Dimitrov: “Non riuscivo a mettere tre palle in campo, e ora sono qui”

LONDRA - "È frutto di anni di sacrifici. Ora so cosa fare per essere al top"

Dimitrov: “Non riuscivo a mettere tre palle in campo, e ora sono qui”
Grigor Dimitrov - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Come paragoni la preparazione per quest’anno così proficuo, con quelle degli anni precedenti? Hai cambiato qualcosa?
Come ho già detto, è una questione di costanza. Preparazione porta a stabilità. Per tutto l’anno ho avuto grande solidità mentale, ho sempre lavorato sull’atletica. Quando il mio corpo mi permette di prepararmi così, so di avere un vantaggio su altri giocatori. Questo risultato non deriva dal lavoro di una, due settimane. Non credo ci sia un ingrediente segreto.

Che ci dici di quelle lacrime alla fine? 
Non so, è speciale, tutto. Non capita a tutti di giocare questo evento ogni anno. Per come è andato l’anno, sentivo di meritarmi di essere qui, anche se non volevo fare piani a lungo termine. Inoltre, sapere che domani non dovrò svegliarmi e allenarmi è una sensazione incredibile, non capita mai se si vuole essere al top. Quest’anno ho lavorato molto sulla costanza e sulla dedizione, e adesso si vedono i risultati.

 

Ci sono volti nuovi al top. Credi ci sia stato una sorta di cambiamento? Ti senti parte di una nuova ondata?
L’anno prossimo sarà molto interessante, specialmente l’inizio. torneranno molti nomi importanti ovviamente. Mi concentrerò solo su me stesso, su come posso migliorare, così da poterli battere. Se sono uno dei top? Adesso ci sono, ho vinto, quindi sì, sono contento, ma tutto qui. La cosa importante è stare con i piedi per terra. Quello che ho fatto oggi è un trampolino, un punto di partenza.

Un paio di anni fa, quando i risultati non arrivavano, sei sceso nel ranking. Ti immaginavi saresti arrivato qui?
No, decisamente no. Ero 43, 44. Pensavo che non riuscivo a mettere tre palle in campo. Ma di nuovo, con la giusta forza mentale e la giusta gente a supportarmi, le cose sono venute da sé. Quel periodo mi ha aiutato molto. Solo passando un momento del genere, si capiscono certe cose. Ho capito come e con chi dovevo lavorare, e a poco a poco, eccomi qui.

In questa stagione hai ottenuto di fatto i risultati più importanti della tua carriera. Hai qualche rimpianto?
Rimpianto è una parola forte. Ho mancato qualche opportunità, certo, ma non ho rimpianti. Avrei potuto fare meglio in alcuni tornei, avrei potuto vincere partite dove ho avuto match point. Non ho rimpianti, e questo è un bene.

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