Next Gen Finals: ambiente londinese, allestimento all’italiana

La prima giornata delle Next Gen Finals: ritardi, problemi di gioventù ma anche grande spettacolo

Next Gen Finals: ambiente londinese, allestimento all’italiana

dal nostro inviato a Milano

Quando si arriva a Rho, che non è proprio Milano, ma alla fine va bene anche chiamarla Milano, la scala mobile che porta al Padiglione 1 della Fiera che fu Expo è sovrastata da un cartellone pubblicitario che indica in pompa magna il nuovo evento tennistico della stagione ATP. Per gli spettatori arrivare all’ingresso principale è stata una vera e propria impresa, motivo per cui il programma è iniziato con 40 minuti di ritardo anche perché l’allestimento delle tribune non è stato ancora del tutto completato. Sì, perché come da tradizione italica si è fatto tutto un po’ di corsa. Così un lato delle tribune non era ancora agibile e anche le scale di accesso non sono ancora tutte pienamente funzionanti.

 

Tuttavia la qualità e la dimensioni degli spazi fanno sì che l’ambiente sia a tutti gli effetti una sorta di mini O2 Arena. Con il blu che domina la scena, con l’accompagnamento delle luci e  dei suoni sui punti importanti e con il ritorno del campo senza corridoio del doppio che rende tutto un po’ anni ’90 anche se il torneo si chiama Next Gen. Insieme al Campo Centrale vi sono anche due campi di allenamento che lo abbracciano, dove si possono vedere i giocatori a distanza estremamente ravvicinata. Tutto è raccolto, persino la mixed zone dove i giocatori rilasciano le interviste a caldo dopo i match. Eppure gli spazi non sono per niente ristretti anzi a volte i corridoi sembrano non finire mai. L’ATP tratta questo torneo come un evento di assoluto prestigio nonostante sia solamente la prima edizione: si nota dalla cura di ogni aspetto dell’allestimento che purtroppo come detto non è ancora completo. In poche ore la base per un piccolo gioiello è stata posta anche se era lecito attendersi una maggiore previdenza dei tempi dato che questo evento è segnato sul calendario ormai da un anno.

Il pubblico di Milano merita un evento di primo livello, e anche in questa prima giornata sperimentale di un torneo sperimentale, ha risposto presente con grande calore. Ora ci aspettiamo che le cose vadano meglio nei prossimi giorni, ma sappiamo benissimo che i debutti non sono mai semplici. Intanto il “Blu Finals” non è più solo legato a Londra e già questa è una buona notizia per gli appassionati italiani che ormai si erano dimenticati che cosa fosse un torneo professionistico di tennis nel nostro Paese, lontano dalla terra rossa del Foro Italico. Non importa se qui le chiamate dei giudici di linea sono registrate e non dal vivo.

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