Federer: “Milano sarà una vetrina importantissima”

BASILEA - Dopo la vittoria con Tiafoe: "Le NextGen Finals aiuteranno i giovani a costruire basi solide. Soprattutto economicamente"

Federer: “Milano sarà una vetrina importantissima”

da Basilea, il nostro inviato

Appena un’ora per superare Frances Tiafoe, diciannovenne statunitense che solo pochi mesi fa lo costringeva al quinto set agli US Open. Così Roger Federer si è presentato al 500 di Basilea, torneo vinto sette volte in carriera, sulla scia del trionfo di Shanghai. Una prestazione straripante al servizio, e di grande scioltezza a rimbalzo, che hanno mandato in tilt il giovane americano. Tiafoe era in corsa per le NextGen Finals di Milano, ma con questa sconfitta saluta definitivamente le sue speranze. Di seguito la conferenza stampa post match di Federer, che si è presentato in sala interviste appena un quarto d’ora dopo l’incontro, per poi trascorrervi quasi un paio d’ore tra interventi per TV, radio e sessione di autografi.

 

Non sei Isner o Karlovic, ma oggi hai ottenuto il 100% di punti con la prima, contro un buon giocatore. Cosa ne pensi?
Capita una volta all’anno, mi sa che è meglio non dare troppa importanza a una statistica del genere. Di certo è vero che servo bene e di solito ho buone percentuali, ma non è con una statistica del genere che si vincono i trofei. Serve un sostegno al servizio, come il dritto o a volte la difesa, perché non posso certo aspettarmi di servire ace ogni punto, nemmeno i big servers ci riescono. Credo che la chiave sia l’atteggiamento, e la preparazione tattica con i miei allenatori. Oggi mi sono sentito bene da subito, un primo set perfetto e nel secondo sono riuscito a trovare la chiave dopo poco. Servire non basta, c’è da capire come risolvere il match. Mi sento bene comunque, rapido, e sono contento di come ho giocato il mio primo match qui.

Hai vinto in un’ora appena, preferivi magari chiudere ancora prima, per poterti riposare?
Non cambia molto, domani avrò un giorno libero. Se anche avessi giocato tre set, sarebbe stato ok. Finché vinco, va tutto bene. Sono contento di aver vinto, sapevo sarebbe potuta essere difficile, a New York arrivai al quinto, a Miami giocò benissimo. Quando ho visto il tabellone non sono stato contentissimo, anche il secondo turno con Paire sarà difficile.

Dopo i cinque set di New York, hai detto che sai come gestire i momenti più difficili, con più pressione. Credi che questa abilità sia innata o si possa acquisire?
Si può imparare. Vincere aiuta, ti da fiducia. Una volta acquisita, va cavalcata il più possibile, e quando la perdi devi lavorarci. Magari fuori dal campo, lavorando sul fisico per sostenere dei momenti difficili da un punto di vista mentale. Ci sono molti fattori che possono minare la tua fiducia, il pubblico ostile, il vento, il jet lag, qualsiasi cosa, e quando puoi appoggiarti sul tuo tennis e sul tuo fisico, allora giochi bene i momenti importanti. Credo sia un aspetto da curare, l’approccio mentale è fondamentale. Non puoi sempre e solo tirare vincenti, devi capire il gioco, soffrire.

Frances era in corsa per Milano. Che pensi del format delle NextGen Finals, e chi vedi come favorito?
Credo sarà interessante. Sono contento si faccia a Milano, quando penso a quella città penso sempre al mio primo titolo. Credo sia bello vedere i giovani affrontarsi: quando ero giovane io e affrontavo i miei coetanei, Roddick, Hewitt, Ferrero, era diverso rispetto alle partite con Martin, Henman. Ci sono già delle rivalità avviate, molti si conoscono da juniores e si allenano insieme. Alcuni non vanno d’accordo. Cedo sia una competizione sana, c’è in palio anche un certo prestigio e questo aiuterà lo spettacolo. Ci saranno anche molte novità, vedremo poi quali rimarranno e saranno implementate nel tour. Ma spero davvero che il pubblico vada a sostenere questi ragazzi così giovani, hanno bisogno di una bella vetrina. E di un supporto economico, onestamente, di una base su cui costruire un team solido e crescere. Quindi sono assolutamente favorevole a questo evento.

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