ATP Finals: Federer parte bene, senza scintillare

LONDRA - Buon ingresso nel torneo di Roger Federer. Due set a zero a Jack Sock, nessuna palla break concessa. Ma diverse, troppe occasioni sprecate per chiudere prima

ATP Finals: Federer parte bene, senza scintillare
Roger Federer - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

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Gruppo Becker (1a giornata)

 

[2] R. Federer b. [8] J. Sock 6-4 7-6(4) (dal nostro inviato a Londra)

Qui alla O2 Arena di Londra, a North Greenwich, erano stati i primi a implementare l’ingresso in campo dei giocatori con gli effetti di luce e musica al livello che conosciamo tutti. Ma ormai gli organizzatori delle ATP Finals sono stati abbondantemente superati: nel confronto diretto con il Rolex Paris Masters di Bercy, non c’è storia, i francesi stravincono come coinvolgimento, spettacolo, disc-jockey, tutto. Rimane, segno distintivo delle Finals, il battito cardiaco ritmato alla presentazione dei tennisti (e durante i challenge di Hawk-Eye), che è un bel tocco e al pubblico piace moltissimo.

Nel primo game del torneo, gruppo “Boris Becker”, piacciono molto meno a Jack Sock un paio di rovesci lungolinea di Roger Federer, che lo fulmina prima in risposta e poi sullo scambio, strappandogli il servizio in avvio. Il break a freddo si rivelerà decisivo per il set, chiuso da Roger 6-4 in 36 minuti, senza mai concedere possibilità di controbreak all’avversario. Diversi i momenti divertenti, su tutti un passante da un metro sopra la rete fallito da Federer con Sock girato di spalle e successivamente incredulo davanti all’erroraccio dello svizzero.

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Tecnicamente, lo statunitense sta provando a imporre ritmo e pesantezza con il dritto, ma Roger manovra con buona disinvoltura, e dà l’impressione di essere in grado di controllare la situazione senza dover strafare. Gli spalti sono gremiti fino al secondo anello in alto, il colpo d’occhio è notevole. C’è tanta simpatia per Jack, ma il tifo va come di consueto dalla parte di Federer.

Il secondo parziale procede inizialmente senza scosse. Jack sembra aver aumentato i giri del motore (e soprattutto, del suo top-spin di dritto); arriviamo al 3-3 con lo statunitense che ha perso un punto su 12 alla battuta (Roger appena meno bene, 2 su 12). Quasi inaspettate, ecco due palle break consecutive per lo svizzero, che però non è esente da colpe nello sprecarle, con risposte appoggiate, poco coraggiose, e qualche errore. Sock è uscito da una bella buca e lo sa, Federer farà bene a stare attento e concretizzare quando deve. Ancora divertimento e applausi per un “tweener” frontale al volo di Sock, poi passato di rovescio da Roger, e sul 4-4 ecco ancora i vantaggi e poi due palle break per lo svizzero, che però le fallisce sempre di rovescio (altalenante oggi dal lato sinistro Federer). Jack sorride al cambio campo, avanti 5-4, Roger ha un’espressione comprensibilmente seccata, ma se sta per servire per salvare il set e non per chiudere il match, sinceramente deve solo rimproverare se stesso. In un attimo, e di rabbia, lo svizzero si prende il 5-5, va di nuovo a palla break, e qui è bravissimo Jack a martellare con il dritto e annullarla, per poi salire 6-5. Siamo a una palla break convertita su 6 per Roger, quella nel primo game del match, il tiebreak è inevitabile. Alla stretta finale, non cambiano le cose: Federer va avanti, si fa raggiungere, e ci vuole il doppio fallo di Sock a dargli il mini-break che si rivelerà decisivo. Bene averla chiusa in due per Roger, ma un po’ di cinismo agonistico in più ci voleva.

Statisticamente, siamo alla vittoria numero 50 nel 2017 per Federer, e a un bilancio di 53-12 al Masters/Finals, a partire dalla sua prima partecipazione nel 2002 (sono 15 in tutto, saltato solo il 2016). E non è finita.


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