Fed Cup: gli USA vogliono infrangere il sogno bielorusso

55esima edizione della Federation Cup. Sasnovich e Sabalenka a caccia del titolo alla prima partecipazione nel World Group. Un trofeo che agli USA manca da 17 anni

Fed Cup: gli USA vogliono infrangere il sogno bielorusso

Compressa tra la prima edizione della Next Gen e l’inizio del Masters di Londra, si disputa nel prossimo week-end la finale di Fed Cup, gloriosa competizione a squadre riservata alle rappresentative nazionali femminili, giunta alla sua 55° edizione. Di fronte, alla Chizhovka Arena di Minsk (superficie veloce e naturalmente indoor, capienza 8807 posti), le padrone di casa bielorusse, che al primo anno di presenza nel World Group di Fed Cup potrebbero subito vincere il trofeo, e gli USA, plurivincitori nella manifestazione (ben 17 i titoli conquistati), ma che non vincono dal 2000 (da allora 3 finali perse, nel 2003 contro la Francia, nel 2009 e 2010 contro l’Italia).

Per la seconda volta dall’introduzione del World Group, a vincere la Fed Cup sarà una nazione non testa di serie. L’unica a riuscirsi sin qui è stata l’Italia nel 2006 (anche allora in finale c’erano due squadre non testa di serie) che vinse in Belgio 3-2. Entrambe le nazionali sono arrivate in finale disputando i precedenti due match in casa. Se dovessero vincere le padrone di casa, sarebbe la prima volta che la nazione vincitrice lo farebbe avendo giocato e vinto tutte le sfide tra le mura amiche. Belgio (2006), Russia (2011) e Serbia (2012) avevano giocato nella stessa edizione tutti i turni in casa ma erano sempre state sconfitti in finale. Vediamo di analizzare lo stato di forma e la stagione vissuta dalle convocate dei due team. Iniziamo dalle padrone di casa bielorusse.

 

BIELORUSSIA

Nonostante l’assenza di Vika Azarenka durante tutta la stagione (prima perché in dolce attesa, dopo perché impelagata nella lotta per la custodia del figlio Leo contro l’ex compagno), alle bielorusse è riuscito il miracolo di approdare da “matricole” del World Group alla finale di Fed Cup. La trascinatrice è stata Aliaksandra Sasnovich, vincitrice sin qui di tutti i singolari disputati in stagione nella manifestazione. Se dovesse vincere anche i due singolari della finale sarebbe la prima a compiere tale impresa dal 2011, quando vi riuscì Petra Kvitova. In totale, da quando è stato introdotto il World Group (1985), sono state nove le tenniste capaci di fare percorso netto nel corso della stessa annata in singolare. Sasnovich attualmente è la nr. 87 del ranking WTA dopo aver raggiunto a giugno la sua miglior classifica (nr. 85). Da rimarcare nel circuito in questo 2017 i quarti raggiunti a Budapest e Mosca e la semifinale a Biel. Ma senza dubbio il meglio lo ha dato in Fed, dove con le sue vittorie ha portato la sua squadra ad un traguardo del tutto inaspettato.

Al suo fianco la preziosissima Aryna Sabalenka, che sia nel primo che nel secondo turno ha colto il terzo e decisivo punto nelle sfide contro Olanda e Svizzera conquistando il proprio singolare nell’ultima giornata. Sabalenka ha vissuto inoltre anche lei, al pari della sua compagna, nel circuito femminile la sua miglior stagione traendo quindi beneficio dalle imprese in Fed Cup. La tennista bielorussa è attualmente nr. 78 della classifica WTA e quindi parteciperà a questa finale come nr.1 delle padrone di casa. Dopo aver iniziato l’anno partendo molte volte dalle qualificazioni e frequentando tornei ITF, Sabalenka è cresciuta gradualmente, conquistando i quarti a San Pietroburgo, la semifinale a Taskent ed approdando in finale a Tjanjin, dove è stata battuta da Maria Sharapova (alla prima vittoria dopo la squalifica per doping), raggiungendo il best ranking alla posizione nr.76. Considerando che ha appena 19 anni si ha l’impressione che i margini di miglioramento siano notevoli.

Le altre due convocate si giocano le loro carte di scendere in campo nella finale solo nel doppio, che chiaramente sul punteggio di 2-2 sarebbe fondamentale. Vera Lapko (nr.131 in singolare e 102 in doppio) e Lidziya Marozava (478 in singolare e 69 in doppio) sono delle specialiste e quest’anno hanno vinto entrambe con compagne diverse tornei ITF. Da segnalare però che Marozava ha vinto anche il torneo di Lussemburgo proprio nel finale di stagione in coppia con l’olandese Kerkhove. Insomma, giocandosi sul veloce e soprattutto giocando in casa, le bielorusse possono mettere i bastoni tra le ruote alle americane.

USA

Kathy Rinaldi aveva un problema che vorrebbero avere tanti suoi colleghi, l’abbondanza di scelta tra le tenniste a disposizione. Alla fine sono state convocate per la finale di Minsk Coco Vandeweghe (nr.10 WTA), Sloane Stephens (nr.13 e vincitrice agli US Open), Shelby Rogers (59) e Alison Riske (70), che a titolo diverso avevano dato nei primi due turni il loro apporto per il raggiungimento della finale (eccezion fatta per Stephens che era fuori ad inizio stagione per infortunio). Out purtroppo Mattek-Sands dopo il grave infortunio patito a Wimbledon, Rinaldi dovrà scegliere in un eventuale doppio decisivo chi schierare al fianco di Vandeweghe, che per l’abilità nel gioco di volo e d’attacco sarà sicuramente in campo.

Stagione a dir poco stellare per Coco, che soprattutto negli Slam ha raggiunto nel 2017 una costanza sin qui sconosciuta. Semifinale agli Australian Open, quarti a Wimbledon e ancora semifinale agli US Open. Nonostante questo non è riuscita a qualificarsi per le Finals, ma ha partecipato invece al Master “B” di Zhuhai, dove è stata battuta solo in finale dalla tedesca Goerges. Quest’ultimo risultato le ha permesso di approdare per la prima volta nella Top10. Da segnalare che come Sasnovich, anche Vandeweghe ha vinto sin qui tutti i singolari disputati in questa edizione della Fed, quindi sulla carta anche lei può centrare l’en plein se vincesse i due della finale. Ci sono state solo due giocatrici capaci di portare tre punti in una finale per la propria nazionale: si tratta di due tenniste russe, Anastasia Myskina ed Elena Dementieva, che rispettivamente nel 2004 e nel 2005 vinsero i due singolari e il doppio contro la Francia avversaria in entrambe le occasioni.

Di Sloane Stephens e del suo incredibile 2017 si è già detto e scritto di tutto. Rientrata a Wimbledon dopo un lungo stop per un’operazione al piede, ha fatto semifinale a Toronto, semifinale a Cincinnati e poi in un crescendo di proporzioni epiche, vittoria agli US Open in un contesto già di per sé storico per il tennis americano, con ben quattro atlete a stelle e strisce in semifinale. Dopo di che la luce (probabilmente per un inevitabile appagamento mentale) si è spenta all’improvviso. Dagli US Open in poi quattro match giocati e quattro sconfitte. Ora la finale di Fed Cup per cercare un altro trionfo in una stagione che doveva essere inizialmente di assestamento dopo tutto quello che aveva passato. Vedremo se ci sarà la forza (e la testa) per lasciare di nuovo il segno.

Shelby Rogers è una tennista americana atipica, dotata di un gioco esplosivo che però dà i suoi maggiori frutti sulla terra. Ed infatti nel 2017 dopo i quarti di inizio anno ad Hobart, ha raggiunto altre due volte lo stesso traguardo, prima a Charleston (terra verde) e poi Strasburgo (terra rossa). A meno di clamorose sorprese non dovrebbe scendere in campo in singolare, si gioca un posto in doppio con Riske per eventualmente affiancare Vandeweghe. Un 2017 alquanto strano per Alison Riske, che nel primo torneo dell’anno a Shenzen era addirittura arrivata in finale, sconfitta dalla ceca Siniakova. Poi pochi lampi nel seguito della stagione, con il terzo turno raggiunto sia agli Australian Open che a Wimbledon, a cui va aggiunto un quarto di finale a Norimberga. Da tener presente che degli ultimi undici match giocati nell’anno ne ha saputi vincere solo due. Apparentemente lontana dalla forma migliore, sembra in lizza solo per affiancare Vandeweghe in un eventuale doppio sul 2-2.

IL CAMMINO DELLA BIELORUSSIA SINO ALLA FINALE

La Bielorussia ha recitato in pieno il ruolo della “matricola” terribile, battendo seppur sempre in casa prima l’Olanda di Kiki Bertens, che era stata semifinalista nella passata edizione, e poi la Svizzera di Golubic e Hingis, nettamente favorita per l’approdo in finale.

11-12 febbraio 2017, Minsk, hard, indoor. Quarto di finale
BIELORUSSIA-OLANDA 4-1

Sasnovich-Krajicek 4-6 6-3 6-2
Bertens-Sabalenka 3-6 7-6(6) 6-4
Sasnovich-Bertens 6-3 6-4
Sabalenka-Krajicek 7-6(5) 6-4
Govortsova/Lapko- Burger/Rus 6-4 6-2

22-23 aprile 2017, Minsk, hard, indoor, Semifinale
BIELORUSSIA-SVIZZERA 3-2

Sasnovich-Golubic 6-3 5-7 7-5
Bacsinszky-Sabalenka 6-4 7-5
Sasnovich-Bacsinszky 6-2 7-6(2)
Sabalenka-Golubic 6-3 2-6 6-4
Bencic/Hingis- Govortsova/Lapko 6-0 6-1

IL CAMMINO DEGLI STATI UNITI SINO ALLA FINALE

Gli Stati Uniti nel loro percorso verso la finale hanno eliminato prima la Germania (liquidata con un agevole 4-0) e poi le campionesse in carica della Repubblica Ceca, che dopo tre titoli consecutivi hanno dovuto cedere lo scettro. Certo, le americane sono state facilitate dal forfait tra le loro avversarie di molte big, ma nulla toglie ai meriti del team capitanato da Kathy Rinaldi, costretto comunque al doppio decisivo dalle ceche.

11-12 febbraio 2017, Maui, hard, outdoor, Quarti di finale
USA-GERMANIA 4-0

Riske-Pertkovic 7-6(10) 6-2
Vandeweghe-Georges 6-3 3-1 rit.
Vandeweghe-Petkovic 3-6 6-4 6-0
Mattek-Sands/Rogers-Siegemund/Witthoeft 4-1 rit.

22-23 aprile 2017, Saddlebrook, clay, outdoor, Semifinale
USA-R.CECA 3-2

Vandeweghe-Vondrousova 6-1 6-4
Siniakova-Rogers 6-3 6-3
Vandeweghe-Siniakova 6-4 6-0
Vondrousova-Davis 6-2 7-5
Mattek-Sands/Vandeweghe-Pliskova Kr./Siniakova 6-2 6-3

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

BIELORUSSIA-USA 0-1

4-5 febbraio 2012, Worcester, hard, indoor, World Group II 1st round
USA-BIELORUSSIA 5-0

McHale-Yakimova 6-0 6-4
Williams S.-Govortsova 7-5 6-0
Williams S.-Yakimova 5-7 6-1 6-1
McHale-Kustova 6-0 6-1
Huber/Williams V.-Kustova/Yakimova 6-1 6-2

PRECEDENTI TRA LE CONVOCATE

Solo Sasnovich tra le bielorusse ha incontrato le tenniste americane e i precedenti non sono poi così sfavorevoli alla tennista di casa, anzi, tutt’altro. Giocandosi sul veloce (scelta non casuale ovviamente) le padrone di casa hanno qualche chance in più di giocarsi il titolo contro le più quotate avversarie.

Sasnovich-Riske 1-2
2016 Osaka, hard, R16, Riske 6-3 6-1
2016 Dubai, hard, QF, Riske 6-3 6-2
2013 Praga, clay, SF, Sasnovich 6-7(4) 6-4 7-5

Sasnovich-Rogers 1-0
2017 New Haven, hard, QF, Sasnovich 6-3 6-1

Sasnovich-Stephens 1-0
2015 Seoul, hard, QF, Sasnovich 6-3 6-2

Non esistono altri precedenti tra le altre convocate.

PRONOSTICO

È chiaro che se volessimo badare ai valori espressi dal ranking WTA per le convocate da ambo le parti della finale di Fed Cup, il dubbio sarebbe quasi superfluo: USA nettamente favoriti. Ma la sfrontatezza di Sabalenka e Sasnovich va tenuta in grandissima considerazione, anche se il fatto di giocare davanti al proprio pubblico in un’occasione del genere può arrecare non pochi problemi di natura psicologica a due tenniste non proprio abituate a certi palcoscenici e che nell’occasione potrebbero avvertire il peso della posta in palio sulle loro spalle. Anche la composizione delle squadre arride alle americane, che schierano quattro atlete tra le prime 100 del mondo, mentre sulla sponda bielorussa Sabalenka e Sasnovic praticano quasi nel deserto. Diciamo che la vittoria degli Stati Uniti certificherebbe un movimento in ripresa, già intravisto con le quatrro semifinaliste a stelle e strisce agli US Open. In conclusione diamo favorite le americane, le quali però dovranno stare molto attente alle loro avversarie. Il fattore campo potrebbe avere il suo peso e scombinare i piani di Vandeweghe & Co.

BIELORUSSIA 30% – USA 70%

Questo l’esito del sorteggio degli incontri e il programma della due giorni di Minsk:

Sabato 11 novembre ore 12.30

  • A. Sasnovich vs C. Vandeweghe
  • A. Sabalenka vs S. Stephens

Domenica 12 novembre ore 12

  • A. Sabalenka vs C. Vandeweghe
  • A. Sasnovich vs S. Stephens
  • V. Lapko/L. Marozawa vs A. Riske/S. Rogers

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