitolina (1-3 sul cemento, 1-2 nel 2017)
3-3 vs Wozniacki (2-3 sul cemento, 0-2 nel 2017)
1-0 vs Garcia (1-0 sul cemento, 1-0 nel 2017)

 

La stagione di Muguruza è stata a due facce: senza grandi acuti sino a Wimbledon, ma poi un cambio di passo coincidente con la vittoria nello Slam inglese, che la ha poi permesso la conquista del numero uno del ranking. Agli US Open Garbiñe è stata eliminata da Kvitova, e nei tornei cinesi ha dato l’impressione di non essere mai del tutto fisicamente a posto, con qualche acciacco di troppo. Wozniacki l’ha sconfitta seccamente a Tokyo (6-2, 6-0), Ostapenko ha vinto in rimonta a Wuhan, mentre il campanello di allarme maggiore era suonato a Pechino, dove Muguruza si era ritirata contro Strycova nel secondo set dopo aver racimolato un solo game (malattia virale).
A Singapore nell’esordio contro Ostapenko (battuta 6-3, 6-4) si è presa la rivincita della sconfitta di Wuhan e la sensazione è che le sue condizioni siano tornate su livelli sufficienti per giocarsela sino in fondo.

3. Karolina Pliskova
Precedenti partecipazioni al Masters: 1 (2016)
Miglior risultato: Round Robin 2016
Punti totali Race to Singapore: 5105
Punti dagli US Open in poi: 840 (430 agli US Open + 410 tornei successivi)

Scontri diretti:
6-2 vs Muguruza (6-1 sul cemento, 2-1 nel 2017)
1-1 vs Williams (1-1 sul cemento, 0-0 nel 2017)
2-0 vs Ostapenko (2-0 sul cemento, 1-0 nel 2017)
1-6 vs Halep (1-5 sul cemento, 0-1 nel 2017)
5-3 vs Svitolina (3-2 sul cemento, 1-1 nel 2017)
3-5 vs Wozniacki (2-5 sul cemento, 3-2 nel 2017)
3-2 vs Garcia (2-1 sul cemento, 2-0 nel 2017)

Pliskova ha preso parte da numero uno del mondo agli US Open, dove ha perso nei quarti di finale da Vandeweghe. La sconfitta le ha fatto perdere il primato nel ranking e poi ha disputato dei tornei asiatici senza acuti: battuta a Tokyo da Kerber, a Wuhan da Barty e a Pechino da Cirstea. In sostanza dopo Flushing Meadows ha sì affrontato tre tornei, ma non ha poi giocato moltissimo: otto match in totale. Le eliminazioni precoci potrebbero averle consentito di riposare e recuperare brillantezza in vista del Masters: a Singapore ha esordito con un match piuttosto solido contro Venus Williams, sconfitta 6-2, 6-2 in poco più di un’ora.

5. Venus Williams
Precedenti partecipazioni al Masters: 4 (1999, 2002, 2008, 2009)
Miglior risultato: Vittoria 2008
Punti totali Race to Singapore: 4642
Punti dagli US Open in poi: 810 (780 agli US Open + 30 tornei successivi)

Scontri diretti:
3-2 vs Muguruza (3-0 sul cemento, 0-2 nel 2017)
1-1 vs Pliskova (1-1 sul cemento, 0-0 nel 2017)
1-0 vs Ostapenko (0-0 sul cemento, 1-0 nel 2017)
3-1 vs Halep (1-0 sul cemento, 0-0 nel 2017)
1-1 vs Svitolina (0-1 sul cemento, 0-1 nel 2017)
7-0 vs Wozniacki (7-0 sul cemento, 0-0 nel 2017)
1-1 vs Garcia (1-1 sul cemento, 0-0 nel 2017)

Delle otto partecipanti a Singapore, Venus è quella che ha giocato meno nell’ultima parte dell’anno. Superata di un soffio (7-5 al terzo) nella semifinale degli US Open dalla futura vincitrice Sloane Stephens, e con la certezza di essere ammessa al Masters, si è risparmiata rinunciando a tutti i tornei successivi, Pechino incluso. Unico impegno affrontato in vista delle Finals, il “rodaggio” a Hong Kong, dove ha giocato due match, fermata da Naomi Osaka in grande giornata.
Williams nel 2017 ha dimostrato di essere sempre molto competitiva in occasione degli Slam (due finali, una semifinale e un quarto turno) e sono convinto che non abbia lasciato nulla al caso per il ritorno al Masters dopo otto anni (Doha 2009). Per questo mi ha sorpreso la prestazione abbastanza incolore contro Pliskova, che a Singapore nel match di esordio l’ha regolata senza troppi problemi (6-2, 6-2). C’è ancora spazio per recuperare, anche se rispetto agli Slam per Venus l’incognita è l’alto numero di partite ravvicinate: cinque impegni in una settimana. A 37 anni è possibile esprimersi al meglio con un calendario così serrato?

7. Jelena Ostapenko
Precedenti partecipazioni al Masters: nessuna
Miglior risultato:
Punti totali Race to Singapore: 4510
Punti dagli US Open in poi: 1150 (130 agli US Open + 1020 tornei successivi)

Scontri diretti:
1-2 vs Muguruza (1-0 sul cemento, 1-1 nel 2017)
0-2 vs Pliskova (0-2 sul cemento, 0-1 nel 2017)
0-1 vs Williams (0-0 sul cemento, 0-1 nel 2017)
1-1 vs Halep (0-1 sul cemento, 1-1 nel 2017)
1-0 vs Svitolina (0-0 sul cemento, 1-0 nel 2017)
4-0 vs Wozniacki (1-0 sul cemento, 3-0 nel 2017)
0-0 vs Garcia

Ostapenko non ha giocato bene agli US Open, sconfitta nettamente da Kasatkina, ma si è subito rifatta nei tornei asiatici, affrontando, e vincendo, l’International di Seoul. Poi ha proseguito con ottimi risultati: semifinale a Wuhan (battuta da Barty) e a Pechino (superata da Halep).
In sostanza dopo Flushing Meadows Jelena ha finito per giocare più match di tutte (13 partite), Garcia esclusa (14 partite). Gli oltre mille punti ottenuti dopo gli US Open dimostrano che sarebbe sbagliato ridurre la stagione di Ostapenko solamente alla vittoria del Roland Garros; la sua presenza al Masters è frutto di una costanza di rendimento sorprendente per una ventenne.
Nel primo incontro a Singapore (perso contro Muguruza) è apparsa un po’ troppo fallosa; si capirà nel secondo match se è stata frenata dall’emozione dell’esordio o se le tante partite disputate nel 2017 cominciano a pesare sul suo rendimento.

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