ATP Finals: è favola Sock, Zverev a casa

LONDRA - L'incredibile finale di stagione di Jack continua. Uno statunitense in semi alle Finals, 10 anni dopo Andy Roddick

ATP Finals: è favola Sock, Zverev a casa
Jack Sock - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Gruppo Becker (3a giornata)

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[8] J. Sock b. [3] A. Zverev 6-4 1-6 6-4 (dal nostro inviato a Londra)

Si conclude in una bella serata, con la O2 Arena piena di pubblico, il gruppo “Boris Becker” delle ATP Finals 2017. Si giocano la qualificazione alle semifinali Alexander Zverev, l’unico top-10 ad aver battuto Federer quest’anno (finale di Montréal), e Jack Sock, il primo statunitense a vincere un Masters 1000 (Parigi, la scorsa settimana) dopo ben 7 stagioni (Andy Roddick nel 2010 a Miami). I precedenti sono 1-1, in palio Grigor Dimitrov in semifinale.

Come detto, gli spalti sono gremiti, ma tra gli spettatori dei palchi “vip” e degli ospiti degli sponsor, qualcuno è un po’ troppo allegro e rumoroso, o più probabilmente ha un attimo ecceduto con gli aperitivi, cosa che da queste parti capita spesso. Dopo un paio di urla, risate, e il rumore di una bottiglia che cade rompendosi, che infastidiscono Sock al servizio portandolo ad andare sotto 15-40 nel secondo game, Jack ne ha abbastanza, e ha assolutamente ragione. Pallata di rabbia in tribuna, comprensibile, warning inevitabile, ma anche bella reazione per togliersi d’impaccio, annullando con personalità il vantaggio dell’avversario. Stessa situazione, senza per fortuna altri maleducati a disturbare, nel game successivo, e qui tocca a Zverev essere bravo con il servizio, tre palle break cancellate.

Stanno giocando entrambi a sprazzi, commettono molti errori, azzeccano diversi vincenti, i servizi viaggiano bene ma non con sufficiente continuità. Sascha cerca di incidere sulla diagonale sinistra con la sua superiorità di rovescio, Jack attacca con il dritto appena può, e si muove bene anche in avanti. Altra palla break cancellata dallo statunitense nel sesto game (gran ace esterno), e in quello successivo un dritto in contropiede gli consegna il primo break della partita, 4-3 e servizio per lui. Ancora in rimonta da 0-40 Sock (ottimi servizi e super pressione con il dritto), ed è 5-3, Jack adesso è in piena furia agonistica, azzecca anche un passante di rovescio lungolinea a una mano. La gente apprezza e fa il tifo, apprezza molto meno Zverev che va ancora sotto alla battuta, annulla un set point, ma il 6-4 arriva poco dopo, con una bella palla corta di Sock. Match poco regolare, ma godibile, soprattutto per merito del ragazzo del Nebraska, che si diverte e fa divertire.

Sascha sembra soffrire più del lecito gli slice diagonali di rovescio di Jack, commette diverse imprecisioni, ma non è che possa permettersi di uscire da quello schema di palleggio più di tanto, il dritto di Sock è meglio lasciarlo stare stasera. L’unica soluzione per lui è salire di livello con potenza e anticipi, cosa che fa appena iniziato il secondo set, da campione qual è. Break al secondo game, due turni di servizio solidi, ed è 3-0 Zverev. A questo punto Jack più o meno consapevolmente molla il parziale, si concede “numeri” divertenti ma fini a se stessi, perde ancora il servizio, e in un attimo siamo 5-0, è chiaro che si sta solo aspettando il terzo set. Che arriva poco dopo, 6-1, escono i giocatori dal campo per una pausa, il disc-jockey si scatena con il tormentone di queste Finals, Human” di Rag’n Bone Man, e si balla un po’ tutti, anche in tribuna stampa.

Meno divertito appare Sock al rientro in campo, break regalato in avvio con errori evitabili, seconda pallata in tribuna (stavolta ingiustificata), e giusto penalty point. Ma evidentemente in questo tipo di situazioni allo statunitense sfogarsi fa bene, infatti di grinta e aggressività si riprende immediatamente il break pur partendo un 15 indietro. Sascha non dovrebbe subire così tanto la personalità istrionica e ingombrante in campo di Jack, ma sono gli ultimi peccati di gioventù, anche da queste partite può imparare molto. Per adesso, però, è in difficoltà, commette un brutto doppio fallo, e manda Sock avanti 3-1 e servizio. Si arriva al 4-2 con un parziale di 17 punti su 22 fatti da Sock dopo il penalty point. Ma arriva, e c’era da aspettarsela, anche la reazione di Zverev, che piazza il controbreak e riapre tutto. Bel sussulto di carattere per Sascha, era stato messo sotto da quel punto di vista, siamo 4-4. Tiene a 15 Sock per il 5-4, e nel decimo game, gravi e inaspettati, arrivano un doppio fallo, un match point, e un gratuito di dritto di Zverev: il ragazzo del Nebraska va avanti, che finale di stagione incredibile per lui.

L’ultimo statunitense ad arrivare in semifinale alle Finals era stato Andy Roddick nel 2007 a Shanghai (sconfitto da David Ferrer), l’ultima volta che ci era riuscita la testa di serie numero 8 era stato Robin Soderling qui a Londra nel 2009 (perse da Juan Martin del Potro).


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