TC Palermo 2: esordio in Serie A1 puntando sui giovani

Il Tennis Club Palermo 2 marca la prima presenza in A1. Esordio vincente contro Sinalunga, poi un OK contro CT Maglie. Appena prima dell'inizio del campionato abbiamo parlato con il dirigente Roberto Rizzo, che ci ha confermato obiettivi ed ambizioni del club

TC Palermo 2: esordio in Serie A1 puntando sui giovani
TC Palermo 2 - Alessandro La Rocca, dirigente, Gabriele Palpacelli, presidente Federtennis Sicilia, Antonio Campo, giocatore, Francesco Palpacelli, capitano, Marco Cecchinato e Alberto Cammarata, giocatori, Fabio Cocco, maestro, Massimo Ienzi, giocatore e Roberto Rizzo, dirigente (foto Francesco Baiamonte)

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Sig. Rizzo, il Tennis Club Palermo 2 è all’esordio in Serie A1. Quali aspettative per il campionato?
Sì, esordiamo nel massimo campionato per club, è una grande emozione. Dopo tanto lavoro e sacrifici c’è molta attesa per l’inizio di quest’avventura sportiva, per noi come dirigenza ma anche per l’intero club, soci inclusi, che ci hanno sempre seguito e sostenuto.

Come è composta la squadra che scenderà in campo? Se non erro vantate un settore giovanile molto forte, forse la vostra punta di diamante.
Infatti, la nostra forza sono proprio i nostri giovani, a partire da Marco Cecchinato e Antonio Campo, oltre ad altri ragazzi in panchina, come Massimo Ienzi, un 2.7 cresciuto con noi. Inoltre abbiamo in squadra alcuni stranieri, che si alterneranno con le esigenze del loro calendario individuale di tornei: Arthur De Greef, tennista belga, Carlos Taberner (ventenne di Valencia) e Agustin Velotti (25enne argentino). In squadra anche Alberto Cammarata e Francesco Palpacelli. Nel complesso abbiamo un team solido, direi competitivo, che grazie soprattutto ai tre ragazzi del vivaio potrebbe avere speranze di fare bene in questo campionato.

TC Palermo 2 – Marco Cecchinato firma palline (foto Francesco Baiamonte)

Siete nel girone 1, con il TC Genova 1893, TC Sinalunga e CT Maglie. Equilibrio, ma vi presentate al via forse come la squadra da battere.
Nessun girone è facile, bisogna scendere in campo e vincere le partite. Sarà un gruppo equilibrato, ma ce la possiamo giocare molto bene vedendo le squadre avversarie. Siamo moderatamente positivi e fiduciosi di poter dire la nostra.

Inoltre potrete contare sull’effetto entusiasmo per l’esordio, e venire a giocare in casa vostra non sarà uno scherzo per nessuno…
È vero, tutto il nostro percorso che ci ha portato alla A1 è stato sostenuto da un clima di partecipazione notevole. Arrivare dove siamo è stato un obiettivo desiderato, aspettato da tutti i nostri iscritti, si è creato veramente un bel clima. C’è interesse, tutti si interessano, chiedono come vanno le cose, ecc. E ho notato che non è affatto scontato, non in tutti i circoli è così, non si crea sempre questa appartenenza con la squadra come è accaduto da noi.

Forse anche perché non tutti i circoli, come voi, hanno coltivato i propri ragazzi e quindi non li sentono come parte del club. Invece al Palermo 2 c’è attesa per vedere i propri giovani in campo.
Abbiamo curato con grande attenzione la parte giovanile dell’attività, in particolar modo abbiamo puntato sulla SAT perché pensiamo che sia fondamentale all’interno di un circolo, è la missione di una società sportiva. Altri circoli si concentrano sui top player, elargendo lauti ingaggi; c’è chi fa accademie di alto livello e si concentra solo su quello. Noi puntiamo sui giovani, a farli crescere, ma siamo aperti anche ai giocatori di alto livello, come dimostra la nostra storia visto che abbiamo ospitato ad esempio Roberta Vinci nei primi anni di carriera fino al suo ingresso nelle prime 60 del mondo, ma anche altre ottime giocatrici come Tathiana Garbin e Federica Di Sarra sono passate da qui. In definitiva, ci siamo concentrati su ragazzi molto giovani, portandoli avanti. Infatti Cecchinato è cresciuto al Palermo 2, e abbiamo la soddisfazione di aver creato un ragazzo che ha la possibilità di costruire una carriera importante. È migliorato tecnicamente, cresciuto sul piano muscolare, è sempre rapidissimo in campo, forse la sua qualità migliore. Abbiamo fiducia anche in Antonio Campo. Ha grande volontà, fisicamente è dotato, deve proseguire la sua crescita e crederci.

Cosa ne pensa della Serie A1 in generale, cosa le piace, dove si potrebbe migliorare?
Come TC Palermo 2 riteniamo che la Serie A1 possa essere un importante veicolo di promozione sui giovani. Noi abbiamo investito nelle strutture, realizzando un campo coperto ed una superficie Play it, il tutto per dare una completezza al nostro progetto. Abbiamo aumentato i posti a sedere per il pubblico, e gli incontri in casa saranno ad ingresso libero. Cercheremo di coinvolgere il più possibile non solo i soci ma la cittadinanza. Faremo una comunicazione sia esterna che con i social media, perché è importante far capire a tutti la importanza di questo campionato, che purtroppo ancora non è così conosciuto e diffuso, anche sui mezzi di comunicazione principali. Non c’è la percezione del valore di questa Serie A1, che invece è molto buono e porta ottimo tennis nei club.

TC Palermo 2 – Il pubblico assiste all’incontro di Serie A1 (foto Francesco Baiamonte)

Portare avanti la A1 è un impegno importante per il circolo, anche sul piano economico.
Verissimo, ma uno sponsor è difficile che si leghi solo al campionato di Serie A, i nostri partner fanno una programmazione annuale e ci seguono in tutte le attività agonistiche, ed anche sociali. La promozione? La televisione federale fa tanto per il tennis, ma ad esempio non sarebbe una cattiva idea poter mandare una troupe – magari random tra i vari club – a seguire le fasi a girone, questo aiuterebbe la promozione e la visibilità del circuito. Oggi la promozione viene lasciata di fatto ai singoli circoli. Ma si sta parlando del massimo campionato tra club, ci sono atleti importanti e quasi tutti i migliori azzurri. Sulle finali c’è attenzione, sia da parte degli sponsor che da parte di coloro che sono un po’ meno addentro; assai meno alle altre fasi della manifestazione ed è un peccato perché ci si investe tanto come risorse, economiche, organizzative, ci si mette molto tempo e passione.

Come va la “rivalità” con i vostri cugini del CT Palermo?
Abbiamo sempre impostato i nostri rapporti in maniera molto collaborativa, con tutti. Con alcune realtà ci siamo riusciti, con altre meno, ma questo fa parte della normalità perché ti confronti con persone che hanno i propri punti di vista ed obiettivi. Il presidente neo eletto è aperto a nuove iniziative e collaborazioni di vario genere, abbiamo un buon rapporto. Hanno anche la possibilità di appoggiarsi ai nostri campi, l’hanno fatto da tanto tempo, c’è un buon dialogo tra noi, costruttivo

Un’ultima curiosità, per presentare il vostro club ai lettori. Quali sono le vostre strutture (campi, club house, ecc.), ed un accenno alla vostra storia.
Il circolo è composto da 15 campi da tennis illuminati, di cui 11 in terra battuta, 2 in asfalto, 3 in Play-flex di cui uno al coperto. Inoltre abbiamo un campo da beach tennis/volley/soccer illuminato,  due campi da calcio (uno in erba naturale e uno in terra battuta), una piscina 25 mt. ed anche un campo da basket illuminato, in sintetico. Abbiamo una area fitness ed una Day Spa con piscina riscaldata a 28°. Non mancano i servizi per famiglie e bambini, ristorante, ecc. Il club è nato nel 1975, diventando negli anni un vero punto di riferimento sportivo a Palermo per le sue molteplici attività. Dal 2003 al 2008 abbiamo ottenuto quattro titoli italiani e un titolo europeo over 60, mentre, nel 2008, abbiamo vinto il titolo italiano under 16.

Marco Mazzoni

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